Eremo di Sant’Egidio – Ferentillo

L’eremo rupestre è stato attivo agli inizi del secolo, ora è un misero rudere che l’incuria dell’uomo sta distruggendo

 

Cenni Storici

Sulla sponda destra del Salto del Cieco, di fronte al villaggio di Castellonalto, in una piega del Monte Berretta, tra i lecci che ammantano stentatamente i salti di roccia tormentati dall’erosione, su un aereo terrazzino resistono i poveri resti dell’antico eremo di S. Egidio. Antico non perché se ne conoscano le origini o le vicende storiche, ormai perse con i ricordi degli ultimi boscaioli e pastori che lo frequentavano per le feste fino a pochi decenni fa; ma per il nome che è sempre indice di una presenza monastica e per la struttura della costruzione che, malgrado l’abbandono, mostra segni di un’opera fatta per durare nel tempo. Una chiesuola ancora in gran parte in piedi e alcuni edifici annessi sono ciò che resta dell’eremo, sostenuto contro la roccia da muri tra i quali si indovinano piccoli orti e qualche campicello.
Più in alto per un incerto sentiero si raggiunge l’ampio terrazzo sotto la cima del M. Berretta, su cui ancora resiste la Romitoria, ( attualmente abitata da un eremita ) rustica costruzione circondata dai campi abbandonati che insieme alle aie lastricate per la battitura del frumento, che s’intravedono tra i rovi e i ginepri, stanno mestamente a ricordare l’antica fatica di vivere su queste terre arse.
Ma è proprio l’abbandono e la solitudine di queste valli che oggi ha riacceso lo spirito eremitico di chi, stanco della vociante contemporaneità, ha eletto a propria dimora una delle zone meno accessibili dell’Aspra, riavviando quel ciclo di eterni ritorni che hanno visto tra questi monti fiorire e scomparire popoli, civiltà consuetudini.
Fino agli inizi del secolo l’eremo era luogo di culto e processioni che partivano da Castellonalto e attraverso un percorso tra le rocce e superando il fosso sottostante la vallata risalivano e si arrampicavano tra gli scogli per finire con una cerimonia religiosa nella chiesa dell’eremo.
Ora tutto è finito, persino l’eremo è un rudere difficile da raggiungere per le frane ch hanno pressoché cancellato il sentiero.
Il bosco ha fatto il resto coprendo i ruderi di spine e rovi e cancellando anche gli spazi ortivi che nutrivano miseramente l’eremita.
 

Da vedere nella zona

Dogana del Salto del Cieco
Affreschi rupestri di Ferentillo
 

Bibliografia

I Luoghi del Silenzio Guida agli eremi rupestri ed alle abbazie dell’Appennino umbro-marchigiano di Andrea Antinori edizione Società Editrice Ricerche
 

Mappa

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