Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo – Torrecola di Spoleto (PG)


 

Cenni Storici

Si trova all’interno dell’abitato di Torrecola, piccolo castello di origine medioevale, dalla storia sconosciuta, sito lungo la vecchia strada che da Spoleto raggiunge Ancaiano.
Con ogni probabilità sorge come ampliamento di una edicola cinquecentesca, nella visita pastorale del Delegato Apostolico Pietro de Lunel, nel 1571, si annota che nel paese “un sacello senza nome eretto dai locali“, ove si vieta di celebrare “se prima non viene chiuso perché al presente è chiuso solo da un cancello“.
La costruzione dell’attuale chiesa avviene probabilmente poco tempo dopo, la data 1601 sull’affresco dell’altare colloca la costruzione nel trentennio tra la visita del De Lunel e la realizzazione dell’affresco stesso.
Il nuovo e più ampio edificio fu eretto con orientamento perpendicolare rispetto all’edicola originaria, rimasta così sulla parete destra del nuovo edificio.
La chiesa è poi menzionata nel resoconto della visita di Monsignor Carlo Giacinto Lascaris, vescovo di Spoleto, avvenuta nel 1711.
 

Aspetto esterno

L’attuale struttura è addossata sul fianco destro di un’abitazione privata, sul cui muro esterno sorgeva l’edicola originaria, la facciata è a capanna, ma immediatamente dietro il tetto diviene a un solo spiovente ed ivi si trova un piccolo campanile a vela a un solo fornice, sito sulla sinistra.
La porta d’ingresso è rialzata di quattro gradini rispetto al piano stradale e non in asse con il colmo, cosi come la finestra rettangolare soprastante.
 

Interno

L’interno è ad aula unica, parzialmente intonacata, sulla parete di sinistra, nella zona presbiteriale una caduta d’intonaco fa intravedere un piccolo brano di un’elegante decorazione a motivi floreali, forse cornice di un affresco ancora coperto dall’intonaco.
Sulla parete d’altare, protetta da un baldacchino ligneo e contornata da una cornice architettonica dipinta, è affrescata una Crocifissione, ai piedi del Cristo si trovano San Giacomo Maggiore, curiosa svista dell’artista, che la chiesa è dedicata al Minore, la Madonna in posa stante, Santa Maria Maddalena, inginocchiata ai piedi della croce e piangente, secondo la più tradizionale iconografia, San Giovanni Evangelista e San Filippo Apostolo.
Sotto l’affresco è l’iscrizione con il nome del committente:
HOC OPUS F.F. LO COMUNO. PUMAGNILO. IOLALITIN°. DI. ACAIANO, in basso a destra, in caratteri più piccoli: È STATO CANODI QUISTA C…S A/1601.
Dietro la parete d’altare si trova una minuscola sagrestia, voltata a botte, raggiungibile tramite una porticina sita a destra.
Sulla parete a destra dell’altare sono presenti affreschi non riconoscibili, così come nella zona presbiteriale di destra, ove è riconoscibile unicamente un Santo Vescovo.
Altri affreschi sono presenti lungo la parete di destra, anch’essi illeggibili per lo scialbo e cadute di colore, a destra dell’ingresso si trova l’originario affresco cinquecentesco, la cui forma arcuata fa pensare che sia nato per ornare un’edicola, di ottima mano, opera di un pittore che ha ben appreso la lezione del Pinturicchio e di Raffaello, mostra la Madonna in trono col Bambino, tra una Santa Martire e San Sebastiano.
Purtroppo l’opera è molto danneggiata a causa della caduta dell’intonaco e del colore, con messa in luce del disegno preparatorio, per la sua qualità meriterebbe un accurato restauro.
 

Fonti documentative

AA. VV. All’Ombra dei Castagni, a cura di Marina Malatino
FAUSTI L., Le Chiese della Diocesi di Spoleto nel XIV secolo secondo un codice del XVI secolo, Archivio per la storia ecclesiastica dell’Umbria, Foligno, 1913
 

Nota

La galleria fotografica ed il testo sono stati realizzati da Silvio Sorcini.
 

Da vedere nella zona

Chiesa della Madonna delle Grazie
 

Mappa

Link coordinate: 42.661739 12.735126

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