Chiesa di San Biagio – San Mamiliano di Ferentillo (TR)


 

Cenni Storici

Si trova proprio in cima all’abitato, eretta sulle strutture portanti dell’antica fortezza del paese (si notano infatti delle feritoie sull’esterno dell’abside una volta bastione difensivo).
Lo stesso campanile è stato ricavato dalla ex torre d’avvistamento.
La chiesa originaria si trova a circa 600 m. dal paese, nel complesso del Convento di San Giovanni di epoca alto medioevale, ormai completamente abbandonato.
Non è possibile reperire notizie certe circa l’istituzione e le vicende storiche della Parrocchia.
La documentazione d’archivio, rinvenuta nello stato civile del Comune di Ferentillo, ne attesta l’attività dal 1740 fino al 1860, sono esistenti un libro dei battesimi (1742-1860) in cui sono riportate memorie del parroco, un libro dei morti (1742-1860), un libro dei matrimoni (1740-1860), un libro dello stato delle anime (1792-1860).
La chiesa non è più parrocchiale.
 

Aspetto esterno

La semplice facciata a capanna è ornata da un portale rinascimentale.
 

Interno

L’interno è a navata unica, con copertura a capriata e transetto absidato.
A sinistra dell’ingresso un bel fonte battesimale rinascimentale e una tela raffigurante la Madonna del Rosario.
Nella nicchia successiva affresco e statua di Sant’Antonio Abate.
Segue un altare dedicato a San Biagio, con statua del santo titolare.
Al termine della parete sinistra e su quella di fondo resti di affreschi quattrocenteschi, tra cui un San Sebastiano.
Sopra l’altare maggiore, di notevole valore artistico, è la Pala d’altare dipinta da Jacopo Siculo raffigurante la Vergine con Bambino circondata dai Santi: Biagio (in basso a sinistra), Mamiliano (in basso a destra), Pietro (in alto a sinistra) e San Giovanni Evangelista (in alto a destra).
L’opera raffigura la Vergine con in braccio il Bambino, seduta su di un alto trono, ai suoi lati due angeli tengono sollevata una pesante tenda verde, sotto la quale sono raffigurati, in piedi San Pietro, San Giovanni Evangelista, e, inginocchiati in segno di rispetto e adorazione, San Mamiliano e San Biagio.
Sullo scalino è la scritta ove si leggono i nomi dei committenti e dell’autore:
AEDITUS PER VINCENTIO LAURENTIS ET PACCIANO BERNARDINI NECNON BENEDICTO LAURENTII DIONISIO DAMIANI FABRIANO CELLONI ET CICCHI AEDILIBUS IMPENSIS OPPIDANORUM S, MAMIGLIANI DECEM AUREIS QUOS LIGAVIT DOMINUS INNOCENTIUS ICOBIS SICULUS FACIEBAT“.
L’opera, datata tra il 1537 e il 1538, si colloca durante lo spostamento dell’artista da Rieti a Spoleto; pertanto, può considerarsi come il primo dipinto del periodo umbro dell’artista.
Nella predella, dove sono raffigurate alcune scene della vita dei Santi raffigurati nella pala, l’Adorazione dei Magi e i Profeti.
Nella nicchia della parete destra adiacente l’altare maggiore Madonna in trono con Bambino incoronata dagli angeli tra i Santi Giovanni Battista e Mamiliano, affresco molto oscurato.
Nella nicchia successiva un’interessante statua lignea raffigurante San Giovanni Battista (proveniente dall’ex convento).
A destra della porta d’ingresso si trova l’acquasantiera.
 

Fonti documentative

http://www.artearti.net/magazine/articolo/un-quadro-assai-pregiato-di-jacopo-siculo/

http://www.turismoferentillo.it/ita/6/i-castelli/?ss=6

http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodente&Chiave=33714&RicLin=en&RicDimF=2

 

Nota

La galleria fotografica ed il testo sono stati realizzati da Silvio Sorcini
 

Da vedere nella zona

Castello di San Mamiliano
Convento di San Giovanni
 

Mappa

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