Chiesa di San Michele Arcangelo in Bacciuccaro – Sant’Angelo in Vado (PU)

Della chiesa è rimasto solo il campanile.

 

Cenni storici

Nel XIV secolo Bacciuccaro era Comune, il che fa pensare a un gruppo di case che gravitavano intorno al castello il quale, a sua volta, era circondato di mura e, almeno per qualche tempo, vi abitarono i conti Sanfonieri, che compaiono nella vita della beata Castora de Gabriellis, quando era moglie di Santuccia Sanfonieri, conte di San Martino e Bacciuccaro.
Il corpo della Beata ora si trova nella chiesa di San Francesco.
Insieme al castello vi era la torre, che ancora è rimasta, ed è diventata successivamente campanile della chiesa.
Quando si parla del Bacciuccaro, si pensa anche al beato Bartolo, che qui visse e qui per molto tempo fu custodito il suo corpo, con molta venerazione; qui lo videro i primi Vescovi che visitarono la parrocchia e quando nel 1700 si fece la ricognizione, il cadavere fu trovato vestito con l’abito dei Conventuali.
Il corpo del Beato fu successivamente portato nella chiesa di Santa Maria delle Grazie e, dopo canonica ricognizione (1954), a Santa Maria dei Servi, dove i resti mortali riposano ancora nell’altare della famiglia Grifoni.
La chiesa in origine non faceva parte delle 47 cappelle del “Nullius” di Mercatello e dal 1636 fa parte della diocesi vadese.
Dalle Visite Pastorali vediamo che il 26 settembre 1637 mons. Onorati “Si fermò a San Michele in Bacciuccaro, spettante prima a Mercatello ed oggi a Sant’ Angelo in Vado.
Oltre l’altare maggiore visitò quello del Rosario, in cui trovò il corpo del beato Bartolo dei Servi di Maria; visitò pure l’altare di sant’ Antonio, in cattivo stato
“.
Nel 1689 il vescovo Barugi nota sull’altare maggiore il quadro di San Michele Arcangelo e fa un’intimazione ai Priori del Comune del Bacciuccaro di riparare la chiesa; il suddetto quadro rappresenta, in alto, Maria santissima con i misteri del Rosario, in basso San Michele e San Domenico.
Questo quadro del sec. XVII è stato rubato qualche anno fa.
La chiesa, che si trovava fuori del castello, fu distrutta dal terremoto del 1781 e nell’anno successivo venne riedificata entro la cinta del castello.
Entro i confini del territorio parrocchiale vi è una piccola cappella (annessa al predio “Villa Graziani“) dedicata alla beata Vergine della Consolazione.
Questa cappella si presenta con un altare e un quadro lacero della Vergine col Bambino in braccio: giace praticamente in stato di abbandono.
C’è poi un’altra cappella, che appartiene alla parrocchia di San Martino in Bacciuccaro (ex-diocesi di Urbania), ma fa parte del Comune di Sant’Angelo in Vado e si chiama “Madonna del Sorbo“.
Anche questa abbandonata: c’è solo l’altare; c’era un quadro della Madonna del Pianto ed un altro della Vergine della Misericordia, che assomiglia al quadro che è nella chiesa di Santa Caterina al Corso e sarebbe opera del prof. Attilio Romanini.
Anticamente in questa chiesetta, come riferisce don Enrico Rossi, nelle Memorie Ecclesiastiche di Urbania, voi. 2, p. 219, detta anche Maestà del Fraticello, c’era un dipinto, riparato nel 1550 da Ottaviano Zuccari, il padre dei due grandi fratelli Taddeo e Federico.
 

Aspetto esterno

Particolarmente caratteristico appare il campanile, tutto isolato avanzo della vecchia torre del castello affiancato da una casa colonica.
 

Fonti documentative

AAVV – Guida storico-artistica alle Chiese di Sant’Angelo in Vado – Parrocchia di San Michele Arcangelo 2005
 

Nota

La galleria fotografica è di Alberto Monti.
 

Mappa

Link alle coordinate: 43.684906 12.385070