Chiesa di Santa Vittorina – Dunarobba ( TR )

La chiesa è stata depredata quasi nella sua totalità ed ora a demolirla completamente ci sta pensando il tempo e l’incuria.

 

Cenni Storici

Questa piccola pieve di campagna, immersa in un paesaggio collinare di straordinarie suggestioni, ha costituito nel corso dei secoli un punto di riferimento essenziale nella vita delle comunità locali, dall’età medievale fino al secolo scorso.
Le sue origini si possono ricondurre all’Alto Medioevo, se non addirittura ad età romana.
Assunse importanza straordinaria come centro religioso, divenendo uno dei luoghi di culto alla base del sistema di suddivisione territoriale adottato a fine del 1200 dal Comune di Todi sotto la cui giurisdizione ricadeva.
La struttura si presenta come un tipico edificio romanico, con frammenti scultorei decorativi inglobati nella muratura (di evidente riutilizzo) con caratteristico ornato a motivi intrecciati e rosette.
L’altare monolitico, un tempo presente all’interno della chiesa (sotto al quale secondo tradizione fu sepolto il corpo della Santa), era databile tra fine VII e inizi VIII sec.
Il nucleo più antico dell’edificio sorse al di sopra o in prossimità di un’aula cultuale di epoca altomedievale, posta su un diverticolo dell’antica via Amerina, importante arteria stradale romana realizzata nel 241 a.C. ricalcando antichi percorsi transumantici, poi ampiamente rivalutata ed utilizzata nel corso dell’Alto Medioevo, nell’ambito del cosiddetto Corridoio Bizantino.
Nei secoli di occupazione bizantina si diffusero nell’area numerosi monasteri benedettini tra cui Santa Vittorina.
Tali complessi religiosi divennero poli di attrazione per la popolazione e furono alla base dei primi insediamenti fortificati.
L’impianto originario subì numerosi rimaneggiamenti e la struttura attuale si presenta nella forma che l’edificio assunse nel XV sec., quando fu aggiunto un piccolo campanile a vela.
La pieve costruita in blocchi squadrati di pietra bianca e rosa, presenta finestre a feritoia con duplice strombatura, abside rettangolare e strutture murarie largamente compromesse con resti della torre campanaria e le superfetazioni coloniche dello scorso secolo.
Il lungo stato di abbandono ha permesso nel tempo l’asportazione del materiale più interessante, compresa la stessa campana.
Internamente una bella acquasantiera in granito rosa (ora scomparsa), un cippo in travertino scolpito, un tempo murato nella parete sinistra, con il simbolo dell’Agnello e della Croce e l’iscrizione “Ad onorem beate martyris“, resti di un affresco del XVI sec. raffigurante un “Santo Vescovo“.
 

Fonti documentative

Cartellonistica sul posto
 

Da vedere nella zona

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Castello di Montecastrilli
Chiesa di San Lorenzo in Nifili
 

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