Abbazia ( Convento ) di Sant’Antonio – Bettona

Il complesso religioso è in una condizione di assoluto abbandono e degrado, e vista la sua visibilissima collocazione, su una collinetta a ridosso delle mura storiche di Bettona meriterebbe un migliore trattamento visto che lo stato attuale non rende onore né al prestigio del suo passato né alla vista dei turisti che numerosi frequentano la meravigliosa cittadina.

 

Cenni Storici

Il complesso del convento di Sant’Antonio, situato nel Comune di Bettona, comprende un insieme di beni di elevato valore storico e paesaggistico, costituito da un imponente nucleo centrale di circa 1.700 mq, da due annessi ( 100 mq ) e una chiesa di circa 400 mq, con circa 13.000 mq di terreno attorno.
Si tratta di un complesso insediato su un ripiano morfologico con vista sulla Valle del Tevere.
Il Convento è stato eretto nel 1502 dai Frati francescani sopra i resti di un fortilizio utilizzato come ospedale per i poveri, ed è stato significativamente ristrutturato alla fin del 1700.
La Chiesa di Sant’Antonio da Padova fu officiata dai Francescani Osservanti, da coloro cioè che intendevano vivere secondo la Regola di San Francesco, in povertà.
Nel catasto Piano non compare il convento francescano di S. Antonio, che come luogo dell’Osservanza non possiede proprietà fondiarie.
Il convento è però al centro di una vita religiosa e sociale estremamente vivace: presso di esso è eretta la confraternita di contadini di S. Antonio abate, e gli Osservanti rappresentano il polo religioso di maggior attrazione per la popolazione delle campagne. Il giorno della festa di s. Antonio abate si benedicono e si distribuiscono le “panettelle“, che si offrono anche agli animali. Dopo la benedizione si svolge la tradizionale “cavalcata“: i cavalli, guidati dal capo dei Priori, partono al galoppo per arrivare fino al “prato” di Bettona e, sempre al galoppo, tornano, poi al convento.
In origine, la prima parte della cerimonia si svolgeva nel chiostro del convento, in cui si vigeva la clausura obbligando così le donne a restare all’esterno; proprio per permettere anche alle donne di parteciparvi, la benedizione verrà successivamente impartita nella piazza antistante al convento.
La forte devozione dei contadini per S. Antonio abate aveva così di fatto cambiato la titolarità del convento facendo si che la festa di S. Antonio di Padova fosse solennizzata solo con una semplice messa cantata.
All’interno si conservava un dipinto di Dono Doni attualmente conservato nella Pinacoteca Civica.
 

La chiesa

Come apparisse la chiesa ad un visitatore intorno all’anno 1811 lo sappiamo perfettamente, grazie alla puntuale descrizione che ne fa Pietro Onofri, al tempo parroco di Bettona, in un manoscritto intitolato “Cronaca di Bettona” conservato alla Biblioteca Comunale Augusta di Perugia, completamente trascritto da Elvío Lunghi.
Nella parte sinistra del nartece sorge la cappella di San Diego di Alcalà, eretta dalla famiglia Crispolti. All’interno la chiesa si presenta come una “chiesa granaio“, con copertura a doppio spiovente ed una vasta, unica navata.
Su entrambi i lati si trovano due altari con decorazioni a stucco, dedicati a santi importanti per i Francescani Osservanti e la parete che chiude la navata ed introduce all’abside è elemento ormai molto raro nelle chiese italiane.
Nella parete di sinistra si aprono due cappelle, la prima dedicata allo spagnolo “San Pasquale Baylon“, dove era conservato il dipinto del Perugino “Madonna della Misericordia” ora al Museo della Città di Bettona, e la seconda “del Crocefisso“; cappelle che non dovevano appartenere al progetto originale.
Scomparse sono le pitture all’interno delle cornici ottagonali che decorano la parete destra e sinistra, ad eccezione della scena dipinta rappresentante Santa Chiara, che, reggendo il Santissimo Sacramento, impedisce ai pirati di entrare nel convento di S. Damiano.
Il dipinto al centro della controfacciata ha come tema la Morte di S. Giuseppe, vegliato da Gesù, Maria ed angeli.
Il dipinto accanto mostra il “Trasporto di S. Pedro Regalado al Santuario della Vergine”.
I primi altari sulla destra e sulla sinistra erano dedicati a S. Giovanni da Capestrano e a San Pietro di Alcàntara (nella descrizione dell’Onofri ci sono imprecisioni su questo punto).
Nel secondo altare a destra, di Sant’Antonio Abate, si conservava una statua lignea del Santo.
Il secondo altare a sinistra, di Sant’Antonio da Padova, comprendeva una splendida statua in maiolica di Della Robbia.
La parete dell’altare maggiore era divisa dalla navata centrale da una bellissima balaustra lignea. Sopra l’altare era il dipinto attribuito a Jacopo Siculo “Madonna in gloria e sei Santi” ora al Museo di Bettona.
Fino alla Controriforma, cioè fino alla metà circa del Cinquecento, la messa veniva celebrata dai religiosi nell’abside, dove era il coro ligneo, ora conservato nel Palazzo del Comune.
I fedeli, dall’altra parte della parete, sentivano la messa, ma non vi partecipavano attivamente.
Per tentare di arginare la Riforma di Martin Lutero, si cercò di ridurre le separazioni tra clero e fedeli e si dette il via all’abbattimento di queste pareti in moltissime chiese.
Siamo quindi in presenza di un raro esempio di parete pre-controriformista.
Ma la scoperta più interessante è stato il lato posteriore di questa parete. Sono ancora conservate le figure di San Francesco (a sinistra) e Santa Chiara (a destra), che si staccano da un fondale a pittura illusionistica, con colonne e pareti marmoree.
Incerto è il destino del quadro descritto dall’Onofri, una Deposizione dalla croce, posto al centro della parete.
Nella parte inferiore, si vedono ancora i piccoli angeli che dovevano decorare i lati dell’altare dove i religiosi celebravano la messa.
Le dediche a santi di origine spagnola e portoghese, l’unico italiano è San Giovanni da Capestrano, che introdusse l’ordine degli Osservanti a Bettona, sono testimonianza del forte influsso che la Spagna esercitò sul papato per tutto il Seicento e colloca il complesso francescano di Sant’Antonio da Padova a Bettona in ambito internazionale.
 

Ai Nostri giorni

Il complesso principale si sviluppa su tre piani, il piano terra si presenta con la caratteristica struttura con le volte, il secondo e terzo piano a solaio e tetto a vista.
Il complesso è stato ristrutturato da un punto di vista statico e delle coperture negli anni 80 secondo i vigenti criteri antisismici.
Dal convento si gode una bellissima panoramica delle mura della città di Bettona e grazie alla sua posizione dominante sulla Valle si ha una vista sulle città di Perugia, Assisi, Spello.
Il complesso comprende il giardino e la chiesa, di proprietà del Comune di Bettona, il chiostro ed il convento, di proprietà della Regione Umbria.
 

Bibliografia

Conventi e Monasteri a Bettona di Andrea Maiarelli
FAI Assisi, Giornate FAI di Primavera 19-20 marzo 2016
 

Da vedere nella zona

Castello di Bettona
Tomba Etrusca
 

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