Cenni storici
Negli antichi documenti è conosciuto con differenti appellativi:
“Castilionis, Castiliuni, Castellionis, Castiglione, Chastiglioni, Castilliones, Castelione,Castilioni Ildebrandi, Castelionis Ildibrandi, Castilionis Aldovrandi, Castilionis Alrevandi, Castilionis Aldrovandi, Castiglione Altrobandi, Castiglione Aldroandi, Castiglione Altobrando, Castiglioncello“.
Posizionato a 864 metri di altezza sul monte omonimo tra Umbertide e Gubbio, occupava una posizione così strategica che dalle sue mura dominava un territorio immenso e per questo fu aspramente conteso tra i Perugini e gli Eugubini, anche se i suoi abitanti furono sempre fedeli a quest’ultimi ed è sempre rimasto nel comune di Gubbio; sin dal periodo Longobardo faceva parte del sistema difensivo del “Corridoio Bizantino” per controllare la strada tra Gubbio e Perugia e il collegamento tra Roma e Ravenna.
Probabile che il Castello sia stato un’antica fortezza Bizantina, ed ebbe un’importanza rilevante nella difesa del corridoio, costruito in un punto strategico nel sistema difensivo dell’Eugubino.
Nel corso della sua storia, a dimostrazione della sua funzione difensiva, fu distrutto ripetutamente e di nuovo ricostruito, infatti fu abbattuto nel 1217, ricostruito nel 1250, nuovamente ristrutturato nel 1415 e nel 1432.
Il castello di Castiglione Ildebrando, una volta feudo di Ildibrando Dux, passò alla canonica di S. Mariano nel 1163, grazie ad una donazione fatta da Rainerius Aldrevandini con la madre Forestia i quali donano al priore della canonica di S. Mariano, Benedetto, la loro parte del castello di Castiglione e della sua curia, la loro parte del castello di Agello e della sua curia, la loro parte della curia di Lisiano.
Nello stesso anno Federico Barbarossa riceve il monastero di S. Pietro in Gubbio sotto la sua protezione e gli conferma il possesso dei beni nelle corti di diversi castelli, tra i quali “in curte Castiliuni“; il privilegio sarà riconfermato da Alessandro III (1159-81) nel 1170 e da Lucio III (1181-85) nel 1182.
Il 5 giugno 1191, l’Imperatore Enrico VI assolve gli eugubini dal Bando Imperiale e da altre offese a lui recate, concedendo loro tra gli altri privilegi il permesso di edificare sul monte la nuova città, e pone la città sotto la sua protezione; tra i beni concede Castrum Castilioni Ildebrandi.
L’imperatore Ottone IV, nel 1211 conferma alla città di Gubbio i suoi possedimenti, tra i quali conferma Castrum Castilioni Ildebrandi, ma 5 anni dopo il castello è conquistato dai perugini in guerra con Gubbio, ma nello stesso anno il castello e quello di Vaccheria vengono ripresi dagli eugubini; i danni subiti comunque erano ingenti e fu necessario un intervento radicale di ricostruzione che avvenne nel 1250 quando il castello di Castiglione Ildebrando viene ricostruito.
La guerra con Perugia si conclude con l’arbitrato di Tiberio di Ranaldo de Valcellis, sindaco di Città di Castello; l’arbitrato stabilisce tra l’altro che il castello di Fossato debba essere ceduto ai perugini, mentre quello di Castiglione debba essere raso al suolo (cosa che mai avvenne, anzi furono imposte tasse per la sua ricostruzione).
Già nel 1415 erano già state riedificate la bastia e la torre e fu stabilito che fosse difeso da appositi castellani.
Ai primi di aprile del 1417 ospitò Carlo Malatesta quando venne messo in libertà da Braccio Fortebraccio dietro versamento di una taglia.
Nel 1582 Francesco Maria Feltrio della Rovere, Duca VI di Urbino, Signore di Pesaro e Senigallia, Conte di Montefeltro e Durante, grato per gli innumerevoli servigi prestatigli dall’Ill.mo Sig. Ubaldo de Beni, nobile eugubino, donò a lui e ai suoi figli il castello di Castiglione Aldobrando con tutto il suo territorio.
La famiglia Beni rimase proprietaria fino al 1644 quando Modesta Beni dei conti di Castiglione Aldobrando (figlia di Francesco Beni e sorella di Giulio, Giacomo, Ubaldo, lo portò come dote quando sposò Giulio della Porta “conte ereditario delli feudi di Frontone e Biscina” e capitano di una compagnia di soldati al servizio del re di Spagna.
Le sorti future del castello e le sue vicende storiche sono sempre legate alla città di Gubbio da cui è stato sempre fedele.
Aspetto
Seppur abbia subito consistenti modifiche architettoniche nel corso dei secoli per adattare i fabbricati a dimore residenziali, il castello ha comunque mantenuto il su aspetto dominante; oggi si può notare una possente torre merlata, la chiesa dedicata a Santa Maria del Rosario e resti di mura che chiudono un ampio cortile interno.
Chiesa di Santa Maria Assunta
Nel 1170, Alessandro III conferma alla Canonica di S. Mariano la parte del castello e della Chiesa, ma la stessa, forse era fuori del castello; ciò si deduce dal diploma di Alessandro III, il quale nel 1189 conferma alla Cattedrale il possesso della Pieve di S. Donato, che si trovava appunto, a pochi passi dal castello.
Crollata questa Chiesa, la sede parrocchiale fu trasferita nella cappella del castello.
Successivamente dopo i primi miracoli, aumentò la devozione per la Madonna del Rosario; iniziarono i pellegrinaggi da parte dei parrocchiani di Ramazzano, Pontepattoli, Piccione, Colpalombo, S. Martino in Colle, Vallingegno, S. Vittorino, Carpiano, S. Angelo dopo Serra, e anche da Gubbio e da Perugia.
Con le elemosine che si raccolsero in occasione dei miracoli, fu iniziata una nuova Chiesa, che fu benedetta nella prima domenica di Settembre del 1644, dal Vescovo Mons. Alessandro Sperelli.
La Chiesa aveva sette altari.
L’altar maggiore, dov’era la statua miracolosa della Madonna del Rosario; gli altari laterali erano dedicati a: S. Liberata, S. Giuseppe, alla Pietà, al Crocifisso, a S. Antonio Abbate e al SS. Sacramento.
La Chiesa era lunga m.22, 50 e larga 8, 70, però il vento è tremendo a Castiglione e un turbine danneggiò gravemente il tetto; non avendo mezzi per ripararla, per sette anni, la Chiesa rimase “scoperta e danneggiata“.
La chiesa fu riparata e il 18 Dicembre 1882 e fu benedetta di nuovo.
La chiesa fu in parte ristrutturata dopo il terremoto del 1984.
Dopo gli eventi sismici del 2016 è stata disposta ordinanza di inagibilità della stessa e sono stati effettuati interventi di messa in sicurezza del campanile.
Interno
La pianta è rettangolare ad unica navata con abside semicircolare.
L’aula è divisa in cinque campate da archi diaframma; il presbiterio nell’ultima campata è rialzato di un gradino, l’abside ha con copertura a semi-cupola.
Sia internamente che esternamente la chiesa è in pietra faccia a vista.
L’illuminazione naturale dell’aula è possibile da due monofore poste ad est e una posta ad ovest.
La copertura di aula e presbiterio è a capanna con travi e travetti in legno e soprastanti pianelle in laterizio.
Fonti documentative
Piero Luigi Menichetti – Castelli, Palazzi Fortificati, Fortilizi, Torri di Gubbio; dal sec. XI al XIV – 1979
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/18514/Chiesa+di+Santa+Maria+del+Rosario
Nota
Le foto sono di Alberto Monti.
Mappa
Link alle coordinate: 43.281302 12.485928