Chiesa di San Giovanni Battista – Arrone (TR)


 

Cenni Storici

La chiesa di San Giovanni Battista, sita all’interno del Castello risale al secolo XIII, è menzionata dal trecentesco Codice Pelosius.
È stata ristrutturata in maniera consistente dal 1467 al 1476 ad opera di maestranze lombarde, incaricate dal Comune.
 

Aspetto esterno

Utilizza come campanile e abside una delle torri della cinta muraria, posta a guardia della porta di accesso al castello.
La facciata, a doppio spiovente, è caratterizzata da un portale in pietra a tutto sesto, sormontata da un oculo circolare anch’esso in pietra, aggiunto, presumibilmente, durante il restauro quattrocentesco.
 

Interno

L’interno è ad una sola navata, con la copertura a travatura di legno con tre capriate.
L’abside è di forma pentagonale con la volta a crociera rinforzata da costoloni poggianti su mensole, sorregge con un’ardita soluzione la cella campanaria.
Un sedile in pietra gira intorno alle pareti, la pavimentazione è in cotto.
Sulla controfacciata di sinistra si ammirano due affreschi votivi, inquadrati entro cornici di finto mosaico: la Madonna della Quercia, con sullo sfondo la caratteristica tegola; nel cartiglio si legge la scritta SANCTA MARIA DELLA CERQUA PREGA PER NOI, ANNO DNI GIOBELLEI 1500; della stessa mano, a fianco, un San Sebastiano dalla folta chioma.
La parete sinistra era quasi completamente coperta da affreschi votivi, di committenti diversi ma insolitamente omogenei e probabilmente dello stesso autore, si inizia con una Madonna col Bambino e in basso due angeli, si legge la scritta RENZA DE MARCO FECIT FIERI, A.D. 1486, sotto quel che resta di una Madonna col Bambino, poi, sempre della stessa mano, un’altra Madonna col Bambino che regge in mano il globo, la scritta recita …DE PIETRI DE JUSTO, 1486.
Fa parte dello stesso gruppo di votivi la successiva Madonna della Quercia, col bambino che ha in mano una collana di corallo, la scritta recita: QUESTA FIGURA F. F. MORICONE DE JO, 1486.
Poi Sant’’Antonio Abate con la barba forcata e Santa Lucia col piatto degli occhi, si legge: QUESTA F.F. COLA DE JOVAN DE NUNTIO … 1486, proseguendo sul registro inferiore si trova un affresco molto danneggiato, probabilmente un’Annunciazione, San Bernardino da Siena e Santa Caterina d’Alessandria, quindi, danneggiati dalla realizzazione della scala, una porzione di Madonna col Bambino e la parte inferiore di una Madonna in trono col Bambino.
A destra della porta della Sacrestia si scorge un altro San Bernardino da Siena.
Nel registro superiore sono affrescati Sant’Antonio Abate e San Sebastiano con il corpo trafitto da 18 frecce, la scritta recita PAOLUCCIA DE TOMASSO F. F…; poi una SS. Trinità con l’Eterno che sorregge la croce e la scritta QUESTA FIG. F. FACTA DE LIMOSENE A. DNI MCCCCLXXXVI, segue San Michele Arcangelo che pesa le anime, mentre trafigge il diavolo con la lancia, si legge: QUESTA FIGURA A FACTA FARE, AGNELINU PE’ CONTO DE NICOLÒ MATTIO DE YOVAN BATISTA DE PERNICOLA, A.D. MCCCCLXXXVI ; a fianco San Sebastiano legato alla colonna e San Paolo che impugna una lunga lancia, sotto corre la scritta: HOC OPUS F.F. PERJUANNI 1486.
Il presbiterio è delimitato da un arco impostato su due pilastri laterali, nel pilastro sinistro è dipinta la Madonna Lauretana, sopra i resti di un’Annunciazione.
Nell’interno dell’arco: Madonna in trono che allatta il Bambino, poi, entro cinque clipei gli evangelisti Marco, Giovanni, Matteo e Luca con i loro simboli, al centro dell’arco: Agnello crucifero.
Giovanni regge un cartiglio con la scritta SI QUERAS QUID JOANNES SENTIAT HOC SIAS QUOD ILLUD QUOD LUCAS, MARCUS ET MATHEUS.
Al termine dell’arco è effigiato Sant’Antonio Abate, con bastone, campanella e porcellino ai piedi.
Regge in mano un libro con la scritta LASSATE LI VIZI E LE VIRTÙ PIGLIATE, 1486.
Le vele della volta sono affrescate con le raffigurazioni dei dottori della chiesa, cominciando da sinistra: Sant’Agostino, San Gregorio Magno, al centro il Padre Eterno benedicente con in mano un libro aperto ove si legge: EGO SUM LUX MUNDI VIA VERITAS, a destra San Girolamo, poi una figura mancante, probabilmente Sant’Ambrogio scomparso per le infiltrazioni d’acqua.
Il tamburo è affrescato con storie di San Giovanni, cominciando da sinistra: la Predica del Battista;
il Battista davanti ad Erode; la Crocifissione con l’Addolorata e San Giovanni;
la Decollazione, in alto si scorge l’anima del martire portata in cielo da due angeli, e, ultimo a destra, un frammento del Banchetto di Erode, con la testa tagliata del Battista su un vassoio, prezzo pagato per la danza di Salomè.
Nell’altare era collocato un trittico, dipinto a tempera su tavola, raffigurante la Madonna con il Bambino e ai lati San Giovanni e Sant’Antonio Abate, fu rubato nell’ottobre del 1970.
Ne rimane la predella, ora conservata nella collegiata di Santa Maria, ove sono raffigurati, l’Angelo annunciante, Cristo in pietà e l’Annunciata.
Si legge la scritta: …CONS FECIT HOC OPUS ANNO DOMINI MCCCCLXXXVII / HOC OPIS F.F. SPECTABILES VIRI DER PERANTONIUS ET MERLINUS BARTOLIEX COMMISSIONE COMMUNITATIS ARRONIS AC PREACLAR
All’autore, al quale vengono attribuiti anche gli affreschi dell’abside, fu dato il nome convenzionale di “Maestro del trittico di Arrone“, ora identificato dai più in Bernardino Campilio.
Anche la parete destra conserva una teoria di ex voto, di qualità generalmente inferiore rispetto a quelli dirimpettai: si inizia con Sant’Antonio Abate, si legge la scritta parziale … NELLO FECIT FARE A.D. 1486, poi Madonna in trono con ricco mantello e in braccio il Bambino che regge il cartiglio “QUI SEQUITUR ME NOT MORIAT IN TENEBRIS“.
Segue San Sebastiano trafitto da 20 frecce e un’altra Madonna in trono col Bambino, sotto è la scritta: QUESTA FIGURA FECE FARE… DE COLA DE MARCU DE POLINO PE L’ANIMA DE LA MADRE E DELALTRI MORTI DE CASA SUA 1483.
Di seguito Sant’Antonio Abate e ancora una Madonna in trono con Bambino, sotto corre la scritta “…per l’anima della madre e dei suoi morti” e si legge l’anno 1483.
Di seguito un altro San Sebastiano legato alla colonna, trafitto dalle frecce e Sant’Antonio Abate, poi una Madonna della Quercia, sotto si trova una piccola figura di San Lorenzo con la graticola in mano.
Chiudono la parete tre affreschi, probabilmente opera dello stesso artista che ha decorato la parete sinistra: Santa Lucia, col solito piatto degli occhi, Sant’Andrea con i capelli bianchi, nella mano sinistra tiene un libro e tre pesci, nella mano destra la croce, infine Sant’Agostino Vescovo in mitra e pastorale.
Nella controfacciata si intravede la traccia di una croce in rosso su fondo bianco del tipo dei Cavalieri di Malta.
 

Foto del Trittico

La foto d’epoca del Trittico di Arrone è tratta da:

http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/28447/Anonimo%20umbro%20sec.%20XV%2C%20Madonna%20con%20Bambino%2C%20San%20Giovanni%20Battista%2C%20Sant%27Antonio%20Abate%2C%20Cristo%20in%20piet%C3%A0%2C%20Angelo%20annunciante%2C%20Maria%20Vergine%20annunciata#lg=1&slide=0

 

Fonti documentative

FABBI A. Guida della Valnerina: storia e arte / Abeto (PG), presso l’autore, 1977
FABBI A. Storia dei comuni della Valnerina Abeto (PG), presso l’autore, 1976
GENTILI, GIACCHÈ, RAGNI, TOSCANO, L’Umbria – Manuali per il territorio – La Valnerina, Il Nursino, Il Casciano – Edindustria Roma, 1977
 

Nota

La galleria fotografica ed il testo sono stati realizzati da Silvio Sorcini.
 

Mappa

Link coordinate: 42.583475 12.767174

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