Chiesa di San Tommaso – Amandola (FM)

Cenni Storici

Dal Consiglio del 24 febbraio 1437, pag. 48, apprendiamo: `Porzione di mura de detta ecclesia essendo cadute … nè avendo entrate da poterle racconciare .. il priore della Scopa de Sancto Thomaso’ pregò il comune dargli 400 mattoni e due some di calcina; il che gli fu accordato…’ La cappella dell’Addolorata e la sagrestia, a sinistra, vennero officiate solo nel 1849 in seguito all’acquisto dei due locali. Il patrio Statuto del 1336 fissò in date circostanze e feste offerte di cera ecc…’

La chiesa è oggi di proprietà della Società degli Artieri, si spera in un suo recupero, ma appartenuta al demanio fino a pochi anni in seguito alle le vicende napoleoniche. In origine era una delle 3 chiese ed annessi ospitali di proprietà della confraternita di San Tommaso e Giacomo o della Scopa per il flagello che usavano portare durante i loro servizi e processioni; nata forse prima della fondazione del Comune per l’assistenza di pellegrini malati e per la sepoltura dei poveri e altre opere di beneficenza. La confraternita della Scopa ossia i Sacconi esistevano anche a San Ginesio dove ancora oggi hanno la chiesa di San Tommaso e Barnaba ed in Ascoli nella chiesa di Santa Maria di piazza. Il bel palazzo accanto alla chiesa era l’antico Ospitale ed il bel portale con la scritta Ostium non Hostium Dei ne conferma la sua funzione originale. La statua in questione e quella di San Donato patrono (dimenticato) di Amandola.

Dino Treggiari

Per approfondimenti maggiori: comune.amandola.fm.it

 

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