Chiesa di Sant’Adamo – Cantalupo in Sabina (RI)

La chiesa è stata recentemente recuperata dopo che per decenni era stata abbandonata e ridotta in rovina.

 

Cenni storici

Un primo edificio sacro dedicato a Sant’Adamo è attestato nelle pergamene sin dal 1150, era una semplice cappella costruita sulla tomba dell’omonimo eremita, vissuto nell’XI secolo, in verità Beato, come decretato da Urbano VIII nel 1634 e mai divenuto Santo.
Il 3 maggio si festeggiava la ricorrenza del Santo e vi si abbinava una fiera franca, concessa da Pio IX il 9 dicembre 1846.
La chiesa, per lungo tempo proprietà privata, jus patronato della famiglia Cati, passata al Sig. Bolton e lasciata andare in rovina per mancanza di fondi, all’inizio degli anni 2000 è stata donato al comune di Cantalupo che, nel 2014 ha provveduto a eseguire, grazie a finanziamenti della Regione Lazio ottenuti dal sindaco Giorgio Tenerini, un radicale restauro architettonico, effettuato dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Lazio.
I primi di maggio i fedeli di Cantalupo compivano una processione presso la chiesa rurale di Sant’Adamo insieme agli animali allevati che erano benedetti e posti sotto la protezione del “Santo“.
Quando l’edificio fu ridotto in rovina la processione fu sospesa e dopo i recenti restauri, diretti da Giovanna Grumo, è stata ripristinata e gli abitanti di Cantalupo sono potuti tornare a tale antica pratica religiosa.
 

Aspetto esterno

L’esterno mostra le caratteristiche tipiche di un edificio votivo rurale: il semplice portale è fiancheggiato da due finestrelle devozionali, da cui i fedeli potevano venerare le immagini sacre anche quando la chiesina era chiusa; sopra di esso se ne apre una terza a dar luce all’interno.
Sul colmo della facciata e in linea con essa si trova un campanile a vela a un solo fornice, dotato di campana.
L’abside ha pianta semicircolare; sulla parete sinistra si apre una monofora e si trova una porta con arco in laterizio a sesto ribassato, ora murata.
 

Interno

Il piccolo interno è a navata unica e termina con un’abside a pianta semicircolare.
Sulla parete sinistra, partendo da circa metà della lunghezza si trova un lungo sedile, sopra cui è stata riportata alla luce una serie di affreschi quattrocenteschi, racchiusi in un unico riquadro e molto deteriorati.
I primi due raffigurano San Sebastiano, sono privi della parte inferiore, quasi certamente opera di un medesimo artista, vi si scorgono interessanti graffiti.
La figura che segue è interamente persa, rimane unicamente un brandello di pittura con sopra graffiti figurati.
Seguono una Madonna col bambino e un Santo barbuto, probabilmente Sant’Adamo. Chiude questa prima serie di affreschi, aventi caratteristiche insolitamente omogenee per essere dei votivi e probabilmente opera di un’unica mano, un altro San Sebastiano.
Sullo sfondo un insolito graffito raffigura, forse, una tartaruga.
In un altro riquadro e di altra mano, dopo la finestrella, è affrescata una Madonna del Latte; segue una raffigurazione di Sant’Adamo, riconoscibile dalla zampa di mulo che tiene con la mano sinistra, in riferimento al miracolo di guarigione da lui compiuto, che lo ha consacrato protettore degli animali.
Le due opere sembrano essere più tarde delle precedenti, probabilmente riferibili alla seconda metà del XV secolo.
Entrando nella zona presbiteriale, sull’arco, in basso a sinistra, è effigiato il volto di un Santo, potrebbe trattarsi di un altro Sant’Adamo, la decorazione prosegue con motivi floreali.
Nel semicatino dell’abside, da sinistra a destra di chi guarda sono affrescati Sant’Adamo, riconoscibile dalla zampa di mulo che tiene con la mano destra, Santa Lucia, con in mano il solito piattino con gli occhi, l’Incoronazione della Vergine, San Leonardo, con dalmatica, libro e catena e San Sebastiano legato a una colonna.
Gli affreschi del tamburo erano originariamente scanditi in quattro riquadri, i due a sinistra della finestrella sono quasi interamente persi, sembra solo di intravedere un’immagine molto consunta di una Madonna col bambino in prossimità della stessa, a destra si intravvedono altre due raffigurazioni della Vergine col Bambino, forse al centro ve ne era un’altra, ma è quasi completamente persa; nell’ultimo riquadro è una ben conservata Santa Lucia, segue un Sant’Adamo, riconoscibile solo dalla zampa del mulo, dall’ampia caduta di intonaco è riemerso un interessante graffito con scritta corsiva in caratteri gotici.
Chiude il riquadro una figura ampiamente lacunosa di un francescano, forse è Sant’Antonio di Padova.
Anche sulla parete destra corre una lunga panca, sopra, partendo dal presbiterio in direzione dell’uscita, sono affrescati, campiti in un unico riquadro, la Madonna della Misericordia, Sant’Antonio di Padova, Madonna del Latte, San Francesco d’Assisi, privo del volto ma riconoscibile dalle stimmate, San Sebastiano, Sant’Adamo e Madonna col bambino.
Sono tutte opere quattrocentesche in cui sembra di riconoscere la stessa mano dell’anonimo pittore che ha affrescato la parete dirimpettaia.
 

Fonti documentative

https://www.amarganta.eu/saggistica/la-chiesa-di-sant-adamo-a-cantalupo-in-sabina/
geosabina.it
 

Nota

Il testo e la galleria fotografica sono stati realizzati da Silvio Sorcini.
 

Mappa

Link alle coordinate: 42.28735273650298, 12.652945409097029