Castello di Ancaiano – Spoleto (PG)

Il castello era una delle estreme falangi di difesa della città di Spoleto.

 

Cenni Storici

Pochi lo sanno, ma il Comune di Spoleto fa parte della Valnerina, tre delle sue frazioni, Le Cese, Belvedere e Ancaiano, affacciano sulla splendida valle del Nera, in un contesto ambientale di incomparabile bellezza.
Delle tre, ormai quasi spopolate, frazioni, la più ricca di storia è Ancaiano, castello avito della nobile famiglia degli Ancaiani, sorto a difesa del lato sud dell’antico ducato e dominato da un possente torrione dalla massiccia architettura, con una decorazione complessa con barbacani di pietra bianca. Sempre alla estremità, sul terrazzamento di vedetta, un piccolo vano caratterizza l’insieme della costruzione.
Dalla torre le mura scendono fino all’abitato, caratterizzato dall’alto mastio quadrato, con la tipica struttura triangolare del castello di pendio.
La fortezza fu eretta, probabilmente nell’XI secolo dai nobili Ancaiani, signori del castello e delle terre circostanti oltre che della vicina abbazia di San Pietro in valle della quale furono sempre abati Commendatari.
Si erge, dominando la valle su un impervio sperone roccioso.
Con il crescere della potenza del comune spoletino anche gli Ancaiani furono costretti ad inurbarsi ed acquisirono proprietà nell’odierna Piazza della libertà, fino alla costruzione della traversa interna corte interna della famiglia circondata dagli edifici di loro proprietà, il palazzo di famiglia, dalla pesante e non armonica architettura, la prospicente dependance esemplata sul modello architettonico della fonte di piazza, le scuderie, di cui ora è rimasto solo il prospetto che affaccia sul riscoperto teatro romano e la cappella di San Benedetto, ricca di marmi e di tesori artistici demolita, appunto, in occasione della realizzazione della traversa interna.
Tra i personaggi illustri Filippo e Berardo Ancaiani che nel 1190 firmarono la cessione dell’ abbazia di San Pietro in valle e dei castelli circostanti alla città di Spoleto, i ghibellini furono Vanni, Andrea, Tommaso e Ranallo che nel 1319 si impadronirono della città di Spoleto, Placido , capo dei Guelfi spoletini circa nel 1473, nominato padre della patria, la beata Dorotea degli Ancaiani e Mario Ancaiani il primo Arcivescovo di Spoleto nel XIX secolo.
Oggi il paesino e la torre, dopo anni di abbandono, stanno tornando a nuova vita con restauri e insediamenti, sia pure di seconde abitazioni.
Notevole la chiesa di San Martino risalente al XV secolo ma rimaneggiata nel XVIII sec., un piccolo gioiello con facciata a capanna, campaniletto a vela con due belle campane in bronzo, un insieme che meriterebbe un attento recupero.
 

Nota

La galleria fotografica ed il testo sono stati realizzati da Silvio Sorcini
 

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