Cenni storici
L’Eremo di San Jago, conosciuto dai locali come grotta dell’Eremita o San Jago degli Schioppi (scogli), si trova abbarbicato sulla roccia a strapiombo sulle gole del Nera, in uno dei punti più suggestivi del Monte Santa Croce. Raggiungerlo non è cosa facile, il sentiero, poco visibile, si snoda tra la fitta vegetazione del monte, durante il cammino ci sono diverse diramazioni, molti passaggi sono difficoltosi e pericolosi.
Giunti all’Eremo si gode di un magnifico panorama che spazia dall’Abbazia di San Cassiano alle sottostanti gole del Nera, con una maestosa vista della città di Narni.
Non si hanno notizie sulla fondazione dell’eremo, le murature esistenti sono databili al XIII secolo, ma è probabile che il sito sia stato frequentato e abitato da eremiti già in epoca precedente.
Molte sono invece le leggende collegate all’eremo.
Una narra che vi sarebbe morto in odore di santità il pastore Jago.
Egli, in compagnia di un amico vide passare nei boschi una giovane ragazza; i due, colpiti dalla sua bellezza tentarono di violentarla, ma la fanciulla si ribellò, fuggì e cadde sulla sottostante gola su cui scorre il fiume Nera, riuscendo però ad aggrapparsi a un cespuglio.
I due cercarono invano di soccorrerla, il fragile appiglio cedette e la giovane precipitò nelle acque che divennero rosse del suo sangue.
Uno dei due pastori impazzì e vagò per i boschi per il resto della sua esistenza, Jago, pentito, costruì l’eremo che porta il suo nome, trascorrendovi tutta la sua vita tra il freddo e le privazioni.
Una storia più lunga e articolata è stata trascritta da Orlando Colasanti nel 1941; vi si narra che nel 1354 vi avrebbe dimorato il nobile romano Evaldo Frangipane, abbandonando le sue ricchezze, dopo la morte della donna da lui amata, egli si ritirò dopo essere stato ordinato sacerdote.
Aspetto
L’eremo si presenta oggi abbandonato a sé stesso, vittima di atti vandalici fini solo a deturpare un sito dalla storia millenaria.
È costruito utilizzando un’ampia grotta naturale, racchiusa e partita su tre livelli da murature: al primo livello un ambiente, cui di acceda tramite una porta architravata con sopra scolpita una croce, era forse una piccola chiesa, le altre stanza erano rifugio per gli eremiti.
Nota precauzionale
Attenzione, il sentiero presenta numerosi passaggi difficoltosi e non è facile da trovare, non avventurarsi se non si è esperti e dotati di adeguata attrezzatura.
Nota di ringraziamento
Si ringrazia l’amico Merco Barbarossa, grande conoscitore del territorio, per le utili indicazioni fornite.
Nota
Le foto sono di Rossano Coaccioli, Oriana Marchi, Andrea Scatolini e Silvio Sorcini; il testo è di Silvio Sorcini.
Fonti documentative
https://www.narnia.umbria.it/category/luoghi/page/3/
Da vedere nella zona
Abbazia di San Cassiano
Monastero di San Giovanni – Stifone di Narni
Mappa
Link alle coordinate: 42.51640237939147, 12.51121293746908