Santuario della Madonna delle Grazie – Ponticelli di Scandriglia (RI)

Per arrivare a Ponticelli da Scandriglia si percorre la strada provinciale in direzione ovest per 2,5 km verso il santuario di Santa Maria delle Grazie incrociando la via Francigena (S. Maria del Colle).

 

Ponticelli Sabino

Ponticelli Sabino, frazione di Scandriglia (Rieti), è un piccolissimo borgo situato a 340 m di quota lungo la via Vecchia Salaria, nel punto di passaggio dalla Sabina Romana a quella Reatina.
Antico feudo di tante famiglie nobiliari (Brancaleone, Orsini, Barberini, Sciarra, Della Rovere), Ponticelli racchiude interessanti monumenti come, in centro, la chiesa romanica di S. Maria del Colle (sec. XIII), con semplice ed elegante facciata romanica e all’interno affreschi votivi (dal XIII al XVI secolo), con il frammento di Annunciazione di Scuola Romana duecentesca, una Crocifissione sopra il portale e un S. Giorgio quattrocentesco.
Nel territorio di Ponticelli è il ponte del diavolo e il santuario seicentesco della Madonna della Quercia; ma il monumento più importante della zona si trova a circa 2 km dal borgo, in località S. Maria delle Grazie, ed è il Santuario francescano omonimo, definito “Perla della Sabina” per il suo valore artistico, religioso, storico e ambientale.
 

Santuario di Santa Maria delle Grazie

Il Santuario di S. Maria delle Grazie a Ponticelli fu edificato dalla famiglia Orsini nel 1478 e donato al Beato Amadeo Menezes da Silva, frate francescano promotore di uno stile di vita religiosa più fedele alla Regola di San Francesco.
Per molto tempo fu luogo di ritiro e di preghiera, anche grazie al contributo del Beato Bonaventura da Barcellona, dal quale prese avvio la cosiddetta Riformella (sec. XVII), osservante scrupolosa degli insegnamenti del santo.
I francescani del convento dal 1920 curavano anche la parrocchia di S. Maria Assunta in Ponticelli, ma dal settembre 2017 hanno dovuto lasciare il convento, il santuario e la parrocchia.
Attualmente il santuario è gestito dalla Fraternità Francescana Madre della Riconciliazione e della Pace, che cura il luogo e l’accoglienza in continuità con la spiritualità mariana e francescana che da sempre lo caratterizzano.
Responsabile dell’accoglienza suor Maria Lucia (tel. 0765 89034).
Il complesso francescano di Ponticelli è posto al centro di una larga valle che, per essere ricca di ulivi e chiusa da colline sulle quali sorgono anche i borghi antichi di Scandriglia, di Montorio Romano e di Nerola (questi ultimi due in provincia di Roma), è chiamata “la conca d’argento“; chiesa e convento stanno al margine di un vasto prato contornato di cipressi, un cui doppio filare porta diritto al santuario.
Al suo inizio un cartello che è tutto un programma:
“Rispetta il silenzio di questo santuario ove Maria ti attende. Lasciati avvolgere dall’amore di Dio per mezzo della natura. I Frati“.
Anticamente c’era nella zona una cappella della SS.ma Trinità con accanto un romitorio, di proprietà della famiglia Orsini.
Un membro di questa famiglia, Raimondo Orsini duca di Gravina conte di Nerola e signore di Scandriglia, nel 1479 fece costruire la chiesa e il convento per riconoscenza verso un frate francescano portoghese, Amadeo Joao da Sylva y Menezes, che periodicamente si ritirava a pregare in quel romitorio e che risanò da gravi malattie l’unico figlioletto del duca.
La donazione del complesso a frate Amadeo fu confermata da papa Sisto IV con il breve “Pia et Ecclesiae desideria” del 20 giugno 1478.
La dedica della chiesa alla Madonna delle Grazie fu anch’essa un desiderio degli Orsini, dopo tanti favori ricevuti, e avvenne nel giorno di Pentecoste del 1480, dopo che con una solenne processione fu portata nella nuova chiesa conventuale un’immagine mariana prelevata dallo stesso frate Amadeo nel castello di Nerola, dove prima si conservava.
Il 3 ottobre 1779, per volontà di papa Pio VI, l’icona fu solennemente incoronata da Mons. Francesco Guidi (Guido da Balneo) arcivescovo di Mira, delegato dal Capitolo Vaticano; e dopo che la cappella della Madonna fu danneggiata da un terremoto nel giugno 1826, l’immagine fu posta sull’altare maggiore (gennaio 1827).
L’icona mariana, di scuola umbro-laziale del sec. XV, è veneratissima da tutto il popolo sabino, che affolla il santuario specialmente nelle sue feste: la quarta domenica di maggio (S. Maria delle Grazie) e il 2 agosto per l’indulgenza plenaria del Perdono di Assisi.
Di notevole, in chiesa, oltre alla miracolosa immagine della Vergine delle Grazie, un trittico ligneo quattrocentesco attribuito ad Antoniazzo Romano o alla sua scuola (Vergine in trono col Bambino tra i santi Francesco e Antonio di Padova) e un Crocifisso ligneo del Cinquecento; nel chiostro è l’artistica moderna vetrata del sudafricano Leo Théron (1979) raffigurante San Francesco, che fu offerta dall’ambasciatore del Sudafrica e da vari ex combattenti della II Guerra Mondiale che, fuggiti dal campo di concentramento tedesco di Passo Corese, nel periodo settembre 1943 /giugno 1944 trovarono rifugio e aiuto presso i francescani del convento e la gente dei dintorni.
Nel refettorio del convento è dipinta infine una Crocifissione quattrocentesca.
Da sempre questa fu un’oasi di santità, avendo ospitato religiosi come San Carlo da Sezze (1637) e (da novizi) San Leonardo da Porto Maurizio, il venerabile Giovanni Battista da Borgogna e fra Angelo Savini da Ponticelli (m. 1939).
Qui il beato Bonaventura da Barcellona il 25 novembre 1662 istituì il primo dei suoi conventi di Ritiro.
Sul muro della chiesa è esposto questo manifesto:
“Nel 2012 si sono celebrati i 350 anni dalla fondazione dei conventi di ritiro ad opera del B. Bonaventura Gran da Barcellona (1620-84), festa 11 settembre (26 ago 1662 decreto Alessandro VII). 1) Ponticelli Sabino (RI), S. Maria delle Grazie, 25 novembre 1662. 2) Montorio Romano (RM), S. Angelo, 1666. 3) Vicovaro (RM), S. Cosimato, 1668. 4) Roma, S. Bonaventura al Palatino, 1677. 5) Pofi (FR), S. Pietro Ap., 1700. 6) Vallecorsa (FR), S. Maria delle Grazie, 1703“.
 

Il beato Amadeo Portoghese

Il fondatore del convento di Ponticelli, il beato Amadeo Portoghese (1423-1482), nacque nel 1423 a Ceuta da famiglia nobile (la sorella Beatrice, fondatrice delle Suore Concezioniste, fu canonizzata da Paolo VI nel 1976); dopo una ferita riportata in battaglia contro i Mori, prima si fece eremita a Guadalupe in Spagna (1442-52) e poi Frate Minore ad Assisi (1455).
Ordinato sacerdote solo nel 1459 per volere dei superiori, guidò una parte di religiosi (gli Amadeiti) che aspiravano a una più stretta osservanza della Regola francescana.
Per volere di Sisto IV venne a Roma nel convento di San Pietro in Montorio per diffondere quella riforma, che infatti portò in varie regioni d’Italia.
Morì a Milano il 10 agosto 1482.
Della sua dimora a Ponticelli resta il suo primitivo romitorio, a pochi metri dal convento, in bellissima posizione davanti a un mare di ulivi e alla cresta collinare dove dal X secolo sorgono Nerola (Castrum Nerulae) con il suo medioevale castello degli Orsini e Montorio Romano (Mons Aureus).
Anche a Montorio visse per qualche tempo il beato Amadeo, nell’impervio e ora diruto eremo di S. Angelo, che nel 1666 divenne il secondo dei conventi di Ritiro aperti nel Lazio (dopo quello di Ponticelli) dall’altro riformatore francescano, fra Bonaventura da Barcellona.
 

Fonti documentative

Scandriglia – in Lazio, Guide turistiche regionali. IGDA Novara, 1976;
S. Aloisi – Santa Maria delle Grazie, la nascita dei Ritiri Francescani – Ed. Frati Minori del Lazio, Roma 2000.
 

Nota

Il testo è di Stanislao Fioramonti; la visita effettuata il 16-17 gennaio 2016.
 

Nota fotografica

Riferimenti fotografici: You Tube (n.1); le figure 2-10 sono tratte da una pubblicazione, probabilmente francescana, che non indica né l’autore né l’editore né l’anno di uscita e che è intitolata: Santuario di S. Maria delle Grazie, Ponticelli Sabino (Rieti).
 

Mappa

Link alle coordinate: 42.155502 12.816421