Abbazia di San Benedetto al Subasio

Dopo il terremmoto del 1997 l’abbazia è stata chiusa ed è tuttora in corso la ristrutturazione. Inoltre le scosse hanno chiuso la falda acquifera dalla quale i monaci traevano sostantamento costringendoli a trasferirsi. Purtroppo (e con la colpa delle istituzioni) non è prevista una riapertura a breve!

 

Cenni storici

L’importante Abbazia benedettina, documentata a partire dall’anno 1051 come dipendente dall’Abbazia di Farfa fu all’inizio abitata dai monaci Cluniacensi o “monaci neri” e, negli anni immediatamente successivi al Mille svolse un’importante ruolo organizzativo nei territori gravitanti attorno ad Assisi. Le sue origini in realtà sono ancora più remote anche se ancora in parte incerte: Lo storico seicentesco Ludovico Iacobilli, sull’autorità di altre cronache, la fa risalire ai tempi stessi di S. Benedetto da Norcia; ma un’origine tanto lontana è forse infondata, anche se è probabile che non si debba procedere “molto avanti” .Non lontano dalla chiesa attuale e dalla sottostante cripta infatti, è un’altra cripta più antica rispetto alla precedente e risalente al sec. VII – VIII (nota come “cripta triastila”). Della struttura romanica restano invece le mura perimetrali, l’abside primitiva semicircolare e la cripta della seconda metà del sec. XI. La nuova chiesa abbaziale, costruita con l’asse centrale perpendicolare alla precedente, raggiunse il massimo del prestigio nel sec. XIII, quando erano alle sue dipendenze chiese, ospedali, e cappelle sparsi su tutto il territorio circostante. Tra questi vi era anche la cappella della Porziuncola in S. Maria degli Angeli, che l’abate di S. Benedetto al Subasio, Teobaldo, donò a S. Francesco all’inizio del sec. XIII (ancora oggi, in ricordo di quel gesto, ogni anno i francescani offrono ai benedettini dell’Abbazia una cesta di pesci).

1260. L’Abbazia passò ai monaci cistercensi. Sul finire del sec. XIII divenne spesso rifugio dei gruppi di fuoriusciti banditi dalla città di Assisi nelle frequenti lotte tra famiglie rivali.

1339. Gli Assisiati ne distrussero gli apparati difensivi, per evitare che i fuorusciti si impadronissero stabilmente del complesso. Il monastero infatti per la sua posizione montana ai confini del Comune, era diventato come una fortezza e fu distrutto per ordine del Gonfaloniere di Assisi, Broglia di Trino, per essere divenuto rifugio dei fautori di Coccolino Michelotti espulso dalla città. La demolizione si estese, parzialmente, anche alla chiesa; scomparve il bel campanile, che si vede riprodotto da Giotto nella chiesa Superiore di Assisi (secondo quadro delle “Storie di S. Francesco”), e per l’abbandono dei monaci e il conseguente passaggio della proprietà a diversi padroni, l’insigne monumento continuò ad essere sempre più investito da una deplorevole rovina.

1391. Viene conquistata dall’esercito perugino.

1611. Un grande restauro fu compiuto ad opera dei “Canonici Regolari” detti “Monaci Azzurrini”, a cui era stata affidata l’Abbazia.

1860. Con la soppressione degli enti ecclesiastici, l’intero complesso monastico venne venduto a privati.

1909.Fu eseguito un secondo restauro relativamente al presbiterio: se il primo non ebbe risultati duraturi, per l’estinzione di quei “Canonici” avvenuta a poca distanza (1654), il secondo servì a deturpare la veneranda bellezza del Monastero.

1945. I benedettini di S. Pietro di Assisi, ripreso il possesso dell’Abbazia, hanno dato inizio ad un lungo lavoro di restauro durato circa un ventennio.
 

Caratteristiche

L’antichissima Abbazia di S. Benedetto è magnificamente inserita nel folto dei boschi del versante occidentale del monte Subasio, in posizione dominante la città di Assisi. Il complesso abbaziale è costituito da una serie di edifici e dalla chiesa. La chiesa, alla quale si accede attraverso un semplice portale a rincassi aperto in facciata, si presenta a navata unica con pianta a croce latina e con la zona presbiteriale rialzata. Al di sotto del presbiterio, affiancata dalla base del campanile, si apre la cripta romanica suddivisa in cinque navatelle da una serie di colonne con capitelli scolpiti. La copertura, in parte crollata, risulta caratterizzata da due archi diaframma delimitanti il presbiterio.

Ad oggi si possono vedere: gran parte delle mura perimetrali della chiesa abbaziale, di evidente stile romanico, ma assai semplice ed austero; l’antica foresteria, addossata alla chiesa dal lato a valle; l’antico presbiterio, sopraelevato al piano della navata, dalle linee agili e snelle, e che costituisce l’attuale chiesina, completamente restaurata; la sottostante mirabile cripta.
E’ questa una costruzione schiettamente romanica a pianta cruciforme, a volta sorretta da otto colonne monolitiche, di cui quattro dividono, in mezzo, il braccio trasversale della croce: due al tronco inferiore e due ai limiti del superiore, che costituisce l’abside. Le colonne sono sormontate da eleganti capitelli corinzi, l’uno diverso dall’altro. Su di un gradino, che si allunga per tutta la navata, è l’altare a cippo quadrato, di cui la mensa è recente. Il vano prende luce da tre piccole feritoie che si aprono nell’abside ed altre due, più grandi, ai lati del medesimo.
Unico ornamento residuo è una pietra tombale portante incisa la figura di un abate mitrato, con pastorale.
A sinistra, un vecchio cippo testimonia la presenza di un altro altare. Presso l’ingresso, a sinistra, la parte inferiore della parete è costituita dalla viva roccia.
 

La cripta triastila

Tra i corridoi a volta di pietra e diversi vani, nell’ultima linea del fabbricato che guarda a valle e ad un piano un poco al disotto del restante edificio, è un’altra piccola cripta di singolare struttura (detta “cripta triastila”). E’ un ambiente quadrato, caratterizzato da un’abside semicircolare, nel cui mezzo si apre l’ingresso attuale, costruito interamente con piccoli filari di pietra bianca del Subasio, non squadrati. Il pavimento, in gran parte conservato, è a spina di piccolissimi mattoni rosso oscuro. Residui di lastre perimetrali disposte a rettangolo in mezzo alle due colonne che formano la base dell’enigmatico triangolo, fanno supporre che qui sorgesse l’altare, probabilmente, date le sue ampie proporzioni, contenente un sarcofago. In fondo alla parete, due porte che si aprono ai lati mostrando i resti della scala. L’insieme di questo “strano” edificio fa ritenere che esso sia notevolmente anteriore alla costruzione romanica del Monastero. Molti fanno risalire l’edificio al sec. VII-VIII.
Gli elementi che vi si trovano portano a concludere che l’edificio sia una cappella cristiana ricavata dalla trasformazione di un preesistente tempio pagano.
 

Rapporti tra l’Abbazia di S. Benedetto del Subasio e S. Francesco d’Assisi

All’Abbazia di S. Benedetto, S. Francesco giunse per impetrare dall’abate la più piccola chiesa che il monastero possedesse: Santa Maria della Porziuncola.
L’abate, col consenso dei monaci, gliela offrì generosamente; ma S. Francesco protestò che l’avrebbe tenuta in affitto, impegnandosi a corrispondere il canone annuo, con un cestello di pesci (lasche) pescate nel fiume Tescio. L’abate volle contraccambiare, offrendo l’olio per la lampada della cappella. Lo “scambio dei doni” è continuato fino ad oggi, pur con alcuni intervalli.
Ora viene corrisposto dai frati Minori della Porziuncola ai monaci benedettini del monastero di S. Pietro d’Assisi, continuatori dei monaci del Subasio.
 

Come ci arrivo?

L’abbazia si trova in Via San Benedetto Al Subasio 06081 Assisi PG, Italia, per maggiori dettagli consultate la mappa qui sotto. Come detto prima, la Chiesa è chiusa. Se volete visitarla contattateci a questo indirizzo informazioni@ilugohidelsilenzio.it, magari riusciamo a farci dare le chiavi noi.

 

Da vedere nelle vicinanze

Eremo delle Carceri
Sant’Angelo di Panzo
Parco del Monte Subasio
 

Bibliografia:

I Cel., nn. 42, 44
II Cel., n. 18
Leg. maior, cap. IV, nn. 3, 5
Leggenda dei tre compagni, n. 56
Leggenda perugina, n. 8;
Specchio di perfezione, n. 55.
http://www.sanfrancesco.com