La chiesa si incontra salendo da Capodacqua appena si arriva al Piano di Ricciano, uno dei sette Piani dell’Altopiano di Colfiorito.
Cenni Storici
La chiesa fu edificata nel 1425, cambiò più volte intitolazione e fra queste risulta anche quella alla Madonna di Loreto.
Per la sua costruzione fu impiegato materiale proveniente dalle rovine di Sant’Andrea de Gricciano, chiesa situata in prossimità di Cupigliolo.
La chiesa di Ricciano, unita a quella di Collelungo nel Seicento, è ricordata in numerose visite pastorali con titoli differenti: all’inizio del secolo (Visita Bizzoni 1601-1605) è nominata come “ecclesia Sante Marie gratiarum in plano Ricciano“; in seguito (1621 Visita Feliziani) si menziona “Santa Maria ad nives in planicie Ricciani“e vi si celebrava una volta al mese, di sabato; quindi (1646 Visita Montecatini) è detta “ecclesia Sante Marie de plano Ricciani“.
In questa visita si dice che sul muro, era dipinta una immagine della Madonna e il vescovo ordinò di togliere la lampada che vi ardeva a fianco; tale immagine oggi è perduta.
I terremoti del 1791-1793 colpirono anche la chiesa di Ricciano provocando un notevole sbilanciamento dei muri laterali, fecero crollare parte del tetto ed aprirono numerose fessure nelle pareti interne.
Agli inizi del Settecento (Visita Battistelli 1730) nel santuario di Santa Maria di Ricciano vennero eretti tre altari, quello maggiore era dedicato a San Matteo e la custodia era affidata a un eremita visto che era rimasta priva di un sacerdote, ne venne affidata la custodia ad un eremita.
Dall’inventario redatto nel 1727 si rileva poi che la chiesa aveva un rettore ed un cappellano ambedue provvisti di beneficio, ma nessuno residente; e già da quegli anni la chiesa era detta di S. Matteo (Inventari Battistelli IV 140-144).
E ancora sul calare del secolo scorso il santuario era custodito da un eremita: “in S. Matteo un individuo come custode di detto locale postoci col consenso dei parrocchiani, nonché dell’autorità; è di buona condotta” (Visita Grispigni II, 12 maggio 1868, c. 164).
Nella relazione della visita pastorale del 1911 si osservava che per tale occasione “vi è gran concorso di popoli“, e “quasi ogni anno si litigava tanto che la festa si chiamava la festa delle bastonate“.
Quanto all’attività agricola si notava che “la maggior parte del popolo si trova a mietere attorno alla chiesa, nei campi circostanti (alcune famiglie) ogni anno cedono un quarto di grano in onore di San Matteo. Tutti questi quarti di grano servono per formare un monte frumentario“.
Il grano veniva poi venduto ed il ricavato destinato alla chiesa ed alle manutenzioni di cui essa necessitava.
Per tradizione vi si celebravano due feste: la Madonna della Neve (5 agosto) e la Visitazione della Vergine, che, fino al 1972, ricorreva il 2 luglio ed in seguito venne spostata al 31 maggio, ma dopo che l’intitolazione passò a San Matteo si cominciò a celebrare la festività il 21 settembre.
Aspetto attuale
La chiesa è squadrata con tetto a capanna priva dell’abside e del campanile.
Per qualche decina di anni la chiesa è stata abbandonata e ridotta a magazzino e nel retro attrezzata con un camino e una cucina, ultimamente è stata sistemata e riconsacrata e vi si celebra la festa il 21 settembre.
Fonti documentative
F. Bettoni M. R. Picuti – La Montagna di Foligno Itinerari tra Flaminia e Lauretana – Edizioni Orfini Numeister 2007
Don Mario Sensi – Vita di pietà e vita civile di un altopiano tra Umbria e Marche (sec XI-XVI) – 1984
Da vedere nella zona
Parco naturalistico della Palude di Colfiorito