Ponte di Augusto – Narni (TR)

Il ponte di Augusto sul Nera, imponente costruzione, voluta dallo stesso imperatore per migliorare la viabilità della via Flaminia è il monumento più rilevante e una delle più importanti testimonianze dell’età aurea romana.

 

Cenni Storici

Il ponte di Augusto è un ponte di epoca romana situato nei pressi di Narni Scalo ed utilizzato anticamente per l’attraversamento della gola creata dal fiume Nera.
Ai piedi della città di Narni, dopo porta Ternana, percorrendo la via Flaminia, si giunge, lungo la strada della Funara, poco prima della frazione di Stifone, vicino al fiume Nera. Questo, imboccando la gola dei monti Corviano e Santa Croce, va ad infrangersi sui piloni del ponte romano di Augusto, che originariamente univa i due monti con una imponente struttura di 4 possenti arcate rivestite di travertino.
Citato dalle fonti classiche, raffigurato da artisti e viaggiatori, vero capolavoro dell’architettura romana, è da porre in relazione alle grandi ristrutturazioni volute da Augusto nel 27 a.C., nel quadro del più vasto programma di riassetto viario della via Flaminia e a tal proposito ricordiamo all’altezza di Narni la stessa Via divideva il suo tracciato, quello occidentale per Carsulae e Bevagna, ritenuto il più antico, e quello orientale per Spoleto.
Dell’imponente struttura originaria restano due piloni voltati ad arco sulla sponda del monte Corviano, una contrapposta sezione sulla sponda del monte Santa Croce e i ruderi di due piloni dell’arcata centrale, crollata prima del 1055.
La lunghezza originaria del ponte doveva essere di circa 160 m per un’altezza di 30 m, con una luce mirabile dell’arco centrale di circa 32 m, mentre la larghezza del piano stradale era di 8 m.
Il fronte, realizzato in nucleo cementizio e paramenti di blocchi squadrati con bugnature e a corsi alternati, presenta (a due terzi dell’altezza dei pilastri) una cornice aggettante, che si ritrova nella parte interna dell’arcata. I piloni hanno una pianta rettangolare e sono in parte impostati sulla roccia.
Nel corso del tempo, è stato più volte soggetto a crolli e gravi danneggiamenti, infatti un grave terremoto nell’847 lo danneggiò e, successivamente una grande alluvione, nel 1053, ne provocò la caduta, da quel momento nelle fonti è ricordato come ruptum o dirutus.
Si suppone che le quattro arcate, avessero un’ampiezza diversa che variava dai 19 m della prima, 32 m dell’arcata centrale, circa 17 m della terza e 16 m della quarta, se esisteva.
Secondo il Guattani, le pietre furono levate da un luogo chiamato Valle Mantea, presso Civitella, alla volta di Fiano; nel 1724 venne inoltre scoperto come le pietre rimanessero saldamente connesse tra loro in quanto, oltre alla calce, erano state adoperate delle anime di ferro saldamente piombate alle loro estremità.
Segni evidenti di restauri antichi denunciano inoltre cedimenti collegati all’intenso uso o calamità naturali.
Le cronache di epoca medievale riferiscono di crolli dovuti a terremoti e alluvioni.
Di certo, il crollo del terzo pilone è documentato nel 1855.
Nel corso degli anni Settanta del successivo secolo, il ponte è stato oggetto di interventi di consolidamento.
In seguito ai recenti eventi sismici, in particolare quelli del 2000, l’arcata superstite ha subito lesioni. I lavori di restauro e consolidamento, terminati nel maggio del 2005, hanno restituito il fascino originario al monumento architettonico.
 

Fonti documentative

https://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_di_Augusto

http://www.umbriaearte.it/archeologia_narni.htm

 

Da vedere

Fonte Feronia
Narni Sotterranea
 

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