Abbazia di San Pancrazio – Collepepe

L’Abbazia è “Hotel & Resort Abbazia dei Collemedio” a quattro stelle con piscina.

 

Cenni Storici

Lorenzo Leoni, noto studioso tuderte del XIX secolo, sostiene che sia stata fondata nel X secolo e che dipendeva direttamente dell’abbazia di San Pietro di Perugia (notizie peraltro non confermate da alcun documento in proposito).
Rammentata dallo Iacobilli come una delle otto badie dei monaci di san Benedetto fiorenti nel territorio tuderte, nacque come monastero cluniacense, per concessione dei Conti di Collemedio, retto da un abate con otto monaci, e raggiunse prestigio e ricchezza potendo contare su di un notevole patrimonio, comprendente molte chiese sotto la sua giurisdizione.
L’abbazia cluniacense di San Pancrazio era tra le più ricche di terreni, di tutta la zona, e confinava con quelli della abbazia perugina di San Pietro.
I documenti ci parlano di una vera e propria curtis governata da un castaldo, con un’alta rendita.
L’abate aveva ben tre residenze: una nell’abbazia stessa, un’altra a Perugia, una terza entro le mura di Collepepe.
Presente nelle Rationes decimarum come solvente le prescritte dative, nel XIII secolo fu sottoposta all’abbazia di San Vito presente nelle vicinanze sotto cui passò definitivamente nel 1450.
Data in commenda nel 1442, nel XVI ( 1530 ) secolo fu concessa ai frati cappuccini che vi istituirono la parrocchia di Collepepe.
Nel 1784 il cardinale Antonelli la affittò a un privato, insieme ai suoi beni. È stata trasformata in un complesso ricettivo.
 

Aspetto attuale

A parte le mura perimetrali e la struttura architettonica originale, dell’Abbazia e della chiesa non rimane traccia, Tutto l’edificio è stato puntigliosamente recuperato per una attività recettiva di alta classe. A ciò dobbiamo merito in quanto versava in uno stato di abbandono e prima o poi sarebbe andata perduta.
Alcune parti sono integre e sapientemente restaurate, tra queste il portale della chiesa e il pozzo del chiostro.
L’interno della chiesa è stato adibito a sala convegni.
Non si respira più l’aria benedettina, ma si gode in compenso di una meravigliosa vista sulla pianura sottostante, si gode di un ambiente rilassante e si gusta una eccellente cucina.
 

Bibliografia

“Abbazie Benedettine in Umbria” di Francesco Guarino e Alberto Melelli edizione Quattroemme
 

Mappa

Link coordinate: 42.926988 12.412109

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