Santuario San Masseo de Plathea – Assisi (PG)

 
Il Santuario San Masseo de Plathea è posto in mezzo a un boschetto di ulivi sul colle di Assisi, tra San Damiano e Valecchie. Francesco Egidi, nel Seicento, lo indica come meta di pellegrini, oltre che per le varie reliquie, per un miracoloso crocefisso di legno, che descrive come un’opera notevole per l’intensa espressione di sofferenza che comunicava il volto di Cristo. Non sappiamo nulla su questo culto, di cui oggi si è persa memoria, né sui miracoli attribuiti al crocefisso; Egidi attesta che erano avvenuti, ma non fornisce ulteriori notizie. Ecco cosa scrive:

“Quel crocifisso colà rappresenta molto bene il sembiante di N. S. posto in croce, tanto maltrattato, quanto non può cader’ in mente umana. L’artefice ebbe, come io penso, riguardo a ciò, e se agli altri non par bello, a me sembra bellissimo, rappresentando al […] il figurare: […] il che (piamente parlando) hà piaciuto sì a Dio, che a’ tempi nostri per questa immagine ha fatto, e fa molte Grazie, e meritatamente è frequentato da paesani, e forastieri, i quali per divozione pigliano un Ritratto di esso intagliato con molt’arte in legno”

Certamente fu una devozione sentita che si protrasse nei secoli, infatti Antonio Cristofani nella guida di Assisi del 1884, parlando molto brevemente della chiesa, afferma che

“sull’altare si venera un Crocefisso di legno intagliato nel secolo XIII”

La scelta del luogo, quello che un tempo veniva chiamata via Petrosa, nella “balìa” di Cola, potrebbe tra l’altro essere motivata dal fatto che lì, probabilmente, sorgeva un tempio pagano, come sospettò Antonio Brizi, il quale scrisse che “la vetusta chiesetta di San Masseo, attorno la quale furono trovati avanzi di antichità, potrebbe farci sospettare essere stata eretta in un luogo ove prima sorgevano edifici pagani di qualche importanza, come era costume nei primi secoli della Chiesa. Francesco Santucci inoltre, afferma che si tratta di una delle vie d’accesso all’Assisi romana più importanti e forse più antiche.
 

Cenni storici

Antonio Cristofani colloca la fondazione di quest’antico priorato benedettino nel 1059. Altri storici sono invece più propensi per il 1091 anche in base alle testimonianze architettoniche relative all’edificio. La fondazione della chiesa di San Masseo si deve a Lupo II, o Lupone, figlio di Monaldo, conte di Postigliano e della Gaifana. All’epoca infatti nobili e benestanti si dedicavano alla costruzione di chiese e monasteri fuori delle mura urbane. Nel 1981 una comunità di francescani ha chiesto il comodato ai benedettini su cinque case con ampio terreno, per poter accogliere i giovani ad Assisi; ora che il comodato è concluso il luogo sta per essere utilizzato di nuovo come monastero per ospitare una comunità di monaci benedettini.
 

Caratteristiche

Ad oggi della chiesa rimane solamente l’abside e la cripta, costruita appena più tardi di quella di San Rufino in Assisi. Oggi, dell’antico edificio non rimangono che l’abside e la bellissima cripta, quasi millenaria, addossata ad una costruzione rimaneggiata e rifatta che un tempo fu sede dei benedettini. Il complesso è stato recentemente ristrutturato.
 

Bibliografia

F. Santucci, Il priorato benedettino di S. Masseo “de Plathea” nei secoli XI-XV, in Aspetti di vita benedettina, p. 154, 148
Ibid., p. 150.
A. F. Egidi, Guida de’ pellegrini cit., p. 36-37
A. Cristofani, Guida d’Assisi cit., p. 85-86

Per approfondimenti maggiori: www.monasterodibose.it

 

Mappa