Eremo S.Maria in Arce – Rocca Sant’Angelo di Assisi (PG)

L’eremo di Santa Maria in Arche è abitato da circa quindici anni dalla comunità religiosa femminile “Comunità Adveniat – Santa Maria in Arce” fondata da un frate del Sacro Convento di Assisi. Tale comunità fortemente integrata con il territorio circostante ne garantisce il decoro e la continuità. La chiesa è aperta e visitabile.

L’articolo è collegato con quello sul castello di Rocca Sant’Angelo.

 

A circa dodici chilometri dal Sacro Convento, sorge un piccolo nucleo di case attorno al castello di Rocca Sant’Angelo. A pochi passi si trova la chiesetta di Santa Maria in Arce, con annesso convento. Nella chiesa, esistente fin dal 1300, si trovano affreschi, attribuiti in parte ad artisti giotteschi, un crocifisso di legno attribuito a Matteo di Gualdo ed una pala di altare dello Spagna. Il Convento, uno dei più antichi di tutta l’Umbria, oggi, a causa di molti restauri, ha perduto la configurazione originaria, ma conserva un fascino particolare.
 

Cenni storici

La chiesa di Santa Maria in Arce fuori il castello sarebbe, secondo gli storici, il luogo anticamente detto di Roccabrizzia. In questo luogo, Rocca sant’Angelo, sorse uno dei primi conventi francescani, documentato in vari atti dell’archivio del Sacro Convento di San Francesco. Tale convento, appartato come era, lontano dalla citta’, doveva essere un vero e proprio romitorio, uno dei primi templi della diffusione del francescanesimo. Nel 1380 Paoluccio Trinci ottenne il convento per i frati dell’osservanza e almeno dalla seconda meta’ del quattrocento, il convento di Santa Maria della Rocchicciola fu sotto la custodia dei frati conventuali. Di quell’antico convento possiamo ancora ammirare la struttura e il chiostro, anche se abbondantemente restaurati ed ampliati. I numerosi affreschi votivi all’interno della chiesa ci fanno intuire l’importanza che questo luogo poteva avere in passato, affreschi del Trecento, Quattrocento e Cinquecento che vanno a decorare tutte le pareti interne del santuario.

Il luogo è ricordato dalla tradizione perchè qui San Francesco incontrò un povero, la vicenda è narrata nel ”Speculum Perfectionis”. Era qui inoltre venerata la sacra immagine della Madonna che si riteneva miracolosa.

 
In quest’oasi di silenzio trovò pace per il suo spirito inquieto anche il poeta danese Johannes Joergensenm che qui venne più volte e sostò a lungo traendone ispirazione per molti suoi scritti, tra i quali Laudes Italiae.
 

Caratteristiche ed opere d’arte

Ciò che maggiormente attrae i visitatori è l’insieme di affreschi di scuola giottesca e perugina che la chiesa ancora conserva. Dell’abbondante decorazione citiamo i più rappresentativi:

  • “Le stimmate di San Francesco” di Giovanni di Bonino
  • “La Madonna col Bambino e i santi Francesco e Chiara” di un collaboratore del Maestro di Figline
  • “Presentazione al Tempio”, “La fuga in Egitto e Cristo tra i Dottori” del Maestro della Natività in Santa Chiara
  • “Madonna e Santi” di ignoto umbro del quattrocento
  • “Stimmatizzazione di S. Francesco” attribuita al Maestro di Figline (1310-20)
  • “Madonna con santi” di Bartolomeo Caporali (1487)
  • “Madonna in trono con i Ss. Francesco ed Antonio” dello Spagna
  • “Eterno” dello Spagna
  • “Arcangelo Michele” (1528) dello Spagna o di Dono Doni
DSC_0009 Madonna e santi
(Ignoto umbro del 400)
Crocefissione e Cristo in trono Crocefissione e Cristo in trono
DSC_0008 Madonna con bambino tra i S. Francesco e Chiara
(M. di figline)

 

Rocca Sant’Angelo

Il castello assisano di Rocca Sant’Angelo è documentato a partire dal 1232: viene infatti citato come una delle 51 balie del comune di Assisi. Nel censimento del 1332 risulta inoltre possedere 44 fuochi. Avamposto assisano verso Perugia, subì, proprio per la sua posizione, numerosi assalti da parte dei perugini passando piu’ volte nel corso del ‘300 piu’ volte sotto il capoluogo. Nel 1380 la località è stata fortificata per meglio difendersi dalle continue guerre. Quando nel 1438 Assisi stanca dei continui assedi decise di passare sotto Francesco I Sforza iniziò un lungo periodo di instabilità e assedi dai quali anche il piccolo borgo non fu risparmiato: per cercare di riconquistare Assisi Papa Eugenio IV assoldo’ il condottiero di ventura Niccolò Piccinino che dopo aver ripreso allo Sforza Città di Castello mosse deciso verso Assisi. Prima si diresse a Bettona occupando Costano, poi devastò i castelli a Nord di Assisi come San Gregorio, Petrignano, Palazzo e appunto Rocca S. Angelo che cadde nei primi mesi del 1442 sotto gli attacchi di Antonio di Colella (detto il Ciarpellone).
Nel 1479 vennero consolidati molti tratti delle mura e costruito un torrione mentre la fonte pubblica, fatta erigere dal comune di Assisi, è datata 1532.
Purtroppo non ci sono molti dati sul numero di abitanti di questo antico castello nel corso degli anni: l’unica certezza è che tra il 1666 ed il 1712 circa 100 contadini dediti alla coltivazione di vite e ulivo lo abitavano. Oggi soltanto poche famiglie animano ancora il borgo.
 

Bibliografia

www.viaggispirituali.it
Speculum Perfectionis
 

Mappa

Link coordinate: 43.126314 12.559292