Eremo di S. Eustachio in Dòmora – San Severino Marche (MC)

Cenni Storici – Eremo, Grotte e Fornace

Situato nella Valle dei Grilli, l’edificio originario, dedicato a San Michele Arcangelo di Domora, di impronta eremitica, venne realizzato nell’XI sec. ad opera dei benedettini nei pressi di un probabile villaggio di scalpellini, da cui il termine Domora, ossia delle case, e di una strada che attraversava la gola. Nel corso del XIII secolo, tra il 1263 e il 1281, assistiamo ad un intervento di ampliamento con la conseguente dedica a Sant’Eustachio; il monastero che si distinse per la sua intensa attività ospitaliera, di alloggio dei viandanti e per i prodigi offerti dallo stillicidio dell’acqua delle grotte, ricevette numerose donazioni che lo arricchirono di molte proprietà terriere e beni. Dai documenti si registra comunque un progressivo declino già nel corso del secolo successivo, con un totale abbandono del monastero a fine del Trecento. La struttura muraria quasi completamente lapidea si innesta al masso roccioso che scavato, costituisce con le sue grotte artificiali l’altra metà della spazialità interna sia della chiesa superiore, sia dei locali sotterranei. San Severino: S. Eustachio in DòmoraIl disegno compositivo della facciata principale, che prospetta sull’antica via, si organizza secondo un rigoroso schema simmetrico ed assiale: rispetto ad un’apertura trilobata centrale inserita in un arco acuto, sono ubicate inferiormente due piccole monofore trilobate e superiormente altre due lunghe e strette anch’esse trilobate, si staglia in asse nella parte sommitale il rosone circolare, decorato da ghiera con motivi vegetali. Lo spazio interno superiore è costituito da un unico ambiente in muratura lapidea, voltato a crociera con costolonature lapidee e vele in mattoni, cui si connette una grotta scavata nella roccia. Al piano inferiore sono ricavate ai lati di un corridoio centrale voltato a botte tre vani voltati, di cui due affacciati mediante le piccole monofore trilobate della facciata lungo la via principale e l’altro situato all’interno, in parte scavato nella roccia. Di pregevole fattura il portale laterale di accesso alla chiesa, inserito all’interno di un voltone, interamente in blocchi di pietra finemente squadrata, con archivolto decorato a motivi vegetali di foglie d’acanto. A destra del portale, nella parete d’imposta della volta di copertura dello spazio antistante, sono situate decorazioni lapidee ad archetti pensili a tutto sesto e rosone sovrastante asimmetrico, delle stesse forme e proporzioni di altre ubicate nel monastero di S.Lorenzo. Di interesse storico-artistico il venerato Crocifisso ligneo di Sant’Eustachio, opera del XIII sec. oggi conservato all’interno dell’abbazia di S.Lorenzo.

Sul versante opposto alla chiesa, un’altra grotta ospita una costruzione enigmatica, sulla cui funzione circolano due ipotesi, entrambe supportate da qualche prova. Ci sono i resti di una piccola torre circolare, con le pareti munite di numerosissime finestrelle: alcuni sostengono che era una piccionaia, altri, visto che le pareti sono un po’ annerite e la roccia presente è adatta allo scopo, preferiscono definirla una calcinaia, ovvero una fornace per cuocere pietre e produrre calce.
 

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Per approfondimenti maggiori: www.marche.beniculturali.it

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