Chiesa di San Sisto – San Sisto ( PG )

La chiesa è soprelevata rispetto alla strada. Si nota appena si arriva all’abitato di San Sisto, proprio davanti al primo semaforo che si incontra salendo.

 

Cenni documentativi

La chiesa di San Sisto si trova inglobata all’interno dell’ampio quartiere periferico di Perugia lungo l’antico percorso della Pievaiola.
Il paese che attualmente conta quasi 18.000, si adagia prevalentemente in pianura, a 280 m s.l.m., ai piedi del colle Lacugnano, ed è geograficamente situato a Sud-Ovest del territorio di Perugia.
In antichità San Sisto era una fortificazione inespugnabile, e nel XI secolo secondo le antiche mappe, San Sisto e Sant’Andrea delle Fratte rappresentavano due fortificazioni distinte che si identificavano l’una nel castello di Sansoste, l’altra in quello di Sant’Andrea delle Fratte.
Questi castelli erano ubicati lungo una delle principali vie di comunicazione che solcavano il contado perugino, l’attuale asse via Pievaiola, viale San Sisto, strada maestra che attraversava quella parte del territorio annesso al rione di Porta Santa Susanna.
Nel Medioevo San Sisto fu forse abitato da un “Signore” perché il castello, le cui rovine si ergono ancora sulla costa del Monte di Lacugnano, sembra risalire intorno all’anno 1000.
Per la sua posizione esso svolgeva una funzione di avvistamento, mentre la campagna sottostante era coltivata dai “Servi” del feudatario.
Sono invece sicure le uniche notizie che si trovano nell’archivio della biblioteca della chiesa di San Pietro dove le cronache antiche riportano che nell’anno 1235 l’imperatore Federico II, sulla via del ritorno dalla Crociata, si sarebbe accampato a circa due miglia da Perugia, presso un castello chiamato Sansoste, rinunciando ad attaccare la città in quanto allora ben fortificata e quindi difficilmente espugnabile.
Da lì si diresse con il suo esercito in Germania per sedare la rivolta fomentata dal figlio Enzo e attraversando l’Italia conquistò altre terre e castelli.
Si ha inoltre notizia che fin dal 1337 esisteva, sul dosso della via Pievaiola, una chiesa intitolata a San Sisto di fronte alla quale forse fin d’allora c’era un’osteria; “I due edifici del sacro e dell’umano che scandivano la viabilità medioevale“.
 

La Chiesa

La chiesa, denominata di “San Sisto del Monte di Lacugnano“, così denominata in un primo documento del 1337, sorge sulla sommità del colle dal quale si innalza poi il versante occidentale del monte Lacugnano e dipendeva dalla cattedrale metropolitana di San Lorenzo in Perugia ed è l’unica fra tutte le chiese della diocesi che abbia questo nome con riferimento a papa Sisto II che pontificò dal 257 al 258 e subì il martirio con la decapitazione insieme a quattro suoi diaconi tra i quali figurava anche Lorenzo, patrono di Perugia.
Nel luogo dove sorge s’innesta un trivio di strade, ancora oggi visibile seppur molto debole, connessione della Pievaiola, della Cortonese che passa per il castello di Lacugnano e dell’Orvietana che interseca via Settevalli.
All’interno del campanile della chiesetta c’è una campana che reca l’iscrizione “1549 Ave Maria“.
Nel 1581 la parrocchia fu unita con San Cristoforo di Lacugnano che già dal 1565 era dichiarata parrocchia in sostituzione di quella di Santa Sabina quando però, nel 1970, tornò indipendente, fu necessaria la costruzione di una struttura “provvisoria” più a valle, che manterrà le funzioni di polo liturgico fino al 2006, anno dell’inaugurazione della nuova chiesa.
La chiesa ha subito diverse trasformazioni nei secoli, la struttura perpendicolare che si affaccia sulla strada fu costruita nel 500, ultimamente è stato restaurato dalla Scuola Edile di Perugia, che ha riportato alla luce l’’originaria struttura conservando le murature romaniche.
 

Aspetto esterno

Il fabbricato è composto da due volumi, il corpo liturgico recentemente restaurato e il trasversale volume che vi si innesta nel fianco sinistro, dove sono visibili le mura originarie con in alto il campanile a vela che ne caratterizza l’aspetto.
Dietro l’edificio è stato posto uno spazio a gradonata semicircolare che segue le forme dell’abside, con il complesso che è orientato ortogonalmente rispetto l’asse della Pievaiola su cui si affaccia.
Il campanile a vela è posto sul fondo della chiesa più antica.
La facciata della parte nuova della chiesa si rivolge verso la strada e presenta un portale squadrato con l’architrave dove compere la scritta “Ecclesia Par. S. Xysti” sormontato da un finestrone rettangolare e affiancato da due finestre del pellegrino.
La facciata della vecchia chiesa è ortogonale al primo e presenta un portale squadrato anch’’esso con un architrave in pietra e un gradino risalente all’epoca della costruzione della chiesa; al disopra si eleva il campanile a vela e a sinistra c’è una piccola finestrella, mentre sulla destra è murata una lapide funeraria romana.
Nella parete destra una porta di periodo più tardo e due aperture antiche tamponate.
 

Interno

Lo spazio interno del complesso si suddivide in due parti, corrispondenti alle diverse fasi della chiesa, con l’aula più antica ortogonale allo spazio maggiore cinquecentesco.
La più grande è a forma rettangolare con abside circolare sul fondo, suddivisa in quattro campate.
La zona presbiteriale è rialzata di due gradini, con le sedute disposte poi sopra un ulteriore gradino e la presidenza ancora più alta.
L’acceso principale è dal fondo; all’intersezione con la zona presbiteriale è posta sulle parete di sinistra una seconda apertura, mentre sullo stesso lato al centro della campata è visibile il prospetto della parete di fondo della chiesa antica inglobata con muratura lapidea a vista.
Sulla parete destra si trovano una serie di archi ciechi concentrici.
Al centro della campata è stata collocata una grande mensa rialzata di un gradino che presenta ai lati delle iconostasi.
L’abside e l’arco trionfale sono stati affrescati recentemente dai coniugi Laura e Giovanni Raffa esperti maestri di iconografia.
L’abside ha una copertura ancora in legno e tavelloni di impostazione radiale.
Nell’arco trionfale in alto in un medaglione l’Agnus Dei circondato dai simboli dei 4 evangelisti e ascendere delle figure femminili delle storie bibliche Betsabea, Rut e destra ed Ester e Giuditta a sinstra; più in basso Eva e Madonna con Bambino.
Nell’abside una meravigliosa Annunciazione; anche l’altare è stato decorato con immagini iconografiche dagli stessi artisti.

La chiesa più antica presenta un impianto ancora rettangolare, con un ingresso sul fondo vetrato, attualmente inutilizzato, ed un’apertura sul lato destra, mentre in alto al centro sulla parete sinistra un affresco del 1300 con la Madonna in Trono con Bambino tra San Sisto e Santa Caterina da Siena di cui s’ignorava la presenza in quanto coperto da uno strato d’intonaco.
Al centro della parete di fondo vi è un altare per la conservazione eucaristica e la riproduzione del Crocefisso di San Damiano.
Sopra l’antico ingresso due quadri con Sant’Antonio da Padova a destra e Sant’Antonio abate a sinistra.
Nell’aula nella parete di fondo è disposta a destra una finestra posizionata per vedere il sole sorgere a Pasqua.
 

Origini del nome

L’origine del nome di San Sisto è incerta, tre sono le principali ipotesi che si possono formulare:
1) forse il nome deriva dalla parola sosta perché davanti alla chiesa c’era la fermata (sosta) dove viandanti, cavalieri e carrettieri potevano ristorarsi presso l’osteria annessa e far riposare i cavalli o cambiarli.
2) forse San Sisto deriva dalle parole latine “Sine hoste” cioè senza nemico.
Sembra infatti che nei tempi antichi chiunque si trovasse a passare in questa zona era sicuro di non incontrare pericoli prima di arrivare a Perugia.
A convalida di questa ipotesi esiste un cippo, di fronte alla chiesa di Madonna Alta, lungo la via Pievaiola, dove è leggibile la scritta: Sansoste.
3) forse il nome è stato dato dalla chiesa dedicandola a San Sisto II papa.
Questa è l’ipotesi più probabile.
 

Bibliografia

http://it.wikipedia.org/

http://www.lavanda.perugia.it/san-sisto

Chiese Romaniche in Umbria di Bernardino Sperandio Edizioni Quattroemme 2001
 

Mappa

Link alle coordinate

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>