Chiesa di San Fortunato – Poggioprimocaso di Cascia (PG)

La chiesa è stata oggetto di lavori di restauro che si sono da poco conclusi e la struttura è frequentata nel periodo estivo da un gruppo di religiose che fanno oratori e ospitalità.

 

Cenni Storici

La vecchia Chiesa di San Fortunato si trova fuori dal paese di Poggioprimocaso, nel Comune di Cascia, lungo la strada per Ponte, alle pendici del Monte Maggio.
Ex-parrocchiale e già priorale, fu edificata su una cella monastica benedettina del secolo XII, insieme al convento di cui oggi rimangono vari elementi.
Pietro IV, abate di Sassovivo di Foligno la annesse all’Abbazia nel 1121.
 

Aspetto esterno

Del carattere romanico originario conserva all’esterno l’abside, la monofora e le semicolonne.
La facciata a capanna con doppio spiovente, è stata interamente rimaneggiata dal rinnovamento seicentesco, quella originale probabilmente aveva un piccolo rosone al centro.
L’attuale, munita di robusti contrafforti presenta due portali, uno dei quali datato 1619, sormontati da due finestre rettangolari e separati tra di loro da un possente pilastro.
Il campanile a vela a doppio fornice è posto posteriormente, sulla sinistra.
Accanto, a destra, sorgeva un piccolo chiostro per riparare i coloni dalle intemperie.
 

Interno

L’interno è stato ampliato, probabilmente nel secolo XV, con l’aggiunta di una seconda navata per far fronte all’aumento demografico, è composto da due navate diseguali coperte da volte a crociera ogivali, sostenute da due pilastri centrali.
La parte più antica della chiesa è costituita dalla navata di sinistra, ove però poco rimane della decorazione originaria.
Sulla parete sinistra entro una nicchia è affrescata una Madonna di Loreto, molto deperita.
Sul lato del primo pilastro rivolto verso l’ingresso è affrescata una Madonna della Misericordia, sul lato sinistro si notano tracce di decorazione, sul lato rivolto alla parete d’altare Santa Giustina da Padova, sul lato destro San Feliciano e altro santo non riconosciuto.
Sul lato del secondo pilastro rivolto verso l’ingresso è affrescata una Madonna col Bambino, sulla faccia sinistra sono affrescati San Sebastiano e San Rocco, quattrocenteschi, molto danneggiati, il secondo è quasi interamente perduto.
Sulla parete di fondo della navata sinistra rimango due affreschi danneggiati, raffigurano una Madonna del Latte e una Trinità.
L’abside, partita a lesene, ha la volta a crociera nelle cui vele sono effigiati gli Evangelisti.
Nel sottarco, dentro medaglioni, Santi e Sante a mezzo busto; nell’estradosso, Virtù Teologali e stemmi del cardinale Fausto Poli e della famiglia Antonelli.
Sull’altare maggiore fa mostra una tavola centinata di Cola di Amatrice, con Gesù sulla via del Calvario accompagnato da una schiera di armati (vi si notano la madre piangente e le pie donne); fuori la centina, ai lati, i Santi Bardone e Rita.
Nella terza campata destra si scorgono i costoloni della crociera; vi è un affresco raffigurante l’Arrivo della reliquia di San Fortunato, donata nel 1639 dal cardinale alla comunità di Poggioprimocaso colpita da una grave epidemia e da attribuirsi probabilmente all’aretino Salvi Castellucci.
Proseguendo sulla parete destra, in una nicchia è affrescata una Trinità, poi un affresco di difficile interpretazione, forse una Crocifissione, molto deperito e ancora parzialmente coperto da intonaco.
Dopo una nicchia, contenente una moderna statua della Madonna, al registro superiore sono raffigurati due tondi sovrapposti, con in alto un’Annunciazione notevolmente lacunosa e in basso una Natività; al registro inferiore un affresco quattrocentesco raffigura la Madonna in trono col Bambino, poi un frammento di affresco pertinente a uno strato più moderno quasi interamente caduto, a seguire un’altra Madonna in trono col Bambino, anch’essa quattrocentesca.
Si trova poi un San Sebastiano molto danneggiato, sotto cui si intravedono due strati di affreschi più antichi.
Chiude la parete un affresco molto danneggiato ove sono raffigurati due santi non riconoscibili.
Dietro il trecentesco battistero a forma di tazza sferica monolitica a lobi contrapposti, sulla parete di fondo è affrescato un Battesimo di Cristo quasi illeggibile.
I danni sofferti dalla Chiesa di San Fortunato, anche a causa dei terremoti, sono stati in parti riparati all’interno con un discutibile restauro eseguito nel 1976, che ha eliminato gli altari lignei seicenteschi che ornavano le pareti.
Di tale acqua si servono gli abitanti del posto per portarla agli infermi ed i sani la bevono per devozione.
Nel 1969 fu edificata dentro il paese la nuova Chiesa di San Fortunato, parrocchiale (per evitare agli abitanti il disagio di portarsi al vecchio edificio lontano dal centro abitato).
Vi sono conservate opere provenienti dalla Vecchia Chiesa di San Fortunato: modeste tele del secolo XVII, una croce astile in lamina di rame dorato dei primi del secolo XVI e altri arredi.
Dalla chiesa vecchia proviene anche una statua lignea della Madonna del secolo XIII, ora al museo di Cascia.
 

Curiosità

Sotto la collina della chiesa, lungo la provinciale che porta a Giappiedi su una curva vi è la Sorgente di San Fortunato, la tradizione vuole che l’acqua sia stata fatta scaturire dal Santo con un miracolo e dalla fonte principale si diramano più sorgenti.
Di tale acqua si servono gli abitanti del posto per portarla agli infermi ed i sani la bevono per devozione.
Nel 1648 passò per Poggio San Giuseppe da Copertino, inviato a Cascia per liberare un’ossessa.
Nella chiesa di san Fortunato il Santo entrò per pregare e vi fu rapito in estasi, come spesso gli accadeva davanti al Ss. Sacramento, inoltre lungo la strada che percorse per giungere in quel posto cadde in acqua con tutto il cavallo e l’ossessa gli disse “Per strada te l’ho fatta“, ma il Santo rispose: “Però non mi sono fatto niente perché sono venuto per obbedienza“.
 

Nota

Foto e testi Raimondo Fugnoli e Silvio Sorcini.
 

Fonti documentative

http://www.lavalnerina.it

 

Mappa

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