Chiesa dell’Assunta al monte Asprano, Colle San Magno e Castrocielo – (FR)

Due paesi nati su due opposti versanti del monte Asprano in seguito all’abbandono del Castello di Castrum Coeli che sorgeva sulla cima.

 

Colle San Magno

Colle San Magno (m 560, 1300 abitanti) è un comune montano di origine medievale (sec. XI).
Prende il nome dal patrono San Magno, vescovodi Trani vissuto nel III secolo durante le persecuzioni romane; convertitosi al Cristianesimo, donò tutti i suoi beni ai poveri e morì per la sua fede.
E’ legato alla diffusione del Cristianesimo nel Lazio meridionale (ha un’area di culto a Fondi, è patrono anche di Anagni e secondo il Martirologio Romano subì il martirio il 19 agosto dell’anno 251 a Fabrateria Vetus, l’attuale Ceccano).
La sua festa liturgica è il 19 agosto.
Posto sul versante occidentale del monte Cairo, Colle San Magno fu fondato nel sec. XI dagli abitanti di Castrum Coeli (il primitivo castello situato a poca distanza sulla cresta del monte Asprano) che erano stati costretti a trasferirsi più in basso da questo versante del monte (quelli scesi sul versante opposto fondarono Castrocielo).
Fu feudo di Montecassino (sec. X), degli Stendardo (1407), dei marchesi d’Avalos (1504), del duca Giacomo Boncompagni (fine ‘500), del Ducato di Sorafino al Regno di Napoli (1796) con Ferdinando I di Borbone.
Dopo il 1860 Colle San Magno entrò a far parte dell’Italia unita ma per tutta la seconda metà dell’800 il suo territorio fu teatro di numerosi episodi di brigantaggio, nei quali si distinse il Capobanda Bernardo Colamattei.
Durante la II guerra mondiale il paese subì gravi danni per la vicinanza del fronte (Linea Gustav/Montecassino); perciò con DPR il Comune fu insignito della Medaglia di Bronzo al Merito Civile.
Il territorio, immerso nel verde, è noto per le bellezze dei monti circostanti, in particolare il monte Cairo; produce legname, tartufi, funghi, olio d’oliva.
 

Aspetto

Il piccolo borgo ciociaro presenta imponenti mura e torri volute dai signori di Aquino.
Delle massicce porte, poste a difesa del nucleo storico, restano solo alcuni blocchi di pietra pertinenti agli stipiti.
Il centro storico si sviluppa intorno alla torre medievale dell’antico palazzo, eretta nel 1200-1300, e alla chiesa parrocchiale di San Magno Vescovo e Martire.
La torre posta all’estremità superiore del centro storico fu edificata nel sec. XIII-XIV, ristrutturata dopo il terremoto del 1984 e riportata all’antica forma da lavori di recupero nel 2012.
La centrale via Meridiana (in gergo “mmésegliù colle“) è dedicata a Domenico Di Murro, diciannovenne di Collacciano caduto sul Col di Lana durante la Grande Guerra.
Percorrendo le viuzze del borgo si scoprono piccoli angoli con archi trecenteschi.
La monumentale fontana in piazza Umberto I fu eretta (in chiaro stile fascista) con la costruzione dell’acquedotto comunale che addusse l’acqua della Forma (1928).
Interessante il Museo Vivo della Memoria, che racconta con video, oggetti e immagini la II Guerra Mondiale attraverso i volti e le parole dei testimoni.
 

Chiese di Colle San Magno

Le chiese di Colle San Magno sono Santa Maria delle Grazie, a circa 500 metri dal paese, accanto alla quale nel 1780 fu costruito il cimitero comunale; Santa Croce in Suburba ai piedi del monte Asprano, adibita a lazzaretto nel periodo del colera, restaurata e riconsacrata nel settembre 2001, e soprattutto, al centro del paese, la parrocchiale di San Magno Vescovo e Martire.
Questa fu edificata nel 1750 su disegno dell’architetto Vanvitelli e conserva i resti di Bonomo (Bonus Homo), l’umile eremita ricordato per la sua vita di pietà e di devozione, per alcuni episodi che sanno di straordinario e di miracoloso e soprattutto perché predisse la nascita e la grandezza di San Tommaso d’Aquino.
L’urna con i suoi resti è nel primo altare entrando a sinistra; ha una piccola targa:
Resti mortali del pio eremita Homo Bono XII-XIII secolo“.
 
 
 

Castello di Castrum Coeli o Castrocielo

Sul punto più alto di questo monte (m. 732), che separa le alture di Roccasecca e del monte Cairo dalla Valle del Liri, sorgeva il castello di Castrum Coeli, citato fin dal 994; fu costruito tra la fine del X e gli inizi dell’XI secolo dai gastaldi di Aquino, sia a motivo dei mutamenti politici generali avvenuti intorno all’anno Mille, sia per cautelarsi dalle invadenze della vicina abbazia di Montecassino, sia infine perché rappresentasse anche una difesa dell’accesso da nord al Regno di Napoli.
Il poderoso maniero, appartenuto anche all’Abbazia di Montecassino ed ai Ruffo di Scilla, nel 1601 fu però abbandonato: l’asprezza del luogo e la cronica mancanza d’acqua costrinsero gli abitanti a trasferirsi più in basso, sui due versanti del monte Asprano; quelli che scelsero il versante interno fondarono il borgo di Cantalupo e qualche tempo dopo, su una collina poco più a nord, il borgo fortificato con mura e torri di Colle S. Magno (m. 550); quelli che optarono per il lato verso la pianura fondarono l’abitato di Palazzolo, prendendo il nome dall’antica abbazia benedettina di S. Maria di Palazzolo (monacato di Villa Eucheria, in località Campo) sorta sui resti di una villa romana.
Dal 1882 Palazzolo prese il nome dell’antico castello, Castrocielo (m. 220, 3700 abitanti), che oggi è un borgo rustico sul versante sud ovest del monte Cairo, con case sul ripido pendio.
 
 
 

Chiesa di Santa Maria Assunta al monte Asprano

Sulla cima del monte Asprano, poco distante dal vecchio castello e in un eccezionale punto panoramico, nel Trecento fu costruita la chiesetta di Santa Maria Assunta in Cielo, che ha all’interno interessanti affreschi settecenteschi, mentre all’esterno è murata questa targa:
In memoria di Alberto Carnevale, che si prese cura di questa staccionata con egual amore per la sua famiglia e il suo paese. 19 marzo 2017“.
Sulla facciata laterale della stessa chiesetta è un’altra targa di marmo:
Suor M. Cristina Abbate CSLA fece restaurare nell’anno 1885 per ordine e a spese di fu M. Francesca Di Murro2.
Fino alla metà dell’Ottocento essa fu la chiesa parrocchiale dei due paesi sottostanti e il parroco risiedeva per sei mesi a Castrocielo e sei mesi a Colle San Magno.
Nei secoli la storia dei diversi paesi di quell’area si è intrecciata, creando una forte identità non solo geografica ma anche culturale, legata dal comune patrimonio artistico, religioso e naturalistico.
Tanti legami uniscono tra loro gli splendidi borghi della Ciociaria, specie Castrocielo e Colle San Magno, che hanno origine comune da Castrum Coeli e sono strettamente collegati dalla tradizione storica e religiosa.
Oggi essi ricordano l’antica unione e la ritrovata concordia, dopo anni di accanite dispute, proprio la mattina di Pasquetta con una suggestiva cerimonia: due distinte processioni da Castrocielo e da Colle San Magno seguendo un diverso itinerario si inerpicano sulla montagna fino a raggiungere la cresta del monte Asprano.
Alla confluenza degli opposti sentieri, proprio di fronte alla chiesetta dell’Assunta, le statue della Madonna dei due paesi si incontrano, fanno una “Inchinata” e si scambiano un simbolico bacio, “il bacio delle Madonne“; la festa religiosa, accompagnata dalle continue acclamazioni dei fedeli, dai suoni delle bande musicali dei due paesi e dagli spari augurali di bombe-carta e mortaretti, si conclude con una colazione in comune sui prati tra la chiesa e i ruderi del castello di Castrum Coeli.
 

Descrizione dell’itinerario

La salita al monte Asprano da Castrocielo, dislivello 512 metri, è facile ma molto più faticosa di quella da Colle San Magno, dislivello m. 170, che dura mezz’ora o poco più e sale per una comoda strada sterrata.
Dal Palazzo Comunale di Castrocielo i pellegrini salgono una serpentina di scale e vicoli, passano davanti alla chiesa parrocchiale di S. Lucia patrona del luogo e raggiungono il culmine dell’abitato (m 335).
Lì inizia un largo sentiero con staccionata che si inerpica a tornanti fino a un panoramico sperone roccioso (Loggetta di zio Nicola, m 665), ruderi di un torrione a pianta quadrata, uno dei tanti lungo questa traccia che costeggia i resti delle mura medievali.
Più avanti, sotto un altro torrione diruto, il sentiero si biforca; proseguendo la salita si arriva al Torraccio, torre cilindrica del castello poligonale di monte Asprano (m 732), da dove il panorama è sconfinato sui monti Cairo, Salere, Obachelle, Cimarone e sulla piana di Aquino.
Appena più in basso è la chiesetta dell’Assunta (m 669) e l’inizio della sterrata che scende a Colle S. Magno.
 

Nota

Il testo è di Stanislao Fioramonti, le foto sono di Francesco Fioramonti e Patrizia Magistri.
 

Fonti documentative

F. S. Di Murro – Fatti e personaggi del nostro passato. Colle San Magno: un paese ricco di storia – Ed. Tipografia Arte Stampa, 2006.
Cartellone in loco e depliants della Regione Lazio e del Comune di Colle San Magno.
 

Mappa

Link alle coordinate: Colle San Magno 41.550691 13.694027
Link alle coordinate: Castrocielo 41.532001 13.696234
Link alle coordinate: Chiesa di santa Maria in monte Asprano 41.544055 13.691659
Link alle coordinate: Castello di Castrum Coeli 41.542106 13.692892

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