Cenni storici
Nella Valle del Giovenzano, dopo aver attraversato boschi di castagni e querce, Cerreto Laziale accoglie con le sue tradizioni, in particolare gastronomiche e artistiche.
L’attenzione alla cultura contemporanea si esprime nel Museo di Arte Moderna e Contemporanea e nella Galleria di Arte Moderna e contemporanea, strutture nelle quali si organizzano mostre e visite.
Per chi cerca novità gastronomiche Cerreto offre le “pizzarelle“, pasta acqua e farina condita con sugo di pistacchi, a cui nel mese di settembre è dedicata una sagra che coincide con la festa della Madonna delle Grazie e con l’appuntamento della “calata” della Madonna.
Altra importante tradizione cerretana è la “Festa della Gatta“: ad aprile il paese si veste a festa, apre le sue cantine, addobba e imbandisce i rioni per rievocare la sconfitta del brigante Marco Sciarra avvenuta nel 1592.
Allora tutti insieme a cena e ad ammirare il “Palio della Gatta“, come nella migliore tradizione delle feste popolari; e allora i fuochi d’artificio fanno risplendere proprio quel castello dove i cerretani si rifugiarono in occasione dell’assedio del brigante.
Circa 1000 abitanti; m. 520, nell’alta Valle dell’Aniene, nel comprensorio dei Monti Ruffi.
Situati nel settore orientale del territorio metropolitano di Roma Capitale, i Monti Ruffi si sviluppano su una superficie complessiva di circa 66 kmq.
L’area è delimitata da due pianure alluvionali, a est la valle dell’Aniene che con i suoi vasti terrazzi alluvionali all’altezza di Roviano e Anticoli Corrado la separa dai monti Simbruini; a ovest la valle del torrente Fiumicino (Giovenzano), meno ampia rispetto alla precedente, che la separa dai monti Prenestini.
La struttura, per lo più montuosa, è orientata N-NO S-SE; le cime principali che ne individuano la dorsale sono il m. Macchia, l’abitato di Saracinesco, m. Cerasolo e i rilievi di Costasole, con altitudini superiori ai 1000 metri e acclività spesso elevate.
Le caratteristiche del territorio hanno condizionato l’evoluzione urbanistica dei paesi che si sono sviluppati sulle cime dei rilievi posti in prossimità delle due valli principali; in particolare, nel versante che si affaccia sulla valle dell’Aniene, ricco di acqua e di risorse naturali, si è avuto lo sviluppo e la crescita dei centri abitati di Roviano, Anticoli Corrado e Marano Equo, famosi per le opere di presa dei principali acquedotti dell’antica Roma e la presenza di sorgenti minerali.
Alla presenza di vaste zone montane incontaminate con leccete, querceti e castagneti, insieme a particolari morfologie legate ai fenomeni carsici (doline e inghiottitoi, specie nel comune di Cerreto Laziale), si accompagna una fauna di notevole importanza che annovera mammiferi come il tasso e la martora insieme a uccelli rapaci come la poiana e lo sparviero.
Il territorio di Cerreto Laziale, in particolare l’area presso la Fonte di Farolfo in località Le Jonte, risulta abitato fin dall’antichità, come testimoniano i resti di mura poligonali di età romana.
Il sito attuale, sulla sommità di un rilievo leggermente distaccato dalle alture circostanti, risale alla prima metà dell’XI secolo.
L’abitato, nonostante vicende tumultuose nei suoi primi secoli di vita, rimase dotato di mura perimetrali fino alla fine del XIV, quando fu edificato il castello e vi fu stanziata una guarnigione.
Il castello, di forma trapezoidale e munito di quattro torrioni, colpisce ancora per l’imponenza del maschio, la poderosa torre superstite all’ingresso del centro storico.
Cerreto restò sotto il controllo del Monastero di Santa Scolastica di Subiaco fino al 1753, passando poi alla Congregazione vaticana del Buon Governo fino all’Unità d’Italia (1870); il nome completo di Cerreto Laziale si ha dal 1886 per distinguerlo da altri comuni omonimi.
Chiesa di S. Maria Assunta
Nei secoli XII-XIII fu costruita presso la vecchia Porta del Castello (Porta di S. Maria), ora scomparsa, la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta, che intorno alla metà dell’800 subì una grossa ristrutturazione, con una volta a botte che sostituì il precedente tavolato.
Nel 1870 iniziarono i lavori per rifare l’attuale campanile.
Oggi la chiesa, neoclassica, ha tre navate con tre cappelle per lato, un’abside semicircolare e una torre campanaria.
In una delle cappelle è la statua della Madonna delle Grazie, veneratissima e festeggiata il 13 settembre con processione, messe e spettacoli civili.
Chiesa di San Sebastiano
La chiesa di San Sebastiano, dedicata al patrono di Cerreto, fu edificata a prospetto del m. Ruffo intorno al 1571, come ricorda la scritta dedicatoria sulla facciata e un documento del Regesto Sublacense del 1572.
Nel 1640 la struttura originaria, più bassa dell’attuale, era priva della cantoria, della sacrestia e dei locali annessi; aveva due altari, quello maggiore con la statua in stucco cinquecentesca di S. Sebastiano e quello minore a destra dell’ingresso, dedicato prima a S. Carlo Borromeo e dalla fine del ‘600 a S. Francesco.
Oggi la chiesa si presenta come una grande aula rettangolare terminante con una cappella absidata, con la facciata sormontata da un timpano sotto il quale corre la scritta dedicatoria, e con il portale principale con incorniciatura del ‘500 in travertino fiancheggiata da finestrelle; sopra il portale si apriva un oculo, sostituito oggi da un riquadro maiolicato raffigurante la Trinità.
Al suo interno tre pilastri per lato addossati alla parete sorreggono tre archi ribassati sui quali poggia il tetto a due spioventi.
Due cappelline con resti di affreschi si aprono, una per lato, sulle pareti laterali; alle spalle dell’altare, in una teca ad arco in finto marmo, è un S. Sebastiano trafitto dalle frecce.
L’interno della chiesa era interamente affrescato; degli affreschi, cinquecenteschi e visibili fino all’800, restano solo dei brani sulla parete sinistra e ai lati dell’altare.
Tradizioni feste e folklore
Nella Valle del Giovenzano, dopo aver attraversato boschi di castagne e querce, Cerreto Laziale ci accoglie con le sue tradizioni gastronomiche e anche artistiche.
L’attenzione alla cultura contemporanea è data dal Museo Civico di Arte Moderna e Contemporanea (MAMeC) e dalla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea, strutture nelle quali si organizzano mostre e visite.
Il primo, inaugurato nel 2012 nel centro storico, ospita una collezione di oltre 200 opere pittoriche donate da artisti italiani e stranieri dopo mostre tenute a Cerreto.
Prelibatezze gastronomiche di Cerreto sono le “pizzarelle“, pasta acqua e farina condita con sugo di pistacchi, alle quali in settembre è dedicata un’importante sagra nella festa della Madonna delle Grazie e con l’appuntamento della “Calata” della Madonna.
Altro momento importante della tradizione cerretana è la “Festa della gatta“: ad aprile il paese si veste a festa, apre le cantine, addobba e imbandisce i rioni per rievocare la sconfitta del brigante Marco Sciarra.
Il 24 e 25 aprile 1592 alcune bande agli ordini di Marco Sciarra attaccarono il borgo incendiando tutte le abitazioni situate fuori dalle mura e uccidendo quanti non si erano posti in salvo all’interno delle fortificazioni durante l’assedio; la salvezza per Cerreto giunse grazie all’idea di usare una gatta per appiccare il fuoco agli accampamenti nemici; infatti i cerretani presero una gatta e gli avvolsero alla coda una pezza imbevuta di pece, dopodichè la incendiarono e la diressero verso i fienili delle truppe occupanti.
Nel marasma che ne seguì gli assediati attaccarono le truppe dello Sciarra facendole scappare, salvando così loro e il paese.
Per l’occasione tutti a cena e ad ammirare il “Palio della Gatta“, come nella migliore tradizione delle feste popolari. In questa situazione i fuochi d’artificio fanno risplendere proprio il castello dove i cerretani si ripararono in occasione dell’assedio del brigante.
Nel 1992 la comunità cerretana ha celebrato anche con opere d’arte contemporanea la ricorrenza del IV centenario del fatto storico.
Targa marmorea su muro della piazza:
“Libertà, Coraggio, Purezza, Fede; i veri, supremi valori della vita.
Che questi valori restino sempre in Cerreto. Saldi e immobili più della torre.
Don Gabriele Paolo Carosi“.
IV Centenario della liberazione di Cerreto dai briganti. Cerreto Laziale, 25 aprile 1992.
Associazione Pro Loco.
Targa marmorea sul fianco della chiesa di S. Sebastiano.
Lo spirito si esalta nel ricordare l’immane sacrificio di sangue compiuto dai cerretani contro gli scherani di Marco Sciarra nei giorni dal 14 al 25 aprile 1592.
In quei giorni, nello sforzo eroico di difendere il paese dall’ira spietata dei banditi, perdettero la vita 47 abitanti.
Essi offrono imperitura testimonianza di fede e di coraggio, di forza morale e fervido ingegno, richiamando al rispetto di una tradizione sana e ricca di stimolanti insegnamenti.
“Ottavio di Bertone. Io Battista de Attorro. Diana de Cesari Saluto. Contilia de Camillo. Maria Milao da Subiaco
…A de Bellentia de Francesco Catino. Antea de Pietro Piccione. Dorotena de Marcaccino.
Ioanna de Mico Pecorillo. Iulia de F. S.t Spirito che teneva la moglie de Clementio Calzolaro.
Paulo Minuto. Vergilio Federico. Io Brunoro Fardiola. Mico de Buttaro. Pietro Cantano.
Lo garzone de Mo Pietro Lonardo. Laurentio… Mico Piglia Celli. Intina de Buttaro.
Felitiana de Dino. Valerio de Soffia. Prospero Tirello. Io Andrea de Santo Menuto.
Alimento de Leodoro. Leodoro Berardino Macarano. Tomeo de lo Luciano. Santuccio Racanello. Santo Catino. Micantonio de Colantonio. Pietro Antonio Cardarelli. Palma de Camillo Sardinella. Santillo Piglia Celli. Ioanella de Lino Barbetta. Io Angelo de Ioppo. Arcangelo Pascuccio.
Camillo Sardinella. Santo Cattino. Io Luciano. Mico Pecorillo. Mastro Rosato.
Catarena de Francesco Catino. Io Domenico de Santo de Cola. Mariano Funaro. Valleriano. Antonello Latino“.
Auspice l’Amministrazione Comunale, il popolo di Cerreto memore.
Delibera Cons. n. 39 dell’8-7-1967.
Rete sentieristica dei Monti Ruffi
I sentieri di Cerreto Laziale.
Diversi sono i sentieri che partendo dal comune di Cerreto Laziale permettono di raggiungere le altre località del comprensorio dei Monti Ruffi.
Cerreto Laziale costituisce un nodo importante della rete di questi sentieri.
Partendo da via della Galleria, inizia il sentiero 563 che congiunge Cerreto con Saracinesco (7 km circa di lunghezza, tempo di percorrenza 3 h circa, difficoltà E).
La strada, dapprima asfaltata, diventa una comoda mulattiera che taglia a mezza costa il versante sud-est di monte Fossicchi.
Giunti presso Fonte Figuzza (0,40 h c. da Cerreto) si sale seguendo i segnavia fino a raggiungere il pianoro di Ara delle Valli (1,20 h c. da Cerreto) dove, accanto a un fontanile, c’è un’altra bacheca informativa.
Il pianoro di Ara delle Valli può essere alternativamente raggiunto anche seguendo la più lunga sterrata di Via della Croce.
Da Ara delle Valli, seguendo le informazioni presenti sulla bacheca e i relativi segnavia, si può raggiungere il Comune di Saracinesco oppure, al primo bivio, prendere il sentiero 563B che risale nel bosco verso Monte Costasole, la cresta principale del comprensorio dei monti Ruffi (m 1253).
Da Cerreto Laziale si può raggiungere anche Rocca Canterano con il sentiero 564 (lungo 6 km circa, tempo di percorrenza 2,5 h, difficoltà E) che inizia al temine di Via Circonvallazione.
Lungo l’interessante tracciato, che riprende un antico percorso che collegava questo territorio con la valle Sublacense, si diparte in prossimità di Fonte Vecchia il facile sentiero 564B che porta a Gerano (lunghezza c. 2, 5 km da Cerreto, percorrenza 50 min. difficoltà T/E).
In prossimità dell’abitato di Rocca Canterano, superato il fontanile di Formello, si incontra il bivio con il sentiero 564A (lunghezza c. 5 km, percorrenza 2 h, difficoltà E) che passando per i ruderi della chiesetta di S. Michele, raggiunge il pianoro della Retommella, dove si trova un piccolo specchio d’acqua circolare detto “lagustello“. (v. file Rocca Canterano).
Fonti documentative
Cerreto Laziale – in Lazio, Guide Turistiche Regionali. Ist. Geografico De Agostini, Novara 1976.
Cartellonistica dei Borghi di PreGio – rete dei borghi dei Monti Prenestini e della Valle del Giovenzano.
Nota
Il testo è di Stanislao Fioramonti; le foto sono di Francesco Fioramonti; la visita è stata effettuata il 4 marzo 2020.
Mappa
Link alle coordinate: 41.945193 12.982744