Castello di “Le Racchiusole” – San Giovanni del Pantano (PG)

La storia di questo castello e dell’altro sul versante opposto della valle chiamato del “Bisciaro” è legata ad una leggenda riguardante donne di malaffare o suore poco caste.

 

Cenni storici

Il castello di “Le Racchiusole” si trova su una collina boscosa che domina la valle del Nese e allo stesso tempo è talmente isolato da ritenersi quasi fuori dal mondo.
La sua storia è strettamente legata al castello di Bisciaro che si trova sul versante opposto della valle e anch’esso immerso nel pieno isolamento.
Le Racchiusole sono composte da due edifici ben distinti, uno dedicato ad una forma cenobitica con una chiesa dedicata a San Michele Arcangelo la cui esistenza è documentata fin dal 1407 e un’altra costituita da un vero e proprio posto fortificato (ora quasi scomparso).
Per quanto riguarda la chiesa si hanno certe notizie storiche, mentre per il castello si aleggia nella leggenda.
Anche per l’origine del nome si sono fatte delle supposizioni in quanto l’unica affermazione in cui si concorda è che il termine “Racchiusole” sia riferito ad una specie di carcere che secondo la leggenda era riservato alle donne di malaffare o prostitute che venivano allontanate dalla città o addirittura suore che avevano gravidanze.
Questa supposizione si giustifica con la presenza dell’Inquisitore istituito dopo il Concilio di Trento (1545) che aveva sede presso un palazzo sulla strada per Preggio non molto distante dalla chiesa e che fu attivo fino alla metà del 700.
SANCTI MICAELI ARCANGELI RECLUSEARUM” è quanto compare su un timbro parrocchiale.
Di fatto nell’edificio fortificato, stando alle informazioni fornite da Ermanno Polla, venivano rinchiuse le donne di malaffare di Perugia.
Alla Parrocchiale di San Michele delle Racchiusole apparteneva il castello di Bisciaro che, secondo la leggenda avrebbe ospitato i figli delle suddette donne, il Bisciaiuolo avrebbe ospitato il numero eccedente che non rientrava nel Bisciaro.
Essendo la zona molto isolata diventò covo di briganti e nella vicina località Osteria furono perpetrati fatti di sangue.
 

Aspetto

Il castello è in completa rovina mentre il convento e la chiesa sono passati ad un privato che impedisce ogni tipo di visita.
Tutto è stato accuratamente recintato e tabellato con cartelli che indicano la proprietà privata.
All’imbocco del cancello persiste un’edicola religiosa restaurata dal sig. Sergio Baldoni che abita nelle vicinanze.
 

Festa tradizionale

La chiesa di San Michele conteneva una statua della Madonna e per non mandarla in rovina come l’intera struttura fu trasportata in una casa prima delle Racchiusole in località l’Olivello e il 2 giugno di ogni anno si fa una piccola ma caratteristica festa con la SS. Messa e una processione in cui sono solo le donne a portare la statua.
 

La leggenda del Bisciaro (e le Racchiusole)

Ogni leggenda ha un suo fondamento di verità, ma non è facile scoprirlo né tanto meno trovare le genuine fonti della verità.
Così parliamo dei toponimi “il Bisciaro” e “le Racchiusole“, tanto più che si trovano in una delle zone più affascinanti del nostro territorio, la valle del Nese, tra i comuni di Perugia ed Umbertide, che costituisce, almeno approssimativamente, una parte della “Strada etrusca” che da Perugia arrivava a Cortona.
La mente torna a tempi lontani quando, non esistendo grazie a Dio la televisione, si andava a “veglia” ed i vecchi raccontavano storie e storie come quella del Bisciaro.
Il vero nome del luogo sembra derivi da “Solbicciaio“, in umbro antico “Sole nascente“, ma a noi piace più la storia secondo cui nei secoli passati, nei pressi del castello esistesse un piccolo convento che ospitava i bambini rifiutati dai genitori, i “bisci” appunto in gergo perugino.
Dalla parte opposta della valle, nella zona appunto nominata “Le Racchiusole“, venivano rinchiuse le donne “di malaffare” o addirittura suore di Perugia che, rimaste incinta, necessitavano di un rifugio isolato.
I figli nati dai loro “turpi” incontri venivano perciò ospitati nel Bisciaro e, nell’eventualità che non bastasse il castello avevano rifugio nel Bisciaiuolo, palazzotto situato poco sotto.
Raccontano anche che nelle mura del castello esiste, non facilmente visibile, una apertura, abbastanza alta, da cui venivano calati i bambini dati in adozione, in modo che sia i custodi, che i nuovi genitori non avessero occasione di incontrarsi e quindi riconoscersi.
 

Nota di ringraziamento

Da questa pagina ringrazio sentitamente Francesco Brozzetti per aver fornito le foto della galleria, le informazioni sulla festa e per averci raccontato la leggenda.
 

Fonti documentative

Ermanno Polla – San Giovanni del Pantano e suo intorno – 1997

http://www.caiperugia.it/attachments/category/105/In%20%E2%80%A6%20cammino%20n.27.pdf

 

Da vedere nella zona

Castello di Bisciaro
Castello di Val di Nese
Cappella di Sant’Angelo (o chiesa della Madonna della costa)
Torre Gualterotta
 

Mappa

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