Eremo di San Michele – Ferentillo

L’eremo di San Michele sorge su un’area che sia in passato che nel presente ispira alla meditazione e all’isolamento, infatti ad oggi nella zona esistono altri due “eremi moderni” occupati da atrettanti eremiti che qui hanno trovato l’ambiente più ideale al loro stile di vita, uno è a ridosso di Colle Olivo proprio sotto l’eremo di San Michele e il secondo nella zona della Dogana Pontificia del Salto del Cieco in un pianoro alla fine del fosso del Castellone.

 

Cenni Storici

Sulla cima del Monte San Michele, struttura rocciosa calcarea che sovrasta l’abitato di Monterivoso, castello medievale alle porte di Ferentillo,sorgeva l’omonimo eremo dedicato all’Arcangelo tanto caro alla popolazione Longobarda che intorno all’anno 568 conquistò la penisola italiana e lasciò così tante tracce del loro passaggio che fino ai giorni nostri non si contano più i toponimi e le espressioni linguistiche che si sono conservate.
I Longobardi erano un popolo pagano,ma Aginulfo, che da li a poco diventerà il marito della regina cattolica Teodolinda, maturò la conversione da pagano a cristiano, e a questa conversione contribuì l’apparizione miracolosa di San Michele Arcangelo nel 490 in una grotta sul Gargano.
Tanto radicato e profondo fu il culto di San Michele che il re longobardo Cuniberto (667-687) portò a sancire questa conversione facendo dipingere l’effige di San Michele Arcangelo sulla bandiera longobarda.
Fu proprio questo popolo che iniziò la costruzione dei cosiddetti “Santuari Micaelici”, caratterizzati da cavità rocciose dove sgorgavano di solito stille di acqua che venivano raccolte per le loro virtù terapeutiche emanate dall’Angelo.
Tali santuari sorsero numerosissimi soprattutto nella fascia appenninica, soprattutto per la presenza degli elementi naturali essenziali, quali grotte e sorgenti.
Fra tutti però si ricorda il Santuario simbolo dei Longobardi che è quello sul Gargano dove miracolosamente San Michele Arcangelo fece un’apparizione di fronte ad un gruppo di arceri, episodio raffigurato speldidamente dallo Spagna nella chiesa di San Michele Arcangelo a Gavelli.
Va ricordato che, misteriosamente, i principali santuari Micaelici sono uniti da una sacra Linea retta chiamata di San Michele che va da St Michael’s Mount in Cornovaglia a Monte Sant’Angelo sul Gargano e sfocia in Israele sul monte Carme in direzione di Gerusalemme.
Tutti questi 3 santuari dedicati a San Michele Arcangelo sono costruiti in un allineamento pressoché perfetto su una direttrice e pare che questa sia una potentissima linea energetica, che sprigiona una gran carica di energia in un punto preciso di ognuna delle tre basiliche, che tra l’altro sono tutte a 790 Km di distanza l’una dall’altra ( 790 – 770 ).
L’Eremo dedicato a San Michele di cui stiamo trattando sulla vetta del cuspide roccioso, seppur si differenzi per la mancanza della stilla terapeutica, comunque ha una particolare importanza, infatti pare sorga proprio in allineamento con i più famosi santuari micaelici longobardi, infatti la famosa linea di San Michele passa prorio su di esso, ma non solo, da osservazioni e verifiche effettuate pare che rappresenti la metà della linea stessa.
Il punto è fortemente strategico, infatti oltre ad essere un luogo di isolamento perfetto era comunque in posizione fortemente dominante, potendo spaziare con lo sguardo per gran parte della Valnerina e per tutta la Valle del Castellone, direttrice che portava verso l’Abruzzo attraverso Monteleone e Leonessa. Da li si ha una vista meravigliosa dall’alto dell’Abbazia di San Pietro in Valle.
La piccola struttura sorge aggrappata alla roccia a picco sulla valle sottostante, ma purtroppo l’incuria umana, il tempo e gli agenti atmosferici ne hanno fatto un ammasso di rovine, il tetto è crollato e anche parte delle pareti, mantenedo invece intatto l’abside che come un ombrello custodisce ciò che resta di una nicchia dietro l’altare.
La chiesa aveva una volta a botte e non si hanno notizie certe circa la sua edificazione e il suo passato, ma se si pensa al riferimento alla tradizione Longobarda e al posizionamento, possiamo supporre senza ombra di dubbio che la struttura sia molto antica.
All’apparenza sembrerebbe che solo la chiesa sia rimasta in piedi, ma a giudicare dal muro di contenimento perimetrale a picco sulle rocce e dagli anfratti che si intravedono sulla cima del monte, sembra nascondano arcate a botte probabilmente di edifici ipogei che andrebbero verificati.
I pochi resti rimasti non danno l’idea dello sviluppo dell’eremo, ma per chi vi si avvicina trasmette un senso di pace solamente volgendo lo sguardo ai meravigliosi panorami che si aprono alla vista.
 

Mappa

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