Chiesa di San Bernardino da Siena – Sant’Angelo in Mercole di Spoleto (PG)


 

Cenni Storici

Sant’Angelo in Mercole è una villa del territorio spoletino che alla fine del XIV secolo divenne castello, per poi essere ridotto a villa aperta per ordine del Cardinale legato Vitelleschi, in quanto tra i luoghi che nei primi decenni del sec. XV si era ribellato alla città di Spoleto.
Tra il 1414 e il 1415 il castello era stato danneggiato dagli uomini di Beroide, che facevano guerra a Spoleto.
Il toponimo “in Mercole” (in alcune scritture “di Mercurio“) conserva sicuramente la memoria di un tempio dedicato a Mercurio, forse posizionato proprio nel sito dell’attuale chiesa; da un Dio con le ali ai piedi ad un angelo con le ali sulle spalle.
 

Aspetto esterno

La chiesa di San Bernardino da Siena è inserita in una torre del castello, ed è sormontata da un campanile a vela.
La facciata è spoglia, con una semplice porta affiancata da due finestre.
 

Interno

L’interno è semplice, di modeste dimensioni, ad unica navata con volta a botte, ma contiene interessanti affreschi.
Nella parete dell’altare un affresco, forse cinquecentesco, Madonna con Bambino tra i santi Domenico, Michele Arcangelo, Bernardino da Siena e Sebastiano. Nella volta sono affreschi, datati 1472, dipinti in ampi spazi rettangolari posti verticalmente, in ottimo stato di conservazione: a destra San Rocco, San Sebastiano, Madonna della Quercia, San Sebastiano, San Rocco, Sant’Antonio da Padova, San Rocco; sulla sinistra San Sebastiano, Madonna della Quercia, San Rocco, San Bernardino da Siena, San Sebastiano, San Giacomo.
Gli affreschi della volta sono nello stile del pittore spoletino Jacopo Zabolino, operoso nella seconda metà del XV secolo.
Sul muro di destra è inserita un’interessante stele antropomorfa, già posta sulla destra della porta d’ingresso del castello, dovrebbe risalire al VII – VIII secolo, non si sa bene cosa rappresenti, forse San Michele Arcangelo, la scritta è di difficile lettura e interpretazione: ADAMAE\ LU MARTINU.
Sul muro di fondo una croce con decorazione a spirale affrontata, avente la stessa provenienza e, probabilmente, coeva.
 

Fonti documentative

Silvestro Nessi Sandro Ceccaroni – Da Spoleto a Sangemini attraverso le Terre Arnolfe –
 

Nota

La galleria fotografica ed il testo sono stati realizzati da Silvio Sorcini
 

Mappa

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