Santuario della Madonna dei Tre Fossi Assisi – Assisi (PG)

Nel 1997 il santuario è rimasto molto danneggiato dal terremoto, ma la struttura è stata prontamente restaurata e riaperta al culto.

Nel 1997 il santuario è rimasto molto danneggiato dal terremoto, ma la struttura è stata prontamente restaurata e riaperta al culto.

 

Cenni storici

Da uno studio del Sensi (1980) sembrerebbe che questa chiesa sia ravvisabile in quella, nominata di S. Giovanni, acquisita nel 1019 dall’abbazia di Farfa, identità che verrebbe confermata nel 1034 allorché tale prete Giovanni donò alla medesima abbazia terreno ed una vigna circondata dai boschi, plaga non dissimile dalla morfologia della valle in questo luogo, definito anche (1038-1039) “locus qui dicitur Satriano” e “silvule et Satriano“.
Satriano era il castello poco distante, nei pressi del quale era insediato un monastero benedettino, era infatti la balia di appartenenza dell’insediamento in questione.
Di tale antico e “piccolo santuario selvatico” (Joergensen), chiesa nota anche con il nome di S. Giovanni dei tre Fossi o S. Giovanni di Parasacco, è ulteriore notizia dal 1254.
Rammentata ancora in alcuni atti del 1263 conservati nell’Archivio del Capitolo della Cattedrale di S. Rufino e nell’archivio del Sacro Convento di S. Francesco è inoltre menzionata nel noto catasto di beni appartenenti ad enti religiosi del 1354 conservato nel sopra citato Archivio di S. Rufino (Sensi 1980).
Il titolo parrocchiale, appartenente alla Pieve di Santa Maria del Castello di Satriano, passò alla sottostante chiesa di S. Giovanni in Parasacco solo dopo che tale Pieve rovinò irrimediabilmente nella seconda metà dei XIV secolo.
La chiesa di San Giovanni in Parasacco fu edificata, quasi certamente, dai Monaci di S. Benedetto nel Sec. XII ed ereditò nel tempo la devozione alla Madonna, tanto da assumere il titolo di “Madonna dei Tre Fossi“, pur conservando il titolo di S. Giovanni Battista di cui si celebra ancora oggi la festa alla fine del mese di Maggio.
Quando i Benedettini abbandonarono l’Abbazia distrutta di S. Benedetto nel secolo XIV donarono gran parte dei loro beni alla Parrocchia di S. Giovanni ai Tre Fossi che acquistò, di conseguenza, una notevole importanza.
Dalla visita pastorale di Pietro Camaiani (1573) sappiamo anche che, al tempo, suo rettore era tale Girolamo Quintavalle di Assisi dottore di leggi.
Nonostante sia generalmente conosciuta come Madonna dei tre Fossi, mantiene la venerazione per il suo titolare S. Giovanni Battista “così che il 24 giugno convengono in questa località tutti i contadini dei dintorni“.
Anche il culto della Vergine è qui assai vivo e praticato, tanto che la chiesa è meta, l’ultima domenica di maggio di ogni anno, di fedeli della zona che si recano a venerare la Madonna.

L’edificio sacro, dovette certamente essere meta di quel pellegrinaggio di transito lungo la direttrice Nocera-Assisi.
In un atto della Visita Pastorale della Curia di Assisi del 11.5.1847 la chiesa viene anche chiamata “S. Joannis ante portam latinam“, in riferimento alla porta dell’antica Pieve di Satriano volta verso Assisi e quindi verso la chiesa della Madonna dei De Fossi.
In un altro atto delle Visite Pastorali del 1834 si parla della chiesa della Madonna dei Tre Fossi, al tempo dipendente dalla Pieve di S. Maria di Lignano, che era stata trovata in buono stato e “anche ben provveduta“.
Il veneratissimo quadro raffigurante la Madonna con S. Giovanni Battista e S. Rocco, secondo una tradizione riportata sempre nello stesso atto della Visita Pastorale del 11.5.1847, venne donato e collocato sull’altare principale da certo Don Matteo Fiorelli nell’ultimo scorcio del Sec. XVII; si trattava di un bel dipinto ad olio, opera della mano felice di Anton Maria Garbi, perugino (1717-1797), che però è stato purtroppo rubato nel 1996.
Questo stesso Sacerdote fece inoltre costruire l’annessa casa e volle per sé nella stessa Chiesa una tomba.
Il nucleo principale della costruzione risale, come si è detto, al sec. XII, ma oggi della Chiesa originaria si conserva l’antica struttura romanica e la primitiva abside in quanto nei secoli successivi l’intero complesso ha subito notevoli rimaneggiamenti e ampliamenti sconsiderati.
Il complesso sorge nella parte più a valle della località Lignano, immersa nel verde in un’area di notevole valenza ambientale e paesaggistica.
Dalla Madonna dei Tre Fossi il Tescio, sino alla sorgente a quota 780 sotto il Monte dei Cani, muta il suo nome in “Torrente Oppico” a testimonianza dell’impervietà del suo corso che si inoltra in siti ombreggiati dai monti e resi aspri dalla folta vegetazione.
 

Aspetto esterno

La chiesa sul cui lato è intestata la vecchia casa parrocchiale, ha una forma planimetrica e altimetrica estremamente regolare costituita dalla pianta quasi rettangolare, ad un’unica navata, con copertura a capanna e da una piccola abside semicircolare coperta ad ombrello.
Si accede attraverso un portale d’ingresso sopraelevato di cinque gradini con stipiti in pietra serena ed architravato ad arco.
Sopra il portale si apre una bifora in pietra serena che porta un’iscrizione su formelle in cotto “Ex elem. Matth. Fiorelli Paroc. restaur. A.D. 1789” (Ex elemosinis reverendi Domini Matthei Fiorelli Paroci restaurata Anno Domini 1789).
Il piccolo campanile a vela reca incastonata una attestazione in cotto che, risalendo ai primi anni del secolo XVI, ci dice della vetustà dell’edificio “D. L. FORTINI PARROCO /FECE/ A. D. 1515“.
Sia dall’esterno che, soprattutto, dall’interno è comunque ben leggibile una cesura muraria che denota l’accorpamento successivo di due volumi e che testimonia un probabile ampliamento del nucleo originario.
La casa parrocchiale si innesta in modo ortogonale alla chiesa, formando in pianta una “L” rivolta verso il monte.
 

Interno

All’interno l’aula è illuminata da una finestra monofora nella zona presbiteriale e da una stretta finestra strombata nella zona absidale.
Questi elementi di illuminazione, insieme alla zoccolatura esterna dell’abside, presentano caratteristiche tipologiche rapportabili ad un’epoca più antica, o comunque di gusto romanico, a differenza dei molti e diversificati rimaneggiamenti effettuati anche a livello di impianto sulla preesistenza originale molto antica.
La zona presbiteriale risulta essere rialzata di un gradino, come la tipologia locale trecentesca ha suggerito.
La chiesa è stata arricchita nel tempo da un campanile a vela, con due aperture ad arco di dimensioni diverse, posizionato sulla linea dell’arco trionfale che è diventato parte integrante del volume della “sagrestia-casa parrocchiale“.
 

Ospitalità

II Santuario Madonna della Speranza lai Tre Fossi nella località Santa Maria di Lignano fa parte della parrocchia Santa Maria Santo Stefano in Costa di Trex e Santa Maria di Lignano inserita nel vicariato di Assisi all’interno della Diocesi di Assisi – Gualdo Tadino – Nocera Umbra.
La Parrocchia è gestita dal punto di vista pastorale parroco della Parrocchia di Santo Stefano e Santa Maria di Lignano.
Il Santuario è immerso nel verde totale, nel silenzio della natura incontaminata alle pendici del Monte Subasio e inserito nel cammino del sentiero francescano.
Il Santuario è il luogo ideale per la preghiera contemplativa, per la riflessione, ritiro, soggiorno per diverse persone da sei a sette, per diversi giorni, è attrezzato in modo adeguato con acqua-luce-gas.
Il luogo si offre anche per ritiri di Prima Comunione, Cresime, per giovani famiglie o quanto si volesse per trascorrere una giornata di preghiera, di silenzio, di ritiro.
 

Bibliografia

Pieghevole diffuso presso il Santuario.
 

Numeri Utili

CENACOLO di PREGHIERA “S. ANNIBALE”.
Santuario Madonna della Speranza ai Tre Fossi
Via S. Maria di Lignano snc – telefono: 075 80 22 49
06081 ASSISI – PG – Parroco: P. Giuseppe Egizio dei ROGAZIONISTI
 

Mappa

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