Castello di Massa Martana – Massa Martana (PG)

Da non perdere sotto il periodo Natalizio la mostra dei presepi e il meraviglioso “Presepe di ghiaccio

 

Cenni Storici

Il luogo ove ora sorge Massa Martana è abitato da lunghissimo tempo, come mostrato da numerose testimonianze archeologiche.
La presenza di insediamenti stabili di popolazioni umbre è documentata da cinque tombe a fossa, databili tra l’VIII ed il III secolo a.C., rinvenute in un colle presso la chiesa di Santa Maria della Pace e dai possenti ruderi di mura in opera quadrata in località Monticastri.
In epoca romana il territorio era attraversato dalla Via Flaminia, nel sito oggi occupato dalla chiesa di Santa Maria in Pantano era la “Statio ad Martis“, che garantiva sosta e ristoro ai viaggiatori in transito.
La presenza della strada consolare favorì, fin dai primi secoli la rapida diffusione del Cristianesimo, di cui rimangono numerose testimonianze storiche, agiografiche e monumentali, prima fra tante l’unica catacomba cristiana rinvenuta in Umbria, sita nei pressi del ponte Fonnaia, sviluppatasi tra il IV e il V secolo.
Alla caduta dell’impero romano la Flaminia fu una delle strade maggiormente utilizzate dagli eserciti barbari, in particolare durante il lunghissimo periodo della guerra tra Goti e Bizantini (535-553) si trasformò in un campo di battaglia.
Vicus Martis non era più un luogo sicuro e la popolazione lo abbandonò per trasferirsi sulle cime delle alture circostanti, che offrivano maggiori possibilità di sicurezza su cui iniziano a sorgere insediamenti fortificati, dai quali poi deriveranno i castelli medievali di Massa Martana e delle sue odierne frazioni.
Le origini del castello di Massa risalgono all’epoca della dominazione longobarda, tra il VII e VIII secolo; attesta tale origine anche il nome, ricorrente con frequenza nei documenti longobardi nel senso di insieme di abitazioni fortificate.
L’appartenenza di Massa al potente Ducato longobardo di Spoleto è testimoniata anche dall’abbondante presenza di chiese e monasteri benedettini.
Nel X secolo il territorio di Massa entrò a far parte del feudo degli Arnolfi, nel 1094 fu cinta da nuove mura proprio da un loro discendente, Raniero di Bonaccorso, dal quale si originò il ramo della nobile famiglia Bonaccorsi Fonzi di Massa.
Nel 1277, per volere del Vescovo di Todi Bentivegna, Massa fu protetta da una nuova cinta muraria, più ampia della precedente.
Nel 1305 i ghibellini di Todi assediarono per lungo tempo il Castello, salvato per l’intervento di Perugia e di Benedetto XI.
Nel 1397 Bonifacio IX accolse le suppliche dei massetani e li liberò dalla giurisdizione di Todi, ponendoli sotto la protezione diretta della Santa Sede.
Lo stesso Bonifacio, nel 1403, revocò la propria decisione restituendo il castello e le sue terre al dominio della città rivale.
I massetani contestarono ripetutamente tale dominio, nel 1432, nel 1469 e nel 1473, quando papa Sisto IV in un primo momento accolse le richieste di autonomia, per poi annullarle nuovamente.
Alessandro VI pose poi Massa sotto il governo del Collegio dei Chierici.
Fu saccheggiata nel 1516 su ordine dal governatore pontificio di Todi per non aver voluto alloggiare alcuni reparti militari della chiesa.
Nel 1565 la Camera apostolica cedette Massa a Todi per 23.000 scudi d’oro, ma i suoi abitanti ottennero l’annullamento dell’atto di vendita, pagando essi stessi alla suddetta Camera apostolica un riscatto di 11.000 scudi d’oro, liberandosi così, definitivamente, dalla giurisdizione dell’odiato vicino.
Nel 1571 la Comunità di Massa si pose sotto la protezione perpetua del Collegio dei cardinali e riformò lo statuto comunale.
In base ad esso, l’amministrazione locale era composta da un podestà, con piena giurisdizione civile, penale ed amministrativa, che durava in carica per sei mesi; da due sindaci; da quattro priori e da un consiglio dei Dieci.
Tali cariche venivano conferite dal consiglio generale, composto da tutti i capifamiglia residenti nella Comunità, che si riuniva nel chiostro della chiesa parrocchiale di San Felice.
Quattro camerlenghi, con l’incarico di esattori e tesorieri, due baiuli, per il disimpegno dei servizi giudiziari ed amministrativi, ed un luogotenente delle milizie completavano l’organizzazione amministrativa dell'”Illustre Terra di Massa nell’Umbria“.
Tale struttura, tranne una breve interruzione nel periodo napoleonico, quando Massa fu mairie con giurisdizione su una vasta zona, fu in vigore fino al 1860.
Con il plebiscito di quello stesso anno anche Massa venne a far parte del Regno d’Italia, assumendo, nel 1863, l’attuale nome di Massa Martana, derivato dall’antico insediamento romano di Vicus Martis, luogo dedicato al culto del dio Marte.
Nell’Italia postunitaria anche Massa Martana seguì le vicende amministrative ed istituzionali di tutti i comuni italiani.
 

Aspetto

Il borgo medievale mantiene ancor oggi l’antico fascino, si presenta chiuso dalle possenti mura della fine del XIII secolo, arricchite da bastioni e porte.
Il monumentale ingresso principale presenta incastonate sul lato destro una serie di stemmi e pietre incise, tra cui l’iscrizione romana che ricorda il restauro della via Flaminia fatto eseguire dall’Imperatore Adriano, nonché gli stemmi della nobile famiglia Fonzi e di Massa Martana con un fiore a cinque petali e la mezzaluna.
Varcata la porta, si entra nella piazza principale del borgo, Piazza Umberto I, ampia e regolare, definita da alcuni degli edifici più rappresentativi, primo tra tutti la Chiesa di San Felice.
In piazza Umberto I, di fronte alla chiesa di San Felice e dietro al monumento ai caduti, due lapidi murate sulla facciata dell’elegante palazzo che li ospitò nel 1849 ricordano la sosta di Anita e Giuseppe Garibaldi a Massa Martana.
Il resto del borgo mantiene la caratteristica configurazione urbanistica medievale e un tessuto edilizio da ascrivere in gran parte al XVI e XVII secolo, segno evidente della stagione di prosperità vissuta all’epoca, quando erano presenti anche un ospedale e un’accademia letteraria.
La Chiesa di San Sebastiano, sede dell’omonima confraternita, documentata fin dal secolo XV, si trova lungo via Regina Margherita, l’edificio, integralmente restaurato alla fine del ‘500, all’esterno presenta le caratteristiche tipiche dell’edificio devozionale dell’epoca, con le due finestrelle laterali e una più grande in alto a dar luce.
Il campanile, disposto sulla destra della facciata, è a vela a doppio fornice.
L’interno è a navata unica, con un altare barocco ligneo che inquadra lo stendardo opistografo, cioè decorato su ambo i lati, dipinto da Pietro Paolo Sensini nel 1595, raffigurante la Madonna con il Bambino tra San Felice e San Sebastiano sul lato verso i fedeli e Gesù Cristo in croce fra due confratelli sul lato retrostante.
Sopra, nella lunetta, è affrescata un’Annunciazione di non buona mano.
Ai lati dell’altare si trovavano due interessanti statue lignee policrome raffiguranti San Giovanni Evangelista e San Sebastiano, riferibili al XVIII secolo.
Di fronte si trova ilpalazzo comunale, costruito nella seconda meta del XVI secolo sul sito dell’antico ospedale di Sant’Antonio, documentato sin dal XIV secolo.
L’aspetto attuale dell’edificio pubblico, riconoscibile dalla caratteristica torre campanaria, è derivato dagli interventi di restauro compiuti alla fine del XIX secolo.
Una menzione merita la scultura collocata in piazza della Rinascita, opera di Ilario Fioravanti, per celebrare la rinascita del borgo dieci anni dopo il terremoto.
L’opera, realizzata in bronzo, raffigura una fanciulla a grandezza naturale seduta su un muretto nel nuovo spazio sapientemente ricavato dai restauri all’interno del centro storico.
Da ricordare infine la ex Chiesa della Madonna del Giglio, purtroppo non visitabile perché di proprietà privata, che nel corso della sua storia è stata anche adibita a cabina elettrica, pur contenendo al suo interno pregevoli affreschi.
Da non perdere, nel periodo natalizio, la favolosa esposizione di presepi, tra cui l’ormai mitico presepio di ghiaccio.
 

Fonti documentative

NESSI- CECCARONI, Da Spoleto a Massa Martana, Spoleto, 1978.
CARLO RIDOLFI Massa Martana Dalle origini al terzo millennio Editrice la Rocca 2009
PIETRO CARUSO, Massa Martana. Il suo territorio, la sua gente, ieri ed oggi, 2000;

http://www.massamartanaturismo.it/il-borgo#origini

http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodente&Chiave=32101

http://www.comune.massamartana.pg.it/Mediacenter/FE/CategoriaMedia.aspx?idc=79&explicit=SI

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane

http://www.massamartanaturismo.it/chiese

 

Nota

La galleria fotografica ed il testo sono stati realizzati da Silvio Sorcini.
 

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