Affreschi Rupestri – Ferentillo


 

Cenni documentativi

Da Ferentillo, appena fuori dall’abitato, risalendo per la provinciale 209 verso Castellonalto, Salto del Cieco, in prossimità di una curva a sinistra, al di là del fiume, su un costone di roccia si vede una stuccatura affrescata che rappresenta una Madonna con Bambino.
L’immagine ricavata in una piccola superficie liscia della roccia, al momento è in fase di recupero, infatti è coperta da una impalcatura appositamente montata sul greto del fiume sottostante. Il dipinto fa parte di tutta una serie, che sono distribuiti lungo il percorso di un’antica mulattiera, probabilmente adibita a percorso della transumanza, che da Ferentillo risaliva la Valle del Castellone, passava nella Valle del Salto del Cieco e si prolungava fino all’agro Reatino.
La mulattiera, che al momento non esiste più, doveva , in passato, essere invece un’arteria molto importante sia per scambi commerciali che per il transito di pellegrini che si spostavano dall’Abruzzo o alto Lazio verso l’Umbria, le immagini rupestri ne sono la testimonianza.
Tra tutte, solo quella sulla stretta di Ferentillo si è conservata in uno stato abbastanza buono, mentre le altre distribuite tra le pareti rocciose del Salto del Cieco si sono inesorabilmente cancellate per effetto degli affetti atmosferici a cui sono state per anni sottoposte senza alcun tipo di protezione.
Di loro non restano purtroppo che i quadri di stucco appiccicati alle pareti con qualche leggere macchia di colore indecifrabile, anche se fino a qualche tempo fa, secondo il racconto di vecchi pastori, erano ancora visibili e molti di loro passando, devotamente si toglievano il cappello e si facevano il segno della croce.
Oggi oltre ad essere quasi completamente cancellati, sono anche irraggiungibili in quanto a causa di frane e di infittimento della vegetazione il sentiero è pressoché cancellato e il percorso è estremamente difficile.
La mulattiera, in epoca medievale era una importante via di comunicazione, infatti, non a caso lungo il suo percorso, su una balza della parete rocciosa sorgeva l’Eremo di Sant’Egidio, antico eremo benedettino scavato nella roccia e che fu forse il luogo ove inizialmente si ritirarono in preghiera gli anacoreti Giovanni e Lazzaro, gli stessi che fondarono l’eremo su cui sorse l’abbazia di San Pietro in Valle, ciò a dimostrazione che la mulattiera era conosciuta ben prima del medioevo.
L’eremo sorgeva su un diverticolo della direttrice principale e conduceva verso i pascoli e i casali del monte Berretta, dove recentemente sono state rinvenute tracce umane dell’età del bronzo.
 
 
 

Scavi archeologici sotto l’affresco

Ai piedi dell’affresco rupestre di Ferentillo, al momento coperto da un’impalcatura installata per il restauro, ultimamente sono venute alla luce, attraverso degli scavi, effettuati dal Gruppo Archeologico Naharki Valnerina e la Sovrintendenza, delle forme circolari scolpite nelle rocce orizzontali posizionate a ridosso del corso d’acqua che taglia la gola della montagna.
Gli scavi al momento sono incompleti perché ancora c’è da verificare un’area adiacente che ancora non è stata esplorata.
Le particolari forme che sono venute alla luce non hanno ancora una connotazione precisa e un loro specifico utilizzo però si sta avanzando un’ipotesi che ci porta molto indietro con il tempo, addirittura all’epoca della “colonizzazione” dei monaci siriaci che dal II° all’VIII° secolo si stabilizzarono in tutta l’Umbria in particolare nella fascia dai Sibillini alla Valnerina e alla Conca Ternana.
Tali “Eremiti“, che vengono stimati approssimativamente oltre le 600 unità, che vivevano sparpagliati per le grotte di cui la Valnerina è tappezzata cominciarono ad interagire con le popolazioni del posto, seppur vivendo nella marginalità.
Ricordiamo che si deve a questi monaci la bonifica di zone paludose della Valnerina infestate dalla malaria, ne è da esempio nella zona di sant’Anatolia di Narco l’intervento dei Siriaci Felice e Mauro così come Spes e Fiorenzo nella Valcastoriana e nella zona di Ferentillo Lazzaro e Giovanni che fondarono l’Abbazia di san Pietro in Valle.
Al dilà del pensare comune che gli eremiti vivevano in posti isolati e lontani da ogni realtà locale in pieno distacco con la vita delle popolazioni locali, di fatto le cose non stavano proprio così, infatti diversi eremiti vivevano secondo la Laura Basiliana (di San Basilio Magno nato nel 330 e morto nel 379 ) che all’eremo preferisce il cenobio, il quale favorisce la correzione dei difetti e l’aiuto scambievole tra i monaci, seppur costituito da celle o romitori autonomi, ma con luoghi di preghiera e di lavoro in comune, tanto da costituire comunità di persone quasi a dimensione familiare.
Tali Laure non erano isolate nelle montagne in luoghi deserti o impervi, ma nei paesi o nelle loro vicinanze in modo che la loro opera fosse legata alla dimensione caritativa soprattutto verso i poveri, dando assistenza ai bisognosi, ai malati, ai poveri e gli orfani, insegnavano le tecniche della pesca e dell’agricoltura, dissodavano la terra, rendevano fertili le paludi e le affidavano alla gente del posto per coltivarle, applicavano e diffondevano la conoscenza della medicina (famosa la scuola chirurgica di Preci sviluppata proprio dai siriaci).
E forse qui a Ferentillo ci troviamo di fronte ad uno di questi casi e la scoperta archeologica nella gola ci conduce proprio ad una Laura; gli indizi fin’ora raccolti e in fase di approfondimento, portano a supporre una tale tesi, infatti sull’altra sponda del corso d’acqua, nella parete rocciosa sono presenti 4 o 5 grotte abitate dall’uomo prima dell’anno 1000, dove gli stessi occupanti hanno apportato manufatti di contenimento e chiusura delle apertura con malta e pietre tanto da rendere le cavità protette e abitabili, inoltre in alcuni casi su qualche parete interna compaiono graffiti a forma di croce tali da far pensare a una presenza monacale.
Associando quindi la presenza dell’affresco rupestre con un’immagine sacra, le grotte eremitiche si può tranquillamente supporre che il ritrovamento dello scavo archeologico sia da condurre ad un’area comune di tipo sacrale.
Gli cavi di approfondimento che verranno eseguiti a breve porteranno a stabilire se le supposizioni avanzate sono più o meno confermate.
 

Mappa

Link coordinate: 42.617952, 12.799307
Link coordinate: 42.618623 12.848112

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