Borgo di Corbara e Chiesa di S. Germana – Montegallo (AP)

Cenni Storici

Corbara

Il borgo dei corvi si delinea nell’arco di un ampio e solenne scenario naturale dominato da massicce prominenze d’arenaria, levigate e alveolare dalla lenta e perentoria azione del vento e della pioggia. La presenza di questo continuo, invalicabile contrafforte, ha influito sulla collocazione e sulla configurazione dell’incasato, che si disegna compatto lungo la direttrice segnata dall’andamento della roccia.

La stretta interdipendenza tra l’insediamento e il suo dominate sfondo crea situazioni edilizie ed ambientali di gran rilievo.

Un’importante casa-torre elevata su tre piani, con la sua parete frontale solida e perentoria, punteggiata da monofore, si pone in competizione con le severe e irregolari rocce dello sfondo, piegando la conformazione del luogo al dettato assertivo e impositivo dell’artificio murario.

Una viuzza in lieve pendio corri lungo i banchi di roccia più imponenti. A fianco della strada, una lunga teoria di costruzioni, destinate al ricovero dell’attrezzature, con la copertura originale di lastroni calcare, si appoggia alla roccia viva e la sfrutta come parete perimetrale. Si crea così una sottile compenetrazione tra il costruito e l’incombenza delle masse d’arenaria, con una forza di suggestione che offre pochi termini di raffronto. Limitandoci all’Europa, uno scenario di questo tipo si può ritrovare soltanto in Sardegna e in Portogallo.

Una casa dalla parete originariamente ritmata da ampie monofore presenta un suggestivo lacerto d’affresco con le figure ancora leggibili della Madonna col Bambino e di S. Francesco. La delicatezza dei particolari, il nitore dei volti, l’intensa campitura rossa punteggiata da stelle floriformi, attraggono subito l’attenzione e lasciano sbalorditi. L’incontro con un tale affresco, in un contesto edilizio di sapida essenzialità, è del tutto inaspettato, vista soprattutto la qualità dell’opera, capace di re-interpretare con perizia e sensibilità i modi della migliore pittura trecentesca. Nell’asprezza della scenario di Corbara, risulta particolarmente significativa la figura del Poverello d’Assisi, idealmente ricollegabile alla presenza del vicino eremo francescano, ad arricchire la suggestione dei luoghi con un vena di sereno misticismo.

Una stupenda facciata deturpata da infissi esterni e coronata da un solaio in cemento, presenta gli eloquenti resti di un’elegantissima decorazione scultorea basata sui prototipi diffusi dall’architettura sacra e civile del Trecento. Spicca in particolare una bifora con centine trilobate sestiacute, inquadrata da un archivolto a tutto sesto decorato da una teoria di palmette trifide; l’insieme è arricchito, al centro, da un oculo con transenna floriforme. A fare da pendant alla massa tufacea che conclude il borgo sul lato opposto si erge la mole della solida casa torre appartenuta almeno sin da sec. XVIII alla famiglia Bonelli.

Bibliografia:
Furio Cappelli “I Tesori di Montegallo” Collana “Quaderni storici e naturalistici del Piceno” Edizioni Cea – Comune di Montegallo 1997;
Furio Cappelli “Spunti di Arte Sacra nella Valle del Fluvione” Collana “Quaderni storici naturalistici del Piceno”edizioni CEA 1999.
 

Mappa

Link coordinate: 42.842582 13.349283

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