Chiesa (Santuario) della Madonna della Valle – Bevagna

Il Santuario è in uno stato di abbandono totale, messo in sicurezza da un recinto da cantiere che impedisce l’accesso alla struttura pericolante, ma nonostante tutto meta incessante di pellegrini e fedeli tutto l’anno.

Il Santuario è in uno stato di abbandono totale, messo in sicurezza da un recinto da cantiere che impedisce l’accesso alla struttura pericolante, ma nonostante tutto meta incessante di pellegrini e fedeli tutto l’anno.

 

Cenni storici

Il Santuario della Madonna della Valle si trova a 520 metri sul livello del mare all’interno di un bosco di querce e castagni. Ha origini antichissime: eretto nel 1212 da Napoleone III figlio del conte Rinaldo I di Antignano celebre nelle armi e nella politica, capo ghibellino e amico carissimo di Federico II venne convertito da S. Francesco e volle che venisse costruita una chiesa in onore della Vergine in questo luogo così bello per il panorama e per la folta boscaglia.
I documenti ci dicono:
Napoleone nel marzo 1212 con rogito di un certo Viviano e con documento munito del proprio sigillo (leone rampante della
Casa di Antignano) donò a Stefano “rettore e padrone” per sé e per i suoi successori un’ampia estensione di terreno in mezzo al quale Stefano si obbligava ad erigere una Chiesa dedicata al culto della Vergine, che prese il nome di S. Maria della Valle sopra Antignano.
Del territorio donato, che si estendeva fino alla Civitelle, Napoleone dette a Stefano e ai suoi successori “terra, acqua, vinea, arbores fructiferos ed infructiferos” a titolo di feudo.
L’assegnazione venne fatta con questo scopo: “amnia vero supra dicta do et concedo in dicta Ecclesia pro remissione peccatorum meorum et meorum parentum et consanguineorum“.
Complessivamente i beni terrieri erano di 200 ettari di terra, a questi beni si aggiunsero i legati lasciati da Armaleo, nipote di Napoleone, Rainaldo nel 1291.
La primitiva chiesa andò in rovina e non si hanno notizie sulla sua storia fino al 1544 quando fu ricostruita dalle fondamenta da certo tanto che il
27 settembre del 1544 il Vicario di Spoleto dette facoltà a Pierantoni
Silvio di Bevagna detto “Stracciato“, che ne ebbe dal vescovo di Spoleto il giuspatronato in riconoscimento dei restauri da lui fatti all’edificio.
Dopo due anni il figlio di questi, Cesare Pierantoni la donò al Comune (30-05-1546) e il documento parla della fondazione della chiesa della Madonna della Valle e accenna per la prima volta ai Consoli, che reggevano il comune di Bevagna.
La Chiesa, modesta anche dopo la ricostruzione, ebbe un momento di celebrità per presunti miracoli avvenuti sul luogo, mai
riconosciuti come tali dalla Autorità Ecclesiastica di Spoleto; anzi l’Arcivescovo Pagliari comminò sanzioni proibendo ai Sacerdoti di celebrarvi la S. Messa e di condurre pellegrinaggi.
In quell’epoca ci fu uno sgradevole episodio, che gettò discredito a quel luogo sacro: un Delegato di Pubblica Sicurezza, senza alcuna autorizzazione, di notte tempo demolì la pittura dell’abside raffigurante la S. Famiglia.
L’atto fu dichiarato inconsulto e sacrilego.
Lo stesso Mons. Pagliari fece collocare al posto dell’affresco distrutto un bel quadro ritraente l’antica Immagine dopo di aver fatto eseguire alcuni restauri all’intero fabbricato.
Verso al fine dell’800 era di nuovo abbandonata.
Nel 1934 venne tuttavia totalmente ricostruita, soprattutto grazie all’opera tenace dei devoti, in particolar modo di Pierino Stortini (1866-1944) con la sua opera di indifeso sostenitore della venerata immagine della Madonna della Valle. Nel volume “QUANDO SALTARONO I PONTI” BEVAGNA 1943 – 44, leggiamo il racconto del primo incontro tra Piero Stortini e la Madonna della Valle:

Un bel giorno del 1880 Piero Stortini raccogliendo la legna in mezzo al bosco, trovò questa Chiesetta del tutto abbandonata e ricoperta di rovi e di erbe parassite. Pierino cominciò subito a farvi qualche restauro, incominciando dal tetto

Egli dedicò gran parte della sua vita a raccogliere offerte dalla povera gente contadina dei dintorni per la sua ricostruzione. Incominciò un movimento popolare a favore del Santuario e si sparse la voce che in quella chiesina sperduta tra i monti la Madonna vi facesse molte grazie e divenne luogo di fede dei paesi vicini e non solo, meta di pellegrinaggi e di preghiera.
Questo però non bastò a persuadere le Autorità ecclesiastiche che proibirono i sacerdoti a celebrarvi messa e diffidarono lo Stortini a perseguire la sua opera.
Morto lo Stortini tutto tornò alla normalità o quasi in quanto la generosità del perugino D. Ercole Satolli, che era entrato in possesso dei beni dello zio Card. Satolli, comprendenti tra l’altro tutti i terreni intorno alla Madonna della Valle, fu costruito, nel 1934, un nuovo Tempio più grande e più dignitoso, nella cui abside venne dipinta l’immagine della Sacra Famiglia dallo Scaramucci di Foligno, mentre ai lati furono dipinte le figure di S. Benedetto e di S. Francesco.
Attualmente il Santuario Mariano con l’annessa casa del Pellegrino, costruita di recente, e il territorio che lo circonda sono di proprietà della Mensa Vescovile di Spoleto.
 

Architettura

Il Santuario ha una facciata elegante con trifora, con ampia scalinata e una sola navata. Dietro l’altare si trova il dipinto iconografia della Madonna della Valle, la Sacra Famiglia posta sopra una nube, allietata da una colomba e da un fiore. Sotto vi è un fedele inginocchiato in atto di Pregare, mentre sullo sfondo è dipinto un paesaggio collinare. L’immagine della Sacra famiglia è copia del dipinto su tela opera di un pittore della Torre del Colle (conservato a tutt’oggi) che si trovava nella chiesetta demolita.
 

Situazione attuale

All’interno era ricco di ex-voto, di oggetti di valore donati, ma essendo stato poi derubato più volte, ora è completamente spoglio. Attualmente sono rimaste solo le scritte sui muri lasciate per chiedere grazie o per ringraziare di averla ricevuta. Purtroppo non è più visitabile dagli eventi sismici del 1997 in quanto seriamente danneggiato e da circa tre anni è chiuso ai fedeli e in condizioni di abbandono. Nonostante ciò ancora è meta di fedeli per chiedere grazie alla Madonna. Il primo maggio ricorre la festa e la mattina si celebra da alcuni anni la S. Messa all’esterno.
Sono state raccolte e consegnate alle autorità competenti più di 2000 firme per la sua ricostruzione.
Diverse sono le istituzioni che se ne occupano: Parrocchia di Cantalupo e di Bevagna, Curia di Spoleto, comune di Bevagna e Pro-Loco.
 

Fonti documentative

G. Boccanera – Gualdo Cattaneo Seconda edizione riveduta ed ampliata – 1984
 

Mappa

Coordinate: 42.9371901,12.4720103