Castello di Rosaro – Acquasparta (PG)

Strutturalmente il castello non esiste più, si rilevano tracce della sua esistenza attraverso dei dettagli architettonici ancora pienamente leggibili in qualche antica porta.

 

Cenni Storici

Il piccolo paese, collocato vicino a Casigliano, si trova su una collina alta 363 m s.l.m., alla sinistra della valle del torrente Naia.
Probabilmente il toponimo deriva dal termine “Roseto“.
Nel 1250, assieme ai castelli vicini, fu saccheggiato dai ghibellini tuderti.
Per Rosaro, infatti, passava la via Ulpiana, anticamente chiamata anche Strata o Petrosa o delle Sette Valli: essa si immetteva poi, a San Gemini, sull’antica via Flaminia, e si incrociava anche con la via Romana che conduce a Spoleto e con una strada che conduce a Terni.
Signore di Rosaro fu il casiglianese Ludovico degli Atti; alla fine della sua famiglia, il paese passò alla Camera Apostolica e nel 1607 fu venduto ai Corsini, assieme a Sismano.
Nel XVII secolo, il territorio di Rosaro fu oggetto di studi paleontologici da parte di Federico Cesi, il fondatore dell’Accademia dei Lincei.
Nei pressi di Rosaro erano attive miniere di lignite.
Antico castello, risalente al Medioevo, con una sola porta.
Oggi è ridotto ad insediamento agricolo, in condizioni di grave degrado e poco rimane del nucleo medioevale.
Le abitazioni sono solitamente poste al piano superiore, raggiunte da ripide scale, in basso vi sono le stalle o le cantine.
 
 
 

Chiesa di San Lorenzo

La Chiesa di San Lorenzo, nel 1467, faceva parte della Vicaria di San Faustino, e ne era rettore il Parroco di Casigliano, Don Andrea Bartoli.
È edificata in pietra sopra le antiche mura castellane.
La torre campanaria in mattoni è collocata in corrispondenza dello spigolo anteriore sinistro della facciata stessa, fu innalzata nel 1736 dal parroco Don Carlo de Silvis.
L’impianto, internamente intonacato e tinteggiato, è costituito da un’unica navata coperta con falde sorrette da capriate; il piccolo presbiterio è sollevato e separato dall’aula grazie ad un arco trionfale poggiato su paraste doriche; l’abside quadrata è voltata a botte e dipinta di un rosso acceso.
L’originario altare maggiore, in marmi policromi su pedana in travertino, è accompagnato da due altari laterali in muratura con pedane in marmi policromi.
Le pareti esterne sono lavorate in pietra a facciavista; il prospetto principale, accessibile grazie ad una rampa laterale di sei alzate, è caratterizzato dalla sola presenza del portale d’accesso con cornice in stucco e del rosone sovrastante.
La chiesa è inagibile a seguito del terremoto del 2016.
 
 
 

Chiesa della Madonna del Soccorso

Al bivio di Rosaro si trova un’altra chiesa, la Madonna del Soccorso, eretta nel 1602, come si desume del rogito del cancelliere vescovile Giovanni Celi.
Fu governata dagli officiali della Compagnia del Sacramento.
È in stato di deplorevole abbandono.
Edificata in laterizio, ha un grande campanile a vela a doppio fornice, disposto lateralmente sul retro della canonica.
La facciata è ornata da un semplice portale, con a fianco due finestrelle e sopra un finestrone.
L’interno, a una sola navata e con copertura a capriata è completamente spoglio ad eccezione dell’altare maggiore.
 

Fonti documentative

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedacc.jsp?sinteticabool=true&sintetica=true&sercd=87147#

https://it.wikipedia.org/wiki/Rosaro_(Acquasparta)

http://www.comune.acquasparta.tr.it/Mediacenter/FE/CategoriaMedia.aspx?idc=261&explicit=SI

 

Nota

La galleria fotografica ed il testo sono stati realizzati da Silvio Sorcini.
 

Mappa

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