Castello di Montegiove – Montegabbione (TR)


 

Cenni Storici

Il nome deriva forse da un preesistente insediamento occupato da un santuario umbro preromano (Jupiter Elicius – dio che scende nel lampo).
E’ accertato che qui nacque la Beata Angelina nel 1357 e all’’interno del castello si conserva una cappellina a lei dedicata; viene celebrata il 25 settembre.
Il castello fu costruito da Nerio dei conti di Marsciano, intorno al 1281, a forma ovoidale, sulla viva roccia, tra boschi di querce e castagni, quando vendette al comune di Perugia la giurisdizione su Marsciano; Nerio ne fu il primo conte; fu lui che nel 1282 ottenne dal vescovo di Orvieto la costruzione di un oratorio, la Scarzuola, “nella tenuta presso il castello di Montegiove“.
Nel 1346 il castello fu notevolmente fortificato e il 9 giugno del 1380 i conti chiesero la sottomissione a Perugia, contro le vessazioni delle tasse imposte da Orvieto; sottomissione che durò fino al 1394.
Gli ultimi conti di Montegiove si estinsero in seguito ad un’epidemia di peste e gli ultimi due, i fratelli Nicolò e Mariano morirono senza lasciare eredi ed il castello passò nelle mani di Francesco di Petruccio, abate di Monteorvietano.
Nel 1400, dopo la morte dell’abate, i montegiovesi, stanchi delle continue vessazioni impositive, si ribellarono ed elessero a loro signore Francesco di Montemarte conte di Corbara il quale, nel 1417, vendette il castello a Pier Antonio Monaldeschi della Vipera.
Nel 1455 passò ai Gattamelata e dopo il matrimonio di Bianca Paola Gattamelata detta Todeschina, figlia del celebre condottiero Erasmo da Narni (Narni 1370 – Padova 1443), con Antonio di Ranuccio Bulgarelli (1429 – 1483) conte di Marsciano, famoso capitano di ventura, ritornò ai Marsciano.
Ad Antonio si deve il restauro della Scarzuola e nella stessa chiesa vi fece seppellire sua moglie Todeschina nel 1498.
La proprietà si andò frazionando, finché fu ricostituita dai Misciatelli (1780), che la detengono tuttora.
Il paese di Montegiove e relativo castello hanno fatto parte dello Stato della Chiesa e, dal 1860, del Regno d’Italia.
Attualmente il paese ha meno di cento abitanti, ma è stato Comune autonomo fino al 1869 quando fu soppresso, con Regio Decreto N° 5170 del 27 giugno, e accorpato al comune di che all’epoca faceva parte della provincia di Perugia.
Nel secolo scorso nella zona furono trovate due teste di Giove, tombe etrusche e monete romane a significare l’innesto delle due grandi civiltà.
 

Aspetto

Il castello di Montegiove, nonostante i numerosi rifacimenti, si presenta massiccio e superbo con mura, torri, fossato; un blocco imponente di pietra fondato sulla roccia, fasciato di edera, circondato da querce, lecci, cipressi e abeti; al suo interno c’è la cappella dedicata alla Beata Angelina.
Sopra la porta è lo stemma gentilizio, in alto i merli guelfi, nell’interno solide scalinate a chiocciola, il cortile, il cassero, il pozzo.
Lo stemma marchionale di Montegiove è: in alto colomba con ramoscello di olivo e sotto un vivace micio.
Tutto è in ordine e ben tenuto dagli attuali proprietari.
 

Nota

La galleria fotografica ed il testo sono stati prodotti da Silvio Sorcini.
 

Fonti documentative

Felice Rossetti – La beata Angelina dei conti di Montegiove – 1976 in Mario Tabarrini – L’Umbria si racconta Dizionario E-O – 1982
 

Da vedere nella zona

La Scarzuola
Chiesa della Madonna delle Grazie Montegabbione
Chiesa di San Lorenzo – Montegiove
Chiesa di Santa Maria della Visitazione – Montegiove
Castello di Fiori – Montegabbione
Castello di Montegabbione
 

Mappa

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