Abbazia ( Priorato ) di Santa Maria di Turrita – Montefalco

Della vecchia Abbazia è rimasta solo la chiesa e dei locali affiancati ad uso della parrocchia, la chiesa è stata restaurata e si presenta in perfette condizioni, anche gli affreschi manifestano il loro antico splendore.

 

Cenni storici

Secondo la leggenda di San Fortunato, risalente al VII secolo, il santo patrono di Montefalco sarebbe stato prete nella chiesa di Turrita.
In questo luogo nel 775, secondo lo Jacobilli, sarebbe stato fondato un monastero benedettino, ma la prima testimonianza certa risale al 1161 ed indica il monastero come un priorato dipendente dall’abbazia di Santo Stefano di Manciano, nei pressi di Trevi.
In un documento del 1221 si parla dell’acquisto da parte dei monaci di Turrita di una vigna in località Arsicciali, nel territorio di Trevi.
Tra le numerose dipendenze di Santa Maria di Turrita figuravano la chiesa di San Valentino di Turrita, San Paolo e San Giovanni di Cortignano, Santa Lucia di Montefalco, fondata intorno al 1220 dai monaci di Santo Stefano di Manciano; in questa chiesa furono rogati numerosi atti notarili durante tutto il secolo XIII.
La vita monastica del priorato è pertanto ben documentata fino al 1295, in tale anno il vescovo spoletino, Gerardo, ricevette l’ordine da Roma di allontanare i monaci e di annettere la chiesa e i suoi beni al Capitolo della cattedrale poiché il monastero era ormai in grave stato di degrado spirituale.
Intorno al 1320, il rettore del Ducato di Spoleto, Jean d’Aniel, sembra abbia acquisito il monastero per farne una residenza della Curia pontificia.
 

Aspetto esterno

L’edificio attuale risale nella sua parte più antica alla prima metà del XII secolo, lo testimoniano l’abside semicircolare ornata di eleganti archetti pensili e le caratteristiche della muratura.
Esaminando le pareti laterali appare evidente che in epoca successiva, presumibilmente nel 1261, anno in cui sono documentati importanti lavori, l’edificio è stato prolungato.
La porta dell’ingresso laterale, posta sulla parete sinistra, presenta un sobrio cordolo decorativo ad arco alle cui estremità emergono due teste a tutto tondo, provenienti dal vecchio portale principale, rappresentanti, probabilmente, il papa e l’imperatore.
Sempre sul lato sinistro si nota un secondo portale, ora murato, in corrispondenza del prolungamento.
La facciata principale, completamente rifatta con laterizio e pietra intorno al 1950, presenta una forma cuspidata, con portale e bifora come unici elementi caratterizzanti.
Nella lunetta del portale è raffigurata una Madonna orante, realizzata con mattonelle smaltate di Deruta; a sinistra si legge la scritta:
MADONNA FRA FILIPPO LIPPI / SOC. AN. MAIOLICHE – DERUTA.
A destra:
DONO DEL SIG. / GALANTI RUGGERO / A.D. 1952.
Sopra la bifora, di materiali e stile analoghi alla lunetta del portale, è raffigurato il Buon Pastore, si legge:
AMBROSINI UMBERTO / DONO / A.D. 1952.
A fianco della chiesa sono rimontati i resti del vecchio portale.
 

Interno

L’interno è ad una sola navata.
Sulla parete sinistra si trova una Madonna in trono col Bambino, estremamente deteriorata, poi una statua di San Severo, una lapide iscritta e un’altra Madonna in trono col Bambino.
Entro un nicchione, nella lunetta superiore Pietà, si legge la scritta ECCE HOMO.
Nella parte inferiore, San Francesco, Sant’Antonio Abate e Sant’Antonio da Padova.
Nell’intradosso a sinistra San Rocco a destra San Severo e Santa Chiara da Montefalco.
Si legge la scritta LASSATE VITIO ET VIRTÙ PIGLIATE VOSTRO ADVOCATO SERO SE QUESTO FATE.
Vi si leggeva la data, 15 settembre 1513 e forse la firma di Francesco Melanzio, cui va sicuramente attribuita l’opera.
A seguire un’Annunciazione, probabile opera trecentesca del Maestro di Cesi, poi una quattrocentesca Madonna col Bambino.
Successivamente c’era un affresco raffigurante probabilmente la Madonna col Bambino tra Santi, rimane il solo San Giacomo e un angelo reggitenda, si legge la data 1418, è attribuibile a Giovanni di Corraduccio da Foligno.
Dopo la porta la Madonna del Soccorso salva il bimbo dalle grinfie del demonio, il dipinto è datato 1537.
Datato 1385 è il successivo affresco raffigurante San Pietro e la Madonna in trono col Bambino, poi una Santa, il piccolo committente e la Madonna in trono che allatta il Bambino.
Sull’arco absidale, a sinistra in basso i Santi Severo e Fortunato, in alto una scena molto danneggiata e di difficile interpretazione, a destra in basso Madonna col Bambino, conservata solo nella parte superiore, in alto altra scena danneggiata e difficile da interpretare.
Nel catino absidale si trovano i resti di una Crocifissione, con la parte centrale completamente persa, è evidente l’assonanza stilistica e dell’impianto scenico con l’analoga crocifissione affrescata nella cappella di Santa Croce della chiesa di Santa Chiara a Montefalco, opera datata 1333 del Maestro di Cesi, cui pertanto possono essere attribuiti con certezza anche gli affreschi dell’abside di Turrita, così come gli altri che la contornano.
Sulla parete destra, nella zona presbiteriale, San Giovanni Battista e Madonna in trono col Bambino, dopo la porticina campeggia un gigantesco San Cristoforo della metà del secolo XV, di seguito Madonna in trono col Bambino e angeli reggitenda, anch’essa quattrocentesca.
Dopo una nicchia in cui è posta una moderna statua della Madonna col Bambino, dietro è affrescato un Angelo orante, si può ammirare un affresco raffigurante la Madonna con il Bambino e Santa Lucia, datato 1410 e attribuito a Bartolomeo da Miranda.
A seguire una Madonna della Misericordia, Madonna in trono col Bambino e Santa Chiara da Montefalco, chiudono la parete destra il fonte battesimale e un’acquasantiera.
In controfacciata sono allocate due tele, interessante quella di destra, con la Madonna e San Filippo Neri, di Giampiero Canotti dell’inizio del secolo XVIII.
Nella chiesa di Santa Maria di Turrita era conservato un polittico, raffigurante la Madonna con il Bambino circondata dai Santi Sebastiano, Fortunato, Severo e Chiara da Montefalco, opera di Francesco Melanzio datata 1488, ora conservato al Museo di Montefalco.
La Madonna e i Santi sono inseriti in un’architettura in rilievo che inquadra ogni personaggio in archetti sorretti da colonne.
Nell’arco centrale, di maggiori dimensioni è la Madonna in trono con il bambino, circondata da angeli; sulla sinistra ci sono San Sebastiano e San Fortunato, a destra San Severo e Santa Chiara da Montefalco.
La dedica sulla fascia sotto la trabeazione ricorda che l’opera fu realizzata in occasione della festa della Madonna, celebrata nel mese di dicembre.
Sempre dalla chiesa di Turrita proviene una tempera su tavola raffigurante Storie della vita di Cristo, ora conservato al Museo di Montefalco.
È opera di un pittore folignate attivo intorno al 1450 – 1460, riconducibile all’ambiente di Bartolomeo di Tommaso.
Nell’opera sono rappresentati nove episodi della vita di Cristo, disposti su due pannelli anticamente uniti da cerniere.
Forse erano i due sportelli di un tabernacolo che conteneva una statua lignea della Madonna, più probabilmente erano i due laterali di un polittico di cui si è persa la parte centrale, infatti nelle storie della vita di Cristo si passa direttamente dalla Circoncisione alla Cattura.
Da sinistra in alto è rappresentata: Annunciazione, Natività, Adorazione dei Magi, Circoncisione, Cattura, Derisione, Salita al Calvario, Crocifissione e Madonna del Latte.
 

Fonti documentative

DELPRIORI ALESSANDRO La scuola di Spoleto Immagini dipinte e scolpite nel Trecento tra Valle Umbra e Valnerina QUATTROEMME, 2015
FARNEDI GIUSTINO TOGNI NADIA Monasteri benedettini in Umbria: alle radici del paesaggio umbro. Cesena (2014)
GUARDABASSI MARIANO Indice-guida dei monumenti pagani e cristiani riguardanti l’istoria e l’arte esistenti nella provincia dell’Umbria
GUARINO FRANCESCO e MELELLI ALBERTO Abbazie Benedettine in Umbria ed. Quattroemme
IACOBILLI LUDOVICO, Vite de’ Santi e Beati dell’Umbria e di quelli i corpi de’ quali riposano in essa provincia
LORETI LUIGI Antica Chiesa Parrocchiale di Turrita presso Montefalco – Illustrazione storico artistica Tipografia S. Lapi Città di Castello 1894
NESSI SILVESTRO, Montefalco e il suo territorio, Spoleto, 1980
NESSI SILVESTRO, Francesco Melanzio da Montefalco, Accademia di Montefalco, 2010
NESSI-CECCARONI, Da Spoleto a Montefalco, Itinerari Spoletini 2, Spoleto, 1974
SPERANDIO BERNARDINO, Chiese romaniche in Umbria, Quattroemme, 2001

https://www.montagneaperte.it/edicolesacre/montefalco-turrita-chiesa-di-santa-maria-mon063/

 

Nota

La galleria fotografica ed il testo sono stati realizzati da Silvio Sorcini.
 

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