Castello di Configni – Rieti

Un altro castello che appartenne alla provincia di Perugia fino al 1923 poi passato a Roma e infine alla neoistituita provincia di Rieti nel 1927.

 

Cenni Storici

Il castello di Configni fu fondato, probabilmente nel X secolo, in un sito di confine, come attesta lo stesso toponimo, tra il comitato di Sabina e quello di Narni, nel quale era incluso.
La prima notizia riguardante Configni risale ad una bolla di papa Benedetto III dell’856 in cui si cita la località “che appellasi pietra di Configni”.
Durante il pontificato di Giovanni X (898-900) Configni divenne possedimento dell’Abbazia di Farfa; nel 1027 la longobarda Susanna, figlia di Landolfo e di Taxia, con il consenso del marito Attone, conte sabino, confermò la donazione all’abbazia farfense.
Dopo questa data il castello non compare più tra le carte farfensi, si deve ritenere pertanto che il monastero lo abbia alienato o locato non molto tempo dopo.
Nel 1036 nel territorio di Configni, Susanna, figlia del defunto Berlengario e nonna del monaco Gregorio da Catino, il ben noto cronista farfense, aveva acquistato un terreno vignato dal nobiluomo Guinizone.
Nella seconda metà del XII secolo, Configni era soggetto allo stato della Chiesa e doveva corrispondere come censo annuo 50 soldi, più altri 6 da versare ai collettori. Successivamente, secondo quanto riportato da un privilegio emanato da papa Gregorio IX nel 1227, entrò nell’orbita del Comune di Narni, al quale dichiarò formalmente sudditanza e fedeltà, impegnandosi ad offrire, per la festa di San Giovenale, patrono della città, un cero del peso di due libbre.
Il 27 gennaio del 1277 nella loggia del palazzo comunale di Narni gli uomini del castello di Configni rinnovarono il loro giuramento di fedeltà e di vassallaggio, per loro e per i loro discendenti, al comune narnese.
Nel 1401 Papa Bonifacio IX (1389-1404) scorporò dal contado di Narni Configni e, nel 1401, lo donò a suo fratello Andrea Tomacelli, che lo detenne per breve tempo, per volere di Papa Giovanni XXIII (1410-1415), fu concesso in feudo a Francesco Orsini, insieme al castello di Lugnola, dietro pagamento di un censo annuo, consistente in un falchetto da caccia.
Nel 1433 i due castelli furono compresi in una riorganizzazione ed in una nuova suddivisione di tutti i beni che gli Orsini possedevano in Sabina.
In questo stesso anno gli uomini del castello dovettero inviare sette soldati a piedi bene armati ad Otricoli per contribuire a formare l’esercito pontificio.
I due castelli rimasero in possesso di Francesco Orsini che nel 1452 vide convertito il suo censo annuo di un astore in una libbra di argento, mentre nello stesso periodo scoppiò una controversia confinaria con Lùgnola.
Alla morte di Francesco, i due castelli furono ereditati dall’arcivescovo di Taranto Marino e dai suoi fratelli, mentre il censo fu ancora convertito in 8 fiorini di camera.
Nel 1481 il censo fu corrisposto da Raimondo Orsini, conte di Gravina, nel 1489 da Francesco Orsini, nel 1510 da Ferdinando Orsini, duca di Gravina, nel 1525 da Giovanni Antonio Orsini, duca di Gravina, che, nel 1538, aggiunse ai due castelli anche San Gemini.
Nel 1539 Ferdinando Orsini e suo fratello Giovanni emanarono gli statuti comunali, tuttora conservati presso l’archivio storico comunale.
In quegli anni si fece anche particolarmente accesa la disputa con il vicino centro di Vacone, cui gli Orsini cercarono di porre rimedio con leggi sui confini e limiti territoriali di giurisdizione (1561).
Per una breve parentesi, dal 1603 al 1609, Configni entrò in possesso di Paolo Emilio Cesi, marchese di Riano, per tornare nel 1609 sotto il dominio di Giovanni Antonio Orsini, conte di Nerola, duca di San Gemini e principe di Scandriglia.
Gli Orsini mantennero il potere sulla zona sino al 1708, allorché Clemente XI distolse Lugnola e Configni dalla provincia Sabina e li attribuì al territorio di Spoleto.
Durante l’occupazione francese Configni appartenne dapprima al dipartimento del Clitunno (1798-1799), per passare poi al dipartimento di Roma, circondario di Rieti, cantone di Torri (1810-1914).
Con la restaurazione del potere pontificio e la riforma del 1816 -1817 Configni con Lugnola furono assegnati alla delegazione di Rieti, distretto di Poggio Mirteto, governo di Calvi.
Nel riparto territoriale del 1827 Configni, con l’appodiato Lugnolae una popolazione di 551 abitanti, è inserito nella Comarca di Roma, distretto e governo di Poggio Mirteto, come comunità dipendente dalla podesteria di Cottanello, mentre in quello successivo del 1831 appartiene alla legazione di Rieti, distretto e governo di Poggio Mirteto.
A metà dell’ottocento ha un’albergo, due botteghe di ferri lavorati, sali e tabacchi, oste, falegname, muratore, ebanista, calzolaio, tinozzaro, e conta 445 abitanti, dei quali 296 vivono in campagna e 149 entro il paese.
In tutte formano 103 famiglie, ristrette in sole 86 case; è attiva l’agricoltura, che fornisce ottimi e copiosi raccolti.
Vi è un Medico che assiste i malati, e vi è pure il Maestro di scuola. Ha per Appodiato Lugnola.
Nel 1861 entra a far parte del Regno d’Italia appartenendo alla provincia di Perugia sino al 1923, passa poi alla provincia di Roma e dal 1927 è inclusa nella neo istituita provincia di Rieti; Lugnola, che ne ha seguito le vicende, costituisce tuttora frazione di Configni.
 

Fonti documentative

http://siusa.archivi.beniculturali.it/

http://www.comune.configni.ri.it/

Adone PALMIERI, Topografia Statistica dello Stato Pontificio: ossia breve descrizione delle città e paesi, loro malattie predominanti, commercio, industria, agricoltura, istituti di pubblica beneficenza, santuari, acque potabili e minerali, popolazione […], parte terza Provincie di Velletri, Rieti e Frosinone – Tipografia Forense, Roma 1858.
 

Nota

La galleria fotografica ed il testo sono stati realizzati da Silvio Sorcini.
 

Mappa

Link alle coordinate

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>