Arcinazzo Romano ed i suoi Altipiani – Arcinazzo Romano (RM)

Sugli Altipiani di Arcinazzo sorgeva la maestosa Villa di Traiano che abbracciava una superficie di 4-5 ettari, risalente al I o II secolo d.C., che l’imperatore fece costruire come residenza estiva e di caccia.

 

Cenni storici

Si chiamò Ponza d’Arcinazzo fino al 1872, forse da una nobile famiglia romana Pontia che qui aveva possessi.
Per alcuni il nome potrebbe derivare anche dal vessillo comunale, che riproduce un ponte (tratto da un affresco del sec. XIV), per altri invece il nome Arcinazzo deriverebbe invece da Arx Nartii, la rocca di Narzio, patrizio di Subiaco vissuto nel IV secolo, che qui aveva terreni posti sull’altipiano alle falde del m. Altuino, non lontani dalla via Sublacense, che lasciò alla Chiesa insieme alla rocca (arce).
L’imperatore Traiano vi costruì una sontuosa Villa di caccia lungo la via Sublacense.
Nel 1872 Ponza cambiò il nome in Arcinazzo Romano, forse in onore di Arcinia, concubina dell’imperatore Claudio che aveva anche lei una villa quassù.
La storia del borgo è legata prima agli Equi e ai Romani, poi ai monaci della vicina abbazia sublacense di S. Scolastica e infine allo Stato Pontificio.
Le prime notizie storiche di Ponza risalgono all’anno 720 e parlano della vendita della Massa Ponziana alla diaconia di S. Eustachio in Roma per 50 soldi bizantini d’oro.
Si conservano resti del castello di Filippo di Marano, costruito intorno al Mille, e di una torre del XII secolo.
Merita assolutamente una visita il Museo Civico Archeologico Villa di Traiano, posto in via S. Nicola, davanti alla chiesa di S. Maria Assunta, che espone preziosi stucchi e affreschi provenienti dallo scavo di alcuni ambienti della villa.
 

Luoghi di culto

Chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta.
Di origine medievale (XII-XIII secolo), in principio di modeste dimensioni, fu ampliata nel 1575 e risistemata nel sec. XIX in stile neoclassico.
Il portale d’ingresso, proveniente dalla villa imperiale di Traiano, fu aggiunto nel 1629.
Oggi la chiesa è a tre navate con volta a botte; l’altare è anch’esso composto di marmi provenienti dalla villa Traianea, come i due capitelli utilizzati come acquasantiere.
Incerta l’originaria destinazione della torre campanaria, una struttura a pianta quadrata probabilmente della fine del sec. XII; si è ipotizzata una sua funzione difensiva, ma senza il supporto di indagini archeologiche.

La chiesa di S. Lucia anteriore al 1600, e quella di San Giorgio, intitolata al santo cavaliere patrono del paese, festeggiato il 23 aprile e la penultima domenica di agosto con fiera, corsa podistica e ciclistica.

Nella chiesa della Santa Croce, all’inizio della salita del centro storico, è la lapide di “Tito Troya Pittore. Nato qui 1849 Morto a Roma 1916.
Con le opere del suo genio creativo ravviva e diffonde nel mondo la fede la civiltà cristiana.
I nipoti Giovanni e Giuseppe a perenne memoria offrono al culto e alla devozione dei conterranei la copia del suo quadro di S. Rita che si venera nel santuario di Cascia. 22 maggio Anno Santo 1950
“.
 

Feste e tradizioni

Tipica la processione dell’Inchinata a ferragosto e da non mancare la Sagra del Marrone ai primi di novembre, con la vendita o la degustazione di castagne con la loro farina e marmellata.
 

Altipiani di Arcinazzo e villa dell’imperatore Traiano

Sono una località turistica montana in una natura affascinante, che consente moltissimi sport e che per la bellezza e la salubrità dei luoghi fu soprannominata “la piccola Svizzera“.
Hanno un aspetto tipicamente alpino e boscoso per la quantità di abeti piantati verso il 1930, anche se alle quote più basse il paesaggio è quello dell’Appennino calcareo, con querce, carpini, roverelle.
In primavera e in estate gli altipiani si trasformano in una vasta e magnifica estensione di prati colorati e di erbe profumate, grazie alla presenza di tante varietà di fiori (orchidea appenninica, anemone giallo, giglio rosso, cardo…) e di odori che fecero scrivere a Guido Piovene nel suo “Viaggio in Italia“:
Sugli Altipiani di Arcinazzo ho trovato i prati più profumati che io ricordi…“.
Procedendo da Arcinazzo Romano verso Guarcino sulla via Sublacense, quando dopo 4 km la strada spiana ed entra negli Altipiani, si incontrano sulla sinistra i resti musealizzati della grande villa dell’imperatore Traiano, complesso edilizio molto vasto (4-5 ettari), risalente al I o II secolo d.C., costruito come residenza estiva e di caccia, essendoci all’epoca grande quantità di selvaggina (cinghiali, istrici e cervi).
L’altipiano, lungo 3 km e largo 1,5, si trova a circa 850 metri di altitudine, a cavallo delle due valli del Sacco e dell’Alto Aniene ed è delimitato dai monti Affilani (Pianezze m 1332, Altuino m. 1271) e dal m. Scalambra (m. 1420).
Il nucleo abitato si distribuisce tra gli svincoli della Sublacense con i comuni confinanti di Piglio, Trevi nel Lazio e Fiuggi, in provincia di Frosinone, distanti pochi km (da 4 a 6), che condividono la proprietà del territorio.
Vi vivono circa 200 abitanti stabili, compresi i titolari di esercizi commerciali, che aumentano nei periodi festivi fino a triplicarsi nei mesi estivi.
Intorno al 1700 quello che prima era un ritrovo di pastori, contadini e briganti iniziò a divenire nucleo abitativo, anche grazie alla presenza della Locanda di Meo Passeri, ancor oggi gestita dai discendenti con il nome di “Dispensa di Memmo“.
Durante la Seconda Guerra Mondiale gli Altipiani di Arcinazzo sono stati occupati dalle truppe germaniche che sfruttavano la tranquillità della zona per riposarsi dal fronte di Cassino e per curare i feriti; inoltre su dei forni mobili costruiti su carrelli che venivano spostati per evitare di venire distrutti dai bombardamenti, si preparava il pane per i soldati.
Il flusso turistico maggiore iniziò dopo i primi anni ’20 del Novecento, ma il vero boom economico degli Altipiani di Arcinazzo si ebbe dalla seconda metà del ‘900, tra gli anni ’60 fino agli inizi degli anni ’90, con la costruzione di numerose ville e palazzine.
Molte furono le ville storiche costruite nel tempo, per via della frequentazione di personaggi molto noti: Villa Parodi, poi Villa “Fulceri” Paolucci Dé Calboli, Villa Busiri Vici noti architetti romani in Vaticano, Villa Bandini, (che ha ospitato per un periodo anche l’attrice Audrey Hepburn con il marito Andrea Dotti e il figlio Luca), Villa Graziani, Villa Confalonieri e Starace e così via.
 

Fonti documentative

Il Monte Scalambra e i paesi alle sue pendici – a cura delle Pro Loco, giugno 2002;
Altipiani di Arcinazzo e dintorni – Consorzio Turistico Altipiani.
 

Nota

Il testo è di Stanislao Fioramonti, le foto sono di Patrizia Magistri, la visita è stata effettuata il 12 aprile 2022.
 

Nota fotografica

Le foto n. 1 e 27 sono state tratte dal sito www.estateromana.com
 

Mappa

Link alle coordinate: 41.881639 13.114016

Link alle coordinate Altipiani di Arcinazzo – Villa di Traiano: 41.854592 13.159679