E’ all’interno del minuscolo abitato e la domenica è aperta.
Cenni Storici
Il villaggio di Campottone ebbe in origine una chiesa dedicata a San Lorenzo; Lo sappiamo dagli scritti del Dorio e dello Jacobilli.
Secondo quest’ultimo, “li Conti Bucco, Atto e Ranuccio, figli di Radulfo II, figlio del conte Manfredo … Conti di Nocera e di Taino e capitani di Enrico IV imperatore … fondarono … l’anno 1034 la chiesa di S. Lorenzo in Campatturri [sic] e la donarono con molti beni …all’abbazia di S. Benedetto (di Gualdo)”.
In altra occasione gli stessi fondatori, avendo accresciuti i beni di questa chiesa, in parte li donano, in parte li vendono alla suddetta abbazia.
Atto di Rodolfo aveva il giuspatronato anche di San Biagio in Caprile e nel 1049 troviamo che San Lorenzo era passata alle dipendenze di questa stessa abbazia.
San Lorenzo compare ancora nella seconda metà del Duecento, nella pergamena n. 12 di S. Biagio in Caprile, in cui certi terreni sono detti confinanti coi suoi beni, poi non si hanno più notizia, ed era scomparsa all’epoca delle Visite pastorali.
Mons. Camaiani visitò Campottone il 28 settembre 1573 nel tragitto dal Castello di Salmaregia a quello di Belvedere; vi trovò “un luogo in forma di cappella, eretto dagli abitanti della Villa di Campottone della parrocchia di Salmaregia per loto devozione, dedicato a S. Domenico“.
Osserva che a mala pena merita il nome, di oratorio; è piuttosto un’edicola profana, incastrata tra le case; è assolutamente sconveniente che vi si celebri la Messa come talvolta si fa.
Nessun sacerdote, secolare o regolare, ardisca più celebrarvi, pena la sospensione; se i Campottonesi desiderano la Messa nel villaggio, costruiscano un oratorio più conveniente, separato da altri edifici.
IntantoImpone altresì che il parroco di Salmaregia abbia facoltà di rimuovere la pietra sacra qui posta, a patto però di restituirla immediatamente, qualora venga eretta una cappella idonea alla celebrazione della Messa.
I Campottonesi si misero presto all’opera; nel 1583 avevano costruito un edificio discreto, mancante solo del pavimento.
Il Visitatore li incoraggia, comandando di completarlo in sei mesi, pena uno scudo per famiglia.
Nel 1608 il Visitatore considera la chiesa di S. Domenico bastevolmente adeguata e nota che occasionalmente vi si celebrava la Messa; ma il pavimento era incompleto, occorreva approfondire il fosso già scavato attorno, per impedire l’umidità.
Ma evidentemente la gente del luogo era soddisfatta che intanto vi si veniva celebrando la Messa e non aveva fretta di completare le rifiniture.
Il Visitatore del 1610 vede che gli ordini non sono stati eseguiti; perciò vieta la celebrazione della Messa.
Al suo ritorno a Nocera, gli uomini di Campottone mandano a pregarlo di ritirare la proibizione, promettendo di regolare tutto in poco tempo, prima della fine di settembre.
Formavano la deputazione Ciano di Enrico e Nicola di Mirabello, accompagnati da D. Felice Benincampo, parroco di Ville e da un certo Mario di Camillo di Mario; il vescovo li esaudisce.
La chiesa di S. Domenico è quella che ancora oggi vediamo di modeste dimensioni posta a un crocevia.
Interno
L’interno, ad aula unica, conserva nella parete di fondo un dipinto murale, lacunoso nella parte inferiore, in cui è rappresentato il Cristo crocifisso tra San Domenico e San Lorenzo.
La pittura e abbastanza recente e risale presumibilmente ai secoli XVIII-XIX
Fonti documentative
Cartellonistica in loco
Agostino Guido Biocchi – La Valle di Somaregia o Salmaregia – Fabriano Monastero di San Silvestro Abate 1989
Da vedere nella zona
Castello di Salmaregia
Romitella di Capottone
Abbazia di San Biagio in Caprile