Chiesa di Santa Maria della Carità – Città di Castello (PG)

Una chiesa Templare nel cuore di Città di Castello completamente restaurata e resa fruibile grazie all’intelligenza e alla lungimiranza degli amministratori.

 

Cenni storici

L’ex chiesa ha origini molto antiche, appartenuta secondo alcuni studiosi all’Ordine dei Cavalieri Templari prima dell’arrivo dei Domenicani, che, nel XIV secolo la trasformarono in refettorio del convento, coprendo gli affreschi ed erigendo l’attuale Chiesa di San Domenico nel lato opposto del chiostro.
La chiesa, caratterizzata da stratificazioni storiche, inclusa una fase legata alla lavorazione del tabacco, infatti essendo stata sconsacrata è passata all’Azienza dei Tabacchi dell’Alto Tevere che l’ha usata come magazzino.
La struttura del sito originario si è perduta, il corpo risulta arretrato rispetto alla strada attuale, ridotto sia in altezza che nella quota del pavimento.
Successivamente il bene è passato al Comune che nel 2008 provò a saggiare che cosa si nascondesse sotto lo strato del tempo e i residui di un uso improprio e fu in quell’occasione che vennero alla luce affreschi alle pareti in gran parte sconosciuti.
Fu così che emerse il Cenacolo risalente alla fine del 1300, una stupenda raffigurazione dell’ultima cena di Gesù con gli apostoli, e quindi, a seguito di altri saggi, cominciò ad emergere una seconda parete su cui si imponeva la figura di un domenicano e decorazioni più antiche, risalenti al 1100, che hanno una natura chiaramente templare; questi costituiscono l’apparato decorativo originario di questa, che poteva essere una chiesa ma anche un tempio, dato che i motivi rimandano alla pietra del tempio di Gerusalemme.
L’accostamento alle pitture templari è determinato dalla straordinaria rassomiglianza delle decorazioni della parete costituita dalla rappresentazione di un muro di pietre squadrate che rimandano alla raffigurazione delle mura del tempio di Gerusalemme, stessa identica immagine che è raffigurata sui muri di San Bevignate di Perugia che è considerata la chiesa templare per eccellenza e la meglio conservata.
Gli affreschi dell’epoca templare risultano tagliati e questo fa presupporre che la superficie decorata fosse più estesa.
L’ambiente sacro è ancora da delimitare nelle sue originarie tipologie e nei passaggi successivi alla caduta del potere templare.
La chiesa di Santa Maria della Carità, è da ritenersi come possibile crocevia dei lunghi pellegrinaggi dei cavalieri del Tempio.
La chiesa probabilmente era una “commenda” templare, come suggeriscono la vicina San Giovanni in Campo (La dedicazione è già indicativa – si trattava di un “campo“, un’area libera dove si esercitavano gli arcieri tifernati fino dal XII secolo e dove fu poi costruita la chiesa di San Domenico) e la Confraternita della Frustra; la Confraternita di Santa Maria della Frusta, detta anche della Consolazione di Città di Castello, in origine ha la propria sede in un angolo della piazza della chiesa di San Domenico in Città di Castello. La compagnia, istituita all’altare maggiore della chiesa della Confraternita della Santissima Vergine della Consolazione – altrimenti detta della Frusta – situata nella parrocchia del priorato di San Giovanni in Campo, è eretta probabilmente in età medievale e il 28 agosto dell’anno 1609 è aggregata all’Arciconfraternita di Santa Maria nel Portico delle Grazie e della Consolazione in Roma).
Quindi un’area quella dove sorge la chiesa di San Domenico con una fisionomia completamente differente da come la vediamo oggi, con ampi spazi aperti all’interno delle mura medioevali.
Rignaldello, Celle, Morra, Badia Petroia mostrano tracce chiare di simboli templari, testimoniando una diffusione e una penetrazione di questo ordine a tutto tondo nel territorio circostante.
Città di Castello si trovava in un crocevia dei cammini templari, a Rignaldello l’ospedale era conosciuto ma gli affreschi rilanciano l’ipotesi di una commenda vera e propria; l’intitolazione delle chiese potrebbe fornire ulteriori indizi in questo senso insieme alla grande quantità di simboli templari nelle decorazioni architettoniche.
Riscontri documentali avvalorano la tesi su una centralità, finora sottovalutata del Centro Italia e in particolare di questa valle, che era una strada obbligata e comoda superati i valichi, in entrata e in uscita verso Roma; i templari qui, dunque, si organizzarono perché la quantità dei flussi richiedeva strutture e mezzi di assistenza ai pellegrini e viandanti in cammino.
I percorsi per attraversare l’Appennino passando dall’Alta Valle del Tevere, avevano diverse varianti in modo da rendere possibile il viaggio in qualsivoglia condizione di tempo e/o interruzione dovuta a brigantaggio, pedaggi, guerre, ecc.
Da Città di Castello si presentavano diverse alternative per svalicare nelle Marche e questo forse è il motivo che ha reso questo paese importante per le vie dei pellegrini che dovevano raggiungere l’Adriatico.
Una storia ancora da scoprire.
 

Il Restauro

La ristrutturazione e la riqualificazione del complesso del chiostro di San Domenico e dell’ex Chiesa della Carità sono stati avviati dal Comune di Città di Castello con l’obiettivo di restituire questi contenitori alla comunità, adeguandoli alle norme di sicurezza e dotandoli di nuove funzioni per renderli più vivi e coinvolgenti.
Tutto l’ambiente (Chiostro e chiesa) è stato oggetto di un recupero grazie ad un intervento da 2.520.000 euro (finanziato dal PNRR per 2.350.000 euro e cofinanziato dal Comune con 170.000 euro) che è stato progettato dall’architetto Valerio Borzacchini ed è stato eseguito, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria attraverso il funzionario Giovanni Luca Delogu, dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI) costituito dalla ditta C.E.S.A. di Falcini Enzo Srl e dalla ditta Estia Srl.
Presso l’ex Chiesa della Carità è stata realizzata una rampa per persone con disabilità motoria al fine di garantire una piena fruibilità degli spazi collegati con la piazza.
A completare l’intervento è stato l’adeguamento e, laddove necessario, il completo rifacimento degli impianti elettrici, idrico-sanitari, termici, di ventilazione, audio-video e di irrigazione.
L’impianto di illuminazione è stato completamente rinnovato, inserendo punti luce in grado di valorizzare le linee architettoniche e le raffigurazioni pittoriche.
In conformità con le linee guida del PNRR, il cantiere è stato gestito con particolare attenzione alla sostenibilità, utilizzando materiali certificati CAM/EPD e puntando a ridurre al minimo l’impatto ambientale dei lavori per quanto riguarda i rifiuti.
 

Fonti documentative

https://www.comune.cittadicastello.pg.it/area_letturaNotizia/633437/pagsistema.html
www.valleylife.it
 

Nota di ringraziamento

Ringrazio la Dott.ssa Isabella Consigli per la sua cortesia e per avermi procurato il materiale informativo.
 

Mappa

Link alle coordinate: 43.455196 12.239920