Aisillo di Bevagna, luogo di Culto Romano – Capro di Bevagna (PG)

L’ampliamento di un lago di pesca ha portato alla scoperta di un luogo di culto romano. Usi diversi che a seconda dei tempi legano il sacro al profano.

 

Cenni storici

Il santuario romano dell’Aisillo venne eretto attorno ad uno specchio d’acqua posto a breve distanza dall’Aiso, un lago di modesta estensione ma di notevole profondità, posto nella piana a nord di Bevagna, che risulta essere sede di un culto già in epoca umbra (VI-V sec. a.C.).
L’Aiso, da cui l’Aisillo deriva il proprio nome, è censito tra i Siti d’Importanza Comunitaria (SIC), ed è ben noto alla tradizione religiosa della valle Umbra per essere il luogo di una terrifica leggenda, codificata a partire dal XVII secolo, legata alla vendetta divina che colpì l’empio contadino Chiaròper aver trebbiato, in sfregio alle prescrizioni religiose del tempo, il 26 luglio, festa di Sant’Anna.
Le indagini all’Aisillo sono state avviate,sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni archeologici dell’Umbria, per l’interesse destato dalla presenza di una struttura muraria individuata attorno alla polla d’acqua originata da una risorgiva, una tra le molte che sgorgano nella Valle Umbra, che, prima degli scavi, assumeva l’aspetto di un laghetto circondato da pioppi.
Le tre brevi campagne di scavo eseguite nel corso dell’estate 2004, 2005 e 2010 hanno permesso di riportare alla luce la vasca, che costituisce il bacino di raccolta della sorgente, ed alcuni ambienti posti tutti intorno ad un porticato, di cui rimangono alcune basi e rocchi di colonna in arenaria, e il pavimento in cocciopesto.
Due degli ambienti situati nel braccio nord-ovest conservano, alla parete di fondo, tracce dei basamenti per le statue di culto; l’ambiente più occidentale mostra ancora il pavimento in mosaico bianco, decorato da una fascia di tesserine di pietra rosa, databile alla prima metà del I secolo a.C. Tra i reperti di scavo si segnala il rinvenimento di due frammenti d’iscrizioni latine, di frammenti di statue in marmo e terracotta (presumibilmente statue di culto), di elementi architettonici e d’arredo in calcare ed in marmo, statue di terracotta e poi ex voto di vario genere, tra i quali una testina femminile in argento, una placca ancora in argento con raffigurazione di Vittoria e una testa di gladiatore in piombo.
Di particolare importanza il rinvenimento di alcuni frammenti di terrecotte architettoniche, pertinenti a lastre di rivestimento della fronte del porticato, e di lastre figurate, tra i quali è possibile riconoscere un’ala piumata e la parte inferiore di un torso maschile nudo, databili a partire dal II sec. a.C.
L’organizzazione degli spazi, la monumentalizzazione della sorgente ed i materiali fino ad ora recuperati inducono ad identificare l’Aisillo con un luogo di culto, in uso a partire dal II secolo a.C. e almeno fino al III secolo d.C.
Sfugge il nome della divinità o delle divinità a cui era dedicato, ma trattasi per certo di un culto legato alle acque, come attestano, tra l’altro, le tracce archeologiche dell’uso rituale di gettare le monetine nella vasca.
Si potrebbe pensare che la risorgiva fosse la sede di un culto salutare, anche in virtù del fatto che a Bevagna, l’antica Mevania, sono attestate alcune divinità legate alla sfera della salute, quali Igea, Esculapio e Valetudo; non si esclude tra l’altro che il santuario dell’Aisillo possa essere in qualche modo collegato proprio a quest’ultima divinità, di probabile origine umbra, legata alle sorgenti ed alla sfera della sanatio.
Il ritrovamento di un frammento di clava tra i frammenti di statue in terracotta richiama anche la presenza di Ercole, divinità legata alla transumanza delle greggi, anche in ragione della vicinanza dell’Aisillo ad un tratturo d’epoca romana che congiungeva i Monti Martani a Spello e al Monte Subasio. Un labile rimando alla dea Venere, venerata nel vicino santuario romano di villa Fidelia a Spello, potrebbe derivare dalla presenza, tra i reperti, del carapace di una tartaruga e di conchiglie – del tipo Heraplex (Trunculariopsis) Trunculus – legate alla dea dell’amore e della bellezza.
Una lucerna con la figura della Luna – Selene completa al momento il quadro delle presenze delle diverse divinità.
La particolare conformazione topografica di questa porzione della valle e le caratteristiche idrografiche della zona inducono inoltre ad istituire il confronto con il santuario del dio Clitumnus, di cui parla la celebre epistola di Plinio il Giovane (VIII, 8), sorto nel punto in cui sgorgavano le acque del fiume il cui corso lambiva, allora come ora, Bevagna.
Plinio testimonia l’ampia articolazione spaziale dell’area sacra delle fonti, poiché al suo interno erano ospitate numerose divinità alle quali erano dedicati altrettanti sacelli autonomi; essi sorgevano presso le sorgenti secondarie, che a loro volta formavano dei rivi che si gettavano nel corso principale del fiume.
Il brano di Plinio richiama alla mente proprio le tante risorgive censite in una carta della valle Umbra, realizzata a scopi idraulici e attribuita al Salvati (1629) e non si esclude che, anche nella zona dell’Aiso, dell’Aisillo e delle altre risorgive vicine possa essere avvenuta una cosa non troppo dissimile da quella documentata per le sorgenti del Clitunno: la sacralizzazione dei luoghi in cui l’acqua tornava a riemergere dalla terra e la loro trasformazione in altrettanti luoghi di culto.
Per comprendere ciò basterà ricordare ciò che scriveva Servio, grammatico e commentatore del IV secolo d.C., il quale, interpretando la mentalità e il sentire religioso dei Romani, affermava “nullusenimfons non sacer” (ad Aen. VII, 84), ovvero “ogni sorgente è sacra”.

Articolo di di Matelda Albanesi e Maria Romana Picuti
 

La visita

Per motivi di conservazione, in attesa del progetto di valorizzazione e di musealizzazione, l’area archeologica non è al momento visibile.
Per informazioni chiedere al signor Renzo Lopparelli, del Gruppo Archeologico Bevagna, tel. 3473812285, renzo.lopparelli@alice.it, oppure mariaromanapicuti@alice.it; matelda.albanesi@libero.it.
 

Bibliografia

M. Albanesi, M.R. Picuti, Un luogo di culto d’epoca romana all’Aisillo di Bevagna (Perugia), in Mélanges de l’École française de Rome, 121, 2009, 133-179
M.R. Picuti,Lastre di rivestimento ed altorilievi da Bevagna (Perugia), località Aisillo, in P. Lulof, C. Rescigno (a cura di),Deliciaefictiles, IV, Immagini di dei, mostri ed eroi, Roma – Sicilia, 21-25 ottobre 2009, Oxford 2011, 243-249
M.R. Picuti, Mosaici di epoca romana da Mevania (Bevagna), in Aiscom, Atti del XIV Colloquio dell’Associazione italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico, Spoleto, 7-9 febbraio 2008, Tivoli 2009, 65-77
M. Albanesi, S. Nisio, M.R. Picuti, M. Scarpignato,I sinkholes della Piana di Bevagna (Perugia), in Mem. Descr. Carta Geologica d’Italia, 93, 2013, 21-40
 

Nota

Un sentito grazie alla Dott.ssa Maria Romana Picuti che ha fornito il materiale della pubblicazione, che va ad arricchire l’archivio del sito e soprattutto a mettere a disposizione degli utenti materiale utile per la ricerca e l’approfondimento della conoscenza. Uno sforzo per aumentare la consapevolezza e la valorizzazione della nostra storia a memoria delle future generazioni.
 

Da vedere nella zona

Convento della SS. Annunziata
Lago Aiso
 

Mappa

Link coordinate: 42.954985 12.612891

Rispondi a Renzo Lopparelli Annulla risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>