Castello di Santa Cristina – Valtopina

Il castello oramai scomparso sorgeva a circa 150 metri a monte dell’attuale chiesa sorta a ridosso delle mura e utilizzando le pietre delle rovine.

 

Cenni Storici

Il Castello vista la sua posizione strategica fu un importante baluardo difensivo anche per la sua vicinanza a quello di Poggio Stazzano contro le incursioni delle popolazioni limitrofe.
Fino a non molto tempo fa, si vedevano chiaramente numerosi tratti delle sue possenti mura, ma ai nostri giorni ne rimane visibile solo un tratto nella parte nord che fa da contenimento alla restaurata chiesa omonima.
La sua struttura era a forma perfettamente rettangolare e la sua posizione strategica, consentiva di tenere sotto controllo un lungo tratto della Flaminia, nonché l’incrocio che da “La Cerqua” (Valtopina), saliva fino a Fondi e Colfiorito.
Si sa per certo che nel 1282, anche il castello di S. Cristina, al pari degli altri della zona per sottrarsi alle mire espansionistiche sia di Nocera che di Foligno, scelse quale minor male quello di sottomettersi ad Assisi.
Questi castelli nel documento di sottomissione, vennero indicati come loci Vallis Tupini; mentre nello stesso periodo venivano appodiati a Foligno i castelli di Agnano, Calestro, Afrile e Landolina.
Il 6 febbraio del 1300, papa Bonifacio VIII, nominò Rinaldo da Todi rettore “Vallis Topine et Ville Balsane usque ad nostrum beneplacidum“, cioè fino a quando la Santa Sede lo riteneva opportuno. Non si sa con precisione l’anno in cui i Trinci riuscirono ad acquistare il titolo di Visconti della Valtopina, ma di certo nel 1383 ne risultavano già signori incontrastati.
Nel 1393, il castello fu concesso da Ugolino III Trinci a titolo di contea alla nobile famiglia degli Elmi di Foligno che già possedeva numerose terre in zona.
A proposito di questo castello, lo Jacobilli nelle sue “Croniche della città di Fuligno“, così ebbe ad esprimersi: “…Il castello di S. Cristina nella Valtopina, fu del 1378 edificato nel sito e monte della famiglia Elmi di Foligno dagli Huomini della villa di S. Cristina con facoltà e consenso di essa famiglia e poi da papa Bonifacio IX del 1404 concesso con titolo di contea a Brancuccio degl’Elmi e confirmato a Francesco, suo figlio da papa Martino V, li quali Elmi edificarono un palazzo in esso castello ove tenevano ragione che sino a tempo dè nostri avi era in piedi con l’armo degli Elmi sopra la porta del Castello. Il feudo terminò a tempo di papa Eugenio IV che ritornò alla Chiesa insieme con il castello che è ancora in essere...”.
Esso infatti, dopo la caduta dei Trinci ritornò alla Chiesa.
Nel 1471 papa Sisto IV con un breve diretto alla comunità e agli uomini di Valtopina, conferma loro le libertà comunali e i privilegi ottenuti.
Dalla seconda metà del XVI secolo e fino agli inizi del XVII, gli abitanti della comunità del castello di S. Cristina, come tutti gli altri della ” Universitas “, furono assoggettati ad un governatore a vita, titolo conferito dalla Chiesa alla nobile famiglia Bentivoglio di Gubbio.
Nei secoli successivi, venuta meno la necessità di incastellamento a scopo difensivo degli abitanti, lo stesso fu abbandonato.
 

Aspetto attuale

Del castello non rimane traccia se non una piccola porzione di muro adiacente alla chiesa di Santa Cristina e che ora fa funzioni di marciapiede rialzato.
 
 
 

Chiesa di Santa Cristina

Non si conosce con precisione la data di edificazione della chiesa.
La località Santa Cristina è nota sin dagli inizi del XIII secolo, quando (1211) si ricordava una “curia Sancte Christine supra plebatis“, dizione che legava in un solo riferimento tanto la giurisdizione laica (curia) quanto la religiosa (plebatis), pieve di Santa Cristina.
Sin dal X – XI sec la località fu un antico terziere della confederazione “Universitas Vallis Tupini et Villae Balciani“.
In questi luoghi i romani coltivavano la vite, sfruttando l’esposizione a mezzogiorno dei campi e canalizzando le acque in vasche di raccolta.
Cosi il paesaggio conserva la sistemazione avvenuta in epoca romana, con canali di scolo e muretti di contenimento del terreno e di separazione dei campi.
Interessanti sono le morecine, mucchi di sassi di ripulitura del terreno accumulati dall’uomo anche molti secoli fa.
L’attuale chiesa sorge a ridosso delle mura perimetrali del castello e i materiali costruttivi sono le pietre stesse del diruto castello.
Gli ultimi interventi, hanno interessato diffusamente la chiesa dal punto di vista del consolidamento strutturale a seguito degli eventi sismici del 1997. Consolidamento fondazioni, consolidamento campanile, rifacimento copertura.
Attualmente è interessata da lavori di messa in sicurezza in conseguenza del terremoto del 2016, ma è comunque agibile e aperta per la messa il sabato pomeriggio alle 18.
 

Aspetto esterno

La facciata principale è realizzata in pietrame misto.
Al di sopra della copertura della chiesa si eleva un campanile a vela a due falde.
Il portale squadrato con lesene è sovrastato da una lunetta che in origine doveva sicuramente contenere un’immagine sacra ora scomparsa; sopra si apre un oculo di modeste dimensioni.
Adiacente alla chiesa è addossata una struttura che è attrezzata per le feste popolari che vengono fatte dalla popolazione locale durante il periodo estivo.
 

Interno

La chiesa di Santa Cristina è costituita da un’aula rettangolare ad unica navata e dalla retrostante sagrestia.
La navata è scandita da quattro arconi che suddividono la navata in altrettanti spazi.
Entrando sulla parete destra si trova un’acquasantiera in pietra e nel primo spazio un confessionale in legno e una tela di recente realizzazione con l’immagine di San Rocco.
Sul terzo pilastro è un affresco con l’immagine di Santa Lucia e nello spazio successivo prima del presbiterio tracce di affresco dovute ad un sondaggio delle pareti post sisma; forse l’affresco sottostante raffigura un San Miche Arcangelo.
Alla destra nel presbiterio tre teche conservano altrettante reliquie.
L’altare Maggiore è rialzato di tre gradini e la base dello stesso è costituita da un blocco di pietra forse un reperto di origine romana.
Alle spalle dell’altare una tela con Santa Cristina.
Scendendo sulla parete sinistra incontriamo una recente statua della Madonna e nella parete tracce di affresco comparse per carotaggio dell’intonaco.
Sulla colonna dell’arco una Madonna con Bambino.
Dopo due spazi privi di decorazioni, accanto alla porta, troviamo un bellissimo Fonte Battesimale la cui base in pietra è colmata da una struttura in legno di antica realizzazione
Da questa chiesa proviene un trittico Conservato presso la sede vescovile di Foligno.
 

Curiosità

Lungo la strada che conduce a Santa Cristina si possono inoltre visitare gli scavi che hanno portato alla luce una Villa rustica romana I a.C.-II d.C.
 

Fonti documentative

Santuari e Castelli del Folignate e della Valtopina di Sandro Capodimonti Dimensione Grafica Editrice

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=44738&Chiesa_di_Santa_Cristina__Santa_Cristina,_Valtopina

Cartellonistica in loco
 

Mappa

Il castello
Link coordinate:43.057071 12.776312

La chiesa
Link alle coordinate

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