Villa di Cancellara – Foligno (PG)

Il paese si adagia sulla fascia olivata che corre sulle colline di Foligno fino a Trevi.

 

Cenni Storici

La frazione di Cancellara si colloca nel versante occidentale del Monte Cologna (Costa di Cancellara) ad una quota collinare compresa fra 420 e 460 m. s.l.m.
L’Abitato nasce su un pendio caratterizzato dalla presenza di uliveti.
Il Toponimo Cancellara come la vicina Roviglieto non compare nelle Carte del monastero di Sassovivo (Sec. XI – XIII) invece è ricordato il toponimo di Santo Stefano chiamato poi “Santo Stefano dei Piccioni“.
L’Origine del paese quindi è quasi sicuramente posteriore alla metà del 1300 e nasce in concomitanza con la ripresa del dissodamento del terreno intorno ai borghi ed ai castelli.
Il nome “Villa” che in passato accompagnava il toponimo, indica un luogo aperto, non fortificato, dedito essenzialmente all’agricoltura.
Le abitazioni tipiche erano case-torri utili sia all’allevamento dei piccioni sia ad avere una buona visuale per l’avvistamento ed il controllo del territorio.
Nell’area collinare l’olivo comparve in maniera massiccia solo dopo i disboscamenti del XVI secolo e costituiva al tempo una grande ricchezza per il territorio (in zona sorsero numerosi molini).
Nel 1573 in occasione della Visita Apostolica del Vescovo Pietro Camaiani, gli abitanti di Santo Stefano dei Piccioni (chiamati “Pipionum“)si lamentano di non avere un parroco e di essere stati inglobati nella parrocchia di Cancellara; ma S. Stefano contava 10 famiglie invece Cancellara ne contava 36.
Nel 1415 Ladislao Re di Napoli durante un’incursione nel territorio devastò le Ville di Rivo e Flamignano (poi scomparse) costringendo gli abitanti a fuggire e ripararsi nel Castello di Sant’Eraclio di recente costruzione e stessa cosa toccò agli abitanti di Cancellara seppur risparmiati in parte dalla distruzione del paese.
Nel Liber Officiorum compilato nel 1421 sappiamo che gli abitanti di Cancellara, oltre a quelli delle vicine Ville di montagna quali Costa, Santo Stefano dei Piccioni e Scandolaro, dovettero provvedere alla custodia e alla manutenzione della Torre di S. Eraclio che, al tempo di Corrado Trinci, era considerata l’ultimo baluardo di difesa della città nei confronti di Trevi.
Il 1600 per tutto il folignate fu un periodo di espansione economica, tanto che la città di Foligno fu definita “Porto di terra dello Stato Pontificio“.
Sempre nel seicento gli edifici collinari subirono importanti ristrutturazioni, come è particolarmente evidente proprio a Cancellara, dove venne interamente edificata la parte vicino alla chiesa, destinata a magazzini, mulini e residenze.
Nel 1646 Cancellara contava 18 famiglie e 90 abitanti.
Verso la fine dell’800 il paesaggio assunse il suo aspetto definitivo e gli uliveti, concentrati in grosse proprietà, coprirono l’intera fascia collinare.
La bonifica della pianura e delle terre ottenute non determinò lo spopolamento della costa.
Il paese all’inizio del secondo decennio del Novecento contava 255 persone, nel 1940 calò a 245, nel 1986 erano 196.
 

Aspetto

All’inizio del paese si trova la Chiesa di San Silvestro e accanto è la zona edificata a partire dal 1600 (edifici in buona parte oggi di proprietà della Comunanza Agraria), che conserva ancor una unitarietà di impianto.
Proseguendo in salita si giunge al limitare del vecchio paese dove su un’edicola un affresco di pregevole fattura segna l’incrocio che divide l’attuale piazza principale (di recente realizzazione), dalla vecchia strada che sale verso il nucleo più antico; nell’affresco, eseguito da Gian Domenico Mattei nel 1674 sono dipinti la Madonna e il Figlio tra San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio da Padova.
 

Comunanza Agraria

Gli usi civici e collettivi di terreni comuni hanno origine antichissima sicuramente anteriori ai Comuni e tali associazioni che avevano il compito di gestire e usare tali territori venivano chiamate “Cives“.
Con l’affermarsi dei Comuni (XII secolo), le gestioni collettive cioè i cosiddetti usi civici mantennero la propria autonomia e sopravvissero come enti patrimoniali accanto all’ente amministrativo e politico con ordinamenti propri.
Le Comunanze ad oggi sono enti privati ma con finalità pubbliche all’interno del loro territorio.
La Comunanza Agraria di Cancellara regolarizzò la sua posizione con lo stato Italiano il 16 Agosto 1896 partendo da un patrimonio di 49.466 ettari di terreno e 20 utenti.
Presso la sede dell’ente è custodita copia di atti, documentazione catastale ed “assegne in filze” che risalgono anche al sedicesimo secolo.
 

Chiesa di San Silvestro papa

Non si conosce con esattezza quando sia stata edificata la chiesa ed in quali forme originali.
Si può ipotizzare però un periodo compreso tra il XV e il XVI secolo, in rapporto con lo sviluppo dell’abitato di Cancellara e con le esigenze di culto di quella comunità.
La chiesa, agli inizi degli anni Cinquanta, viene completamente ridipinta internamente: tale operazione nascose le antiche decorazioni colorate che correvano lungo le superfici delle pareti.
Dopo agli eventi sismici del 1997 la chiesa è stata interessata da interventi di consolidamento strutturale e del miglioramento sismico.
Al momento è inagibile per gli effetti del terremoto del 2016.
 

Aspetto esterno

La chiesa di S. Silvestro, di piccole dimensioni, si presenta come una luminosa, semplice, ma non priva di una certa eleganza, costruzione in stile tendenzialmente neoclassico.
La facciata intonacata rientra nella tipologia “a capanna” ed è animata da due cornici marcapiano.
Nello spazio del timpano si apre un minuscolo oculo, più in basso un finestrone rettangolare che forse sostituisce un’apertura più antica di forma diversa.
Anche il portale, affiancato da due finestre, è stato sicuramente nel tempo manomesso e in parte ricostruito.
 

Interno

All’interno è strutturata in un’unica navata, coperta da una volta che si articola in tre vele; prende luce da alte finestre di forma quadrata posizionate dentro le lunette della volta e dalle aperture poste nel prospetto; le pareti sono decorate da lesene e cornici modanate poco aggettanti e lo spazio absidale, in realtà inesistente perché il muro terminale è rettilineo, è sottolineato da un’arcata a pieno centro cieca, sorretta da due colonne poste su dei plinti.
Una cantoria in legno si affaccia sulla navata occupando lo spazio che sovrasta il portale d’ingresso.
Sulla controfacciata, all’interno della cantoria in legno, è alloggiato un organo antico, databile tra la fine del XVII e gli inizi del XIX secolo.
Nella chiesa è attualmente conservata un’interessante tela, in cui è rappresentato il Beato Bernardo Tolomei ed il Crocifisso, opera datata 1674 e firmata da Gian Domenico Mattei, pittore di origine folignate influenzato dalle creazioni di Pietro da Cortona.
Sulla committenza dell’opera non si hanno notizie certe, ma si pensa alla nobile famiglia Guarini di Foligno, poiché il bacolo del Tolomei termina con tre monti, la croce e due palmette, motivi araldici di quella famiglia.
La tela ha subito un intervento di restauro nel 1989.
 

Fonti documentative

http://www.comunanzacancellara.it/la-storia/

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=44694&Chiesa_di_San_Silvestro_Papa__Cancellara,_Foligno

http://www.comunanzacancellara.it/la-storia/

D. Cesarini – Brevi note Storiche sulle parrocchie della Diocesi di Foligno – 2013
Scuola Media Statale “Galileo Galilei” S. Eraclio di Foligno – Le Colline di S. Eraclio in cinque itinerari – 1998
AAVV Irres – Dorsale Appenninica Centro Nord – 1995
 

Mappa

Link coordinate: 42.928051 12.752860

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