Cenni storici
È noto anche con i nomi di Castello di Andosilla o Rocca San Leonardo.
L’area, già abitata dagli Etruschi come diverse tombe testimoniano, in seguito alla costruzione della via Flaminia nel 223a.C. divenne la quarta stazione lungo la strategica consolare, a 31 miglia da Roma.
Del castello, pure se così imponente si hanno poche notizie, le più antiche lo legano ai Monaci dell’Abbazia di Santa Maria di Falleri nel XII secolo, ubicata a 5 chilometri a Nord di Civita Castellana, nell’antica città fondata dai Romani chiamata Falerii novi.
Nella seconda metà del XIII secolo ha inizio un processo di decadenza dei Cistercensi che condurrà al passaggio dei beni dell’Abbazia di Santa Maria di Falleri all’Ospedale di Santo Spirito in Saxia, primo evento certo, provato da numerosi documenti risalenti al XIV secolo.
È probabile che la proprietà dell’area complessiva del Borghetto, sin dal Medioevo sia stata frazionata tra numerosi proprietari, privati e religiosi.
Nel 1421 la rocca di San Leonardo era proprietà dell’Ospedale di Santo Spirito.
Negli ultimi anni del XV secolo gli abitanti della rocca scendono al piano e danno vita all’insediamento del Borgo, in posizione più funzionale alle crescenti attività che si svolgevano nel porto sul Tevere, navigabile fino a Perugia.
Posto in prossimità dell’attuale Ponte Felice, il porto era interessato a un intenso movimento di merci soprattutto da e verso Roma.
Vi sorgono pertanto varie attività artigianali come fornaci da calce, fabbriche di laterizi: è il periodo in cui
l’insediamento del Borghetto al piano, pur tra alterne vicende, non fu mai abbandonato proprio per la sua posizione strategica nei pressi del ponte sul Tevere, dove oltre all’incombenza del pagamento del dazio si poteva trovare ristoro nella locanda, stazione di sosta e di posta anche per i cavalli.
A seguito di ciò la vita del Castello inizia un lento ma costante declino, con passaggi di proprietà e occupazioni militari, tra abbellimenti e incendi.
Successivamente, per volontà di papa Paolo III Farnese, entra nel Ducato di Castro.
Dopo la disfatta dei Farnese, il maniero tornò per molti anni nel patrimonio di San Pietro, nel 1790 esso fu ceduto alla famiglia spagnola degli Andosilla.
Nel 1798 un incendio distrusse gli interni del castello, causando il crollo dei solai, sostenuti per lo più da travi di legno.
Il Castello ha vissuto un ultimo momento di gloria nel 1831, in occasione di uno scontro tra le truppe pontificie e i rivoltosi.
Di notte, nel 1950, crollò l’alta torre, ben visibile nelle antiche stampe e disegni e nelle foto della prima metà del secolo scorso.
Aspetto
Quel che rimane della rocca occupa tutto lo spazio della roccia tufacea, ha pianta irregolare, si ergeva con tre piani, i cui solai sono completamente perduti, vi sono dei magazzini ma non su tutta la superficie.
La chiesa, dedicata a San Leonardo di Noblac, si trova tra la rocca e l’antico borgo, di cui non rimane praticamente traccia, ma che è testimoniato dalle antiche vedute.
È frutto plausibilmente della ristrutturazione di un preesistente edificio cistercense.
La copertura è completamente crollata, così come parte della pavimentazione, riportando alla luce le vecchie sepolture.
È costituita da una sola navata a pianta rettangolare che si conclude con un’abside.
Sulla parete destra rimangono tracce di affreschi di buona mano; richiamano alla mente le opere del Pastura, anche se le condizioni di degrado non consentono un’attribuzione.
Il campanile era costituito da tre piani, anch’essi ormai con i solai interamente crollati.
Sembrerebbe sia una costruzione anteriore alla chiesa, probabilmente la vela a duplice fornice si innesta su una precedente torre avente funzione di avvistamento e di difesa.
Nota di ringraziamento
Si ringraziano i proprietari della Fattoria Lucciano, all’interno della cui tenuta sono contenuti i ruderi del castello per la loro cortesia e disponibilità.
Si sconsiglia vivamente di avvicinarsi ai ruderi che conservano numerose parti in alzato di precaria stabilità.
Nota
Foto e testi di Pierluigi Capotondi e Silvio Sorcini.
Fonti documentative
https://www.fattorialucciano.com/it/luoghi_da_visitare/il-castello-di-borghetto/
https://tesorinascostiagrofalisco.wordpress.com/
www.lazionascosto.it
https://it.wikipedia.org/wiki/Borghetto_(Civita_Castellana)
mappa
Link alle coordinate: 42.34330185089739, 12.453769459475879