Cenni Storici
La primitiva chiesa di Rio non è quella che attualmente vediamo svettare sulla parte alta del paese, ma era posta dal versante opposto della valle oltre il Rio ad una distanza di circa 500 metri dall’abitato ed era dedicata a Santa Maria.
I primi documenti che la citano risalgono seconda alla seconda metà del Cinquecento e la presentano come amministrata da un proprio rettore (1625); oltre a ciò, aveva una notevole importanza in quanto costituiva una Pieve in quanto dotata di Fonte Battesimale; tra l’altro nel 1625 risulta che questa aveva anche la cura della parrocchiale di Santa Maria di Afrile e ancora prima, nel 1573, aveva anche soggetta la chiesa di Sant’Angelo di Seggio.
La stessa segnava il confine sud della parrocchia di Santa Maria di Colfiorito.
Nel 1643 questa chiesa è citata insieme ad un’altra dedicata a San Giovanni e probabilmente si trattava di un piccolo oratorio.
Con il passare del tempo però questa chiesa distante dal paese andò in disuso e gli abitanti chiesero al vescovo ed ottennero di ampliare l’oratorio del paese; una volta sistemata la nuova chiesa, vi fu trasferito il fonte battesimale e il Sacramento che erano nella chiesa campestre di Santa Maria.
Dalla Visita Pastorale del Vescovo Montecatini eseguita nel 1646, si apprende che il visitatore trovò la chiesa campestre in una situazione disastrosa, era oramai fatiscente, ordinò quindi, come era usanza dell’epoca, che venisse demolita e al suo posto fosse eretto un cumulo piramidale di pietre con una croce in cima a testimonianza del luogo sacro che aveva ospitato la chiesa (annis praeteritis in totum chasmate perijt..).
Documenti più tardi citano (1670) di nuovo Santa Maria in Rivo, ma si tratta della rititolazione del vecchio oratorio di San Giovanni che aveva assunto il vecchio titolo della diruta chiesa.
Ad oggi della chiesa campestre e della croce oggi non resta traccia, da allora nessuno ne seppe più nulla, ma come al solito laddove non esiste più traccia dell’edificio, ne sopravvive il toponimo o perlomeno una località che non risulta dalle mappe ma nella memoria della gente che indica il posto ricordando la storia.
Anche in questo caso è successo così, infatti nella memoria dei più anziani abitanti (pressochè quasi nessuno, visto lo spopolamento e la scarsità di sopravvissuti) si ricorda un posto coltivato non lontano dal paese che veniva chiamato il “Campo della chiesa“; si tratta di un appezzamento un tempo coltivato su cui sorgeva l’edificio sacro.
Questo terreno veniva a trovarsi poco più in alto rispetto all’antica strada di collegamento tra Rio e Capodacqua, strada ora scomparsa in mezzo alla vegetazione non essendo più in uso e solo raramente usato da escursionisti per trekking tra Capodacqua e Rio passando per l’antica Rocca di Galestro.
Proprio su questo sentiero a valle della diruta chiesa vi era uno scoglio a strapiombo sul Rio chiamato “Lo Scoglio della Processione” che, secondo la memoria orale locale, vi era una croce piantata in cima ed era il punto di arrivo di una processione che partiva dalla chiesa campestre e raggiungeva questa pietra e si fermava nell’antistante pianoro per qualche orazione.
Una volta abbandonata la vecchia strada, essendo stata costruita la nuova carrozzabile per Capodacqua, sia il campo che lo scoglio sono stati invasi dalla vegetazione e anche la memoria della chiesa tra gli abitanti si è andata perdendo, fino a che la tenacia e l’impegno di due persone, Filiberto Angeli e di Marco Alessandri, ha fatto si che, dopo un sopralluogo, hanno ritrovato fra la boscaglia lo scoglio avvolto dalla vegetazione, e il campo con impercettibili tracce di sassi invasi da ginestre che dovevano essere il luogo dove sorgeva l’edificio sacro.
Questa scoperta ha sensibilizzato e coinvolto altre persone che si sono adoperate per rendere fruibile l’antica strada liberandola da piante e rovi e ripulendo perfettamente il pianoro davanti lo “Scoglio della processione“.
Quest’anno (2026) durante la festa della Natività di Maria (8 Settembre) molto sentita dagli abitanti di Rio, a cui partecipano anche gli abitanti di Afrile e di Seggio, è stato possibile rievocare l’antica processione.
Siccome però la vecchia chiesa non esiste più, è stato deciso di far partire la processione dallo Scoglio e si è poi diretta verso la chiesa paesana di Santa Maria per finire con la messa.
Una domanda comunque resta: quale era il significato e il valore simbolico di questo scoglio? Purtroppo, al momento non esistono documenti in merito e non esiste più una memori orale per fare chiarezza, si sa solo che in origine sullo scoglio vi era una croce (che è stata rimessa per l’occasione) e qualcuno ricorda che successivamente era stata sostituita con un’immagine mariana su un piccolo tabernacolo di mattoni.
Con l’abbandono poi tutto è andato perduto, però qualcosa di ancestrale e sconosciuto è rimasto, infatti, una volta costruita la nuova strada per Capodacqua, a cento metri dalla chiesa, è stata edificata una piccola edicola con un’immagine mariana e negli anni passati veniva fatta una processione dalla chiesa all’edicola.
Ciò dimostra che, seppur persa la memoria dell’antica processione, la stessa è sopravvissuta in una forma diversa ma perfettamente affine.
Grazie, comunque, a tutte le persone che si sono adoperate, è stato possibile rievocare questa antica e originale usanza che serve tenere viva la memoria di questo territorio.
Fonti documentative
F. Bettoni M. R. Picuti – La Montagna di Foligno, Itinerari tra Flaminia e Lauretana – 2007
Mario Sensi – Vita di Pietà e vita Civile di un altopiano tra Umbria e Marche (secc. XI -XVI) – 1984
Mappa
Per chi si volesse mettere a curiosare nella storia.
Link alle coordinate antica chiesa: 43.017355, 12.819692
Link alle coordinate Scoglio della processione: 43.018776, 12.820299