Abbazia Celestina

L’Abbazia è oggi proprietà privata, ma visitabile su prenotazione. Gli attuali proprietari sono disponibili a far visitare l’abbazia; trattandosi di una residenza privata, è bene chiamare per accordarsi ed organizzare piccoli gruppi. Per contatti: 075 59.41.298 – 340 83.87.295

 

Cenni storici

Incamminandosi da Ponte Pattoli per la via provinciale verso Umbertide, appena un chilometro più innanzi di Santa Maria e fuori della strada maestra, sorge il gigantesco Monastero di San Paolo in Val di Ponte, detto Abbadia Celestina, a metà del Monte Martello, la cui vetta quasi a punta, è incoronata dal Castello di Civitella dei Benazzoni. La posizione del colle, che dalle mura del sacro recinto cade a picco nella valle della Resina, la costruzione massiccia, l’altissima torre e i baluardi a sproni, che circondano lo spiazzo su cui sorge l’edificio, danno subito l’idea di un vero fortilizio.

Non si sa di preciso in che anno sia stato fondato il Monastero (si presume attorno al 1000), per qualche tempo fu abitata dai cistercensi. Sappiamo come nel 1100 essa ebbe una lite con la vicina abbazia di Santa Maria di Valdiponte a causa della sottrazione di alcuni beni: nel 1110, l’Abbate di Santa Maria in Val di Ponte, Arnaldo II sostenne una lite contro il Priore di San Paolo in Val di Ponte in Montemartello, il quale aveva usurpato alcuni beni spettanti al Monastero di Santa Maria, ribellandosi apertamente al suo maggiore, perché il Monastero di San Paolo in Val di Ponte era filiale di quello di Santa Maria. (cfr. Amatori, cap. II Il fascicolo II pag. 14) Nel 1468 fu conferita dal cardinale Latino Orsini ai canonici di San Salvatore in Lauro di Roma. Diventa commenda di abati secolari, fu di nuovo ripresa, nel 1771, dai cistercensi, con la condizione di pagare al commendatario una tassa annuale.

Il Monastero, dopo la riforma di Celestino V si rese indipendente dalla Matrice e si chiamò “Abbadia Celestina“. (Gli abitanti del circondario, la chiamavano ultimamente la “Badiaccia”, perché abbandonata e mai ridotta). Nel 1863, lo Stato italiano ne ordinò la soppressione e la incamerò ed in seguito la vendette a dei privati. I nuovi proprietari, la ridussero ad un cumulo di macerie, ne asportarono il materiale per costruire e riparare le case coloniche. Fu almeno salvata la bellissima “Pala” (prezioso dipinto su tavola) dell’altare maggiore del 1200, raffigurante la Madonna in trono con il bambino tra gli angeli e i santi Paolo e Benedetto.
Questo preziosissimo dipinto di Marino di Elemosina del secolo XIV, è stato asportato e sistemato nella prestigiosa Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia.

 

Caratteristiche

Dalla Badia rimane ancora intatta la Cripta, bellissima costruzione romanica del periodo di transizione. Se il martello demolitore non l’ha raggiunta, forse era sepolta tra le rovine. Si spera che questo interessantissimo monumento non vada perduto; di recente, l’illustre famiglia Norton lo ha acquistato e vi ha fatto eseguire lavori di ristrutturazione onde evitare ulteriori danni.
 

Da vedere nella zona

Castello di Morleschio
 

Come arrivare

La Badia Celestina dista da Ponte Resina circa m. 500; vi si accede comodamente dalla strada che da Casa del Diavolo porta a Morleschio.