Chiesa della Madonna del Piano – Pornello di San Venanzo (TR)

La chiesa sorge isolata accanto al torrente Fersinone ed è sempre chiusa tranne che per la festa la seconda domenica di settembre.

 

Cenni Storici

Non si conosce l’anno di fondazione della chiesa ma è antichissima, anzi è una delle più antiche della zona del Monte Peglia, si presume che risalga ai secoli XIII o XIV; così chiamata per la sua posizione sulla piana del torrente Fersenone, è costituita da un piccolo impianto costruita in pietra, utilizzando materiale proveniente dal vicino corso d’acqua.
La chiesa che sorge in un posto molto isolato, nel medioevo era adiacente ad una strada sicuramente molto transitata da pastori, viandanti e commercianti.
Elemento di assoluta particolarità che la rende unica è l’uso in una chiesa campestre della pianta a “croce latina“, con tre absidi, ben visibili anche dall’esterno, una sul retro e due sui lati, che internamente corrispondono a due catini con affreschi cinquecenteschi.
L’inventario della Parrocchia di Pornello, compilato nel 1881, descrive la “Chiesa Figliale sotto il Titolo di Maria SS.ma detta del Piano esposta nella vallata di Pornello lungo il torrente Fersinone“, “a tetto con due altari“, il primo dei quali “esposto nel mezzo della Chiesa è dedicato a S. Antonio di Padova“, il secondo in cornu Evangelii “dedicato alla Natività di Maria SS.ma“.
Un successivo inventario della Parrocchia di Pornello, redatto nel 1908, definisce la chiesa in ottimo stato, essendo stata restaurata nel 1903; lo stesso manoscritto appena citato, oltre a collocare l’edificio nel “Piano del Pornello“, riporta ancora, a quella data, la presenza di due altari, “dedicati uno alla Natività di Maria SS.ma, l’altro a S. Antonio“.
Una relazione sullo stato dei beni del beneficio parrocchiale, redatta nell’agosto del 1932, colloca la Chiesa della Madonna del Piano “a circa duecento metri dalla casa parrocchiale, sulla strada che dallo abitato conduce verso il fosso“, con un terrapieno antistante in pessime condizioni.
L’accesso alla chiesa avveniva attraverso un “piccolo piano inclinato cordonato e selciato“.
L’edificio veniva descritto con “porta con infisso a due partite, pavimento ammattonato, pareti intonacate ed in parte con affreschi, soffitto a tetto impianellato a due pendenze, due altari, piccola finestra con infisso, un piccolo campanile con relativa campana“, e con necessità di “essere restaurato e incatenato“, presentando più lesioni verticali nelle pareti.
Dopo anni di abbandono, nel 1954 la chiesa fu riaperta al culto per opera di Don Renato Romoli, all’epoca parroco di Pornello; per festeggiare l’evento, il quadro raffigurante la Vergine Maria fu portato di casa in casa, fino a raggiungere le campagne più distanti.
A partire dall’anno 2002, per volontà della piccola comunità di Pornello, è stata avviata un’imponente opera di restauro del tempio, per salvaguardare gli affreschi che decorano i due absidi laterali; oltre al recupero dell’ambiente interno, le opere hanno riguardato anche il rifacimento della copertura.
Durante i recenti lavori di restauro sono emerse sulla parete sinistra due pregevoli pitture raffiguranti la Vergine con Bambino, sicuramente antecedenti a quelle presenti nelle absidi, databili probabilmente tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo.
 

Aspetto esterno

Edificio è in muratura continua con tetto a doppia falda sorretta da capriate lignee.
I prospetti esterni sono in pietra locale a vista, con la facciata, a due spioventi, definita dal semplice portale d’ingresso, su quattro gradini esterni, sormontato da una piccola finestra rettangolare; un pesante sperone murario sullo spigolo sinistro determina un’evidente asimmetria.
Il campanile a vela è collocato sullo spiovente destro dello stesso prospetto anteriore.
 

Interno

L’unico altare, in muratura stuccata, è collocato in posizione centrale.
Lungo la parete sinistra si trova l’affresco più significativo, che rappresenta “l’Apparizione della Madonna, con in braccio il Bambino“, ad un nobile condottiero del luogo reduce dalla vittoria ottenuta nella battaglia per la difesa del castello di Pornello, contro quello di Montegiove. Lo stesso inginocchiato si appoggia con il braccio destro sulla spada, mentre il sinistro tenuto ciondoloni mostra rigoli di sangue probabilmente dovuti ad una ferita ricevuta.
Che si tratti di un nobile si evince dal cartiglio che si sviluppa dall’elsa della spada e dalla sontuosa armatura.
Vi è indicata la data del 21 dicembre 1556 unitamente allo stemma del giglio, simbolo della famiglia dei conti di Marsciano.
Sullo sfondo si intravede un paese che alcuni identificano con il castello di Pornello.
Sempre nella parete sinistra seguono tre affreschi ex voto fatte eseguire da famiglie del posto o per grazia ricevuta o per commemorare una volontà di un defunto, raffiguranti due Madonne con Bambino in braccio; una con Gesù decorato di corallo al braccio e al collo come l’immagine precedente, un’altra dove lo stesso tiene in mano una sfera rappresentante il globo terrestre.
Accanto a queste due immagini troviamo una Santa in piedi non identificabile in quanto mancante di gran parte della figura, si vede a malapena una metà e si nota che tiene in mano un calice, potrebbe trattarsi di Santa Barbara, ma è solo una supposizione.
Sulla parete destra nel catino absidale troviamo una Madonna in trono con il Bambino decorato con collana e braccialetto di coralli; la Vergine è affiancata da due figure, a destra di chi guarda San Sebastiano invocato a protezione delle pestilenze, mentre a sinistra una figura che si può ipotizzare sia un Evangelista in quanto stringe in mano un libro, ma non è ben identificabile in quanto non sono presenti attributi che ne possano identificare precisamente la figura.
 

La Leggenda della sua edificazione

Esistono alcune leggende sulla edificazione della chiesa.
La più accreditata è quella secondo cui venne eretta da un condottiero in segno di ringraziamento verso la Vergine dopo aver vinto una dura battaglia.
Tutto questo appare confermato dalla raffigurazione sul lato sinistro di un guerriero inginocchiato davanti alla Madonna.
Un’altra versione della storia vuole che, nel luogo dove ora sorge la chiesa, vi fosse una piccola edicola con un affresco della Madonna.
Un uomo che transitava nei pressi scagliò dei sassi imprecando contro la Vergine; in seguito, a causa dell’atto sacrilego compiuto, non ebbe pace finché non ritornò sul posto e, pentito, fece edificare l’attuale chiesa.
Si narra anche che, dopo un violento scontro tra eserciti nei pressi di Pornello, la chiesa venne eretta a seguito della vittoria conseguita da una delle parti che aveva invocato l’aiuto della Madonna.
 

La festività

Fin dai tempi antichi la chiesa è meta di culto; la festa durava alcuni giorni, durante i quali si svolgevano processioni che partivano dal paese di Pornello e raggiungevano la piccola valle, percorrendo la strada lungo il torrente.
Per l’occasione, gli abitanti del luogo si trasferivano insieme al bestiame in alcune capanne di legno e ginestra nelle vicinanze della chiesa e si svolgeva anche un mercato.
Successivamente la chiesa fu per molti anni abbandonata; nel 1954 è stata riaperta al culto e ogni anno, la seconda domenica di settembre, l’Associazione “Amici di Pornello” organizza la Festa della Madonna del Piano, celebrando la S. Messa nell’antica chiesa ed offrendo poi a tutti i partecipanti un piccolo rinfresco lungo il viale alberato del paese.
 

Fonti documentative

http://necrologie.repubblica.it/

http://www.visitsanvenanzo.it/

http://www.orvietonews.it/

Documenti tratti dall’Archivio diocesano di Orvieto
 

Da vedere nella zona

Chiesa di San Donato di Pornello
 

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