Chiesa di San Nicolò – Poggio Manente di Umbertide (PG)

Della chiesa rimangono in piedi la facciata e le pareti perimetrali, il tetto è quasi completamente crollato.

 

Cenni Storici

Nella parte Sud del castello di Poggio Manente, c’è la chiesetta di San Nicolò, eretta nel 1404 e che doveva rientrare entro le mura del nucleo fortificato.
Tuttavia, le decime della diocesi di Gubbio corrispondenti agli anni 1333-1334 riferiscono la presenza di una chiesa intitolata ai Santi Pietro e Paolo, appartenente al castrum (della quale però si hanno riferimenti solo dalle Rationes Decimarum).
Queste informazioni permettono di stabilire l’esistenza di un ente religioso gravitante sul distretto di Poggio Manente o nel castrum stesso, preesistente alla chiesa di San Nicolò e, probabilmente, appartenente alla canonica di San Mariano di Gubbio, vista l’influenza dell’ente in questa zona e i rapporti con i domini di Poggio Manente per i possessi territoriali.
La chiesa fu restaurata e riaperta al culto nel secolo XIX dalla famiglia Natali che vi tumulò i suoi morti,tombe che tuttora sono ben visibili.
 

Aspetto esterno

La facciata rimasta in piedi, presenta una porta con arco sovrastata da un oculo e in asse nel colmo il campanile a vela senza le campane.
Il Briziarelli scrive che nella facciata, sopra la porta, vi era una iscrizione con la data di fondazione: MC.CCCII II, ma che ora non si legge più.
 

Interno

Tutto ora è in uno stato di completo abbandono e persino il tetto è crollato, resta ancora su una parte di copertura dietro l’altare forse l’antica sacrestia.
La chiesa presentava due altari, uno maggiore in fondo alla navata e uno nella parete destra, inoltre doveva conservare degli affreschi nella parete destra ora priva del tetto, lo si capisce dagli specchi che ancora permangono, ma privi di ogni forma di immagine visibile.
Un affresco si è salvato invece nella sacrestia, in quanto il pezzo di tetto rimasto lo ha salvato dalle intemperie e da dilavamenti, si nota ancora una bella Madonna con il Bambino al centro e due santi ai lati che dato il loro danneggiamento non sono riconoscibili.
Stando ad una fonte pare che questo sia solo la parte restante di un distacco avvenuto negli anni passati, ma che fine abbia fatto questo dipinto quattrocentesco non si sa.
 

Fonti documentative

G. Briziarelli – Umbertide Abbazie – Eremi -Templi – Ville – Feste – Folklore, Sacro Eremo di Monte Corona, Castelli medievali – 1963
B. Porrozzi – Umbertide e il suo territorio, storia e immagini – 1980
G. Benni – Incastellamento e signorie rurali nell’Alta valle del Tevere tra Alto e Basso Medioevo. Il territorio di Umbertide – 2006
 

Mappa

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