Chiesa di Santa Maria della Porta – Bagnaia (VT)


 

Cenni storici

Con la delibera del 23 ottobre 1616 dei Priori del Comune di Bagnaia fu stabilito di trasportare l’immagine devozionale della Madonna posta in un’edicola al di fuori della porta, nei locali dell’archivio comunale, facendo nascere così la chiesa intitolata alla Madonna della Porta per via della vicinanza della porta di Borgo.
Sul lato opposto della chiesa, quello che si affaccia all’esterno del borgo su Piazza XX settembre, si vede la torre quadrata che affianca sulla destra la porta principale, su cui spicca la piccola vela campanaria della chiesa della Madonna della Porta.
Nella vela a un solo fornice è ancora in situ la piccola campana realizzata da Giovanni Belli del 1726 con l’iscrizione “AVE MARIA GRATIA PLENA. IOVAN. BELLI F. A.D. MDCCXXVI“.
 

Interno

Un gradino ci immette all’interno della piccola chiesa ad unica navata.
L’originaria pavimentazione riportata in luce durante i recenti lavori di restauro del novembre 2014, è in pianelle di cotto.
Disposte su due file simmetriche sono presenti sei botole di peperino che chiudevano originariamente altrettante camere sotterranee adibite a loculi cimiteriali.
La volta a botte non è stata oggetto d’interventi di restauro, per cui le decorazioni originarie rimangono ancora offuscate da una patina che non fa vedere perfettamente forme e colori.
Delle cornici a stucco bianche campite di verde ricreano l’effetto di una volta a cassettoni, dove in forma simmetrica partendo dai lati i primi sono di forma rettangolare, gli altri sono quadrati.
Delle linee formate da punti e di croci rosso brune sono disposte ortogonalmente a dividere la decorazione a finti cassettoni, formando una vera scacchiera nella volta.
La parte finale della volta, quella nei pressi della parete absidale, è delimitata da un cordolo rosso bruno, da cui parte una decorazione differente, caratterizzata da losanghe romboidali campite in verde chiaro, separata ognuna da una finta architettura di stucchi ottenuti con delle leggere linee rosso brune.
Esattamente al centro della volta un clipeo in stucco policromo mostra l’arme del Cardinal Ridolfi, che sovvenzionò i lavori di riadattamento.
Sulle pareti fanno mostra una serie di ex voto incorniciati lasciati nel tempo dai devoti della Madonna della Porta.
Di particolare interesse risulta la grande finestra rettangolare tamponata presente nella parete destra.
Originalmente l’antico finestrone permetteva ai passanti che transitavano dalla porta del Borgo di salutare la Madonna.
Le pareti, sono separate dalla volta grazie ad una mensola decorata a stucco con rose e gocce alternate, che corre lungo tutto il perimetro.
Nella parte finale un’architettura di finte paraste disposte simmetricamente delimita gli spazi, tra esse una semplice campitura di verde tenue completa la decorazione.
Nella parete laterale sinistra in prossimità dell’abside sono collocate due tele del XVIII secolo riportate su degli ovali di autore ignoto in legno rappresentano San Crispino o Crispignino e Sant’Isidoro più in basso a destra.
Nella lunetta absidale un affresco della Madonna assunta in cielo con una schiera di angeli databile ai primi del XVII secolo di autore ignoto.
La parete di fondo, si presenta con al centro l’immagine della Madonna della Porta all’interno di un’edicola collocata sopra l’altare.
L’affresco raffigura la Vergine assisa in trono con il Bambino e angeli; il Bambino in atto di benedire con la mano destra, svolge con la sinistra un rotolo di pergamena con la scritta in caratteri gotici “PAX VOBISCUM“; sopra al trono due angeli a mani giunte in atto d’adorazione.
Quest’affresco di scuola umbro – laziale, il cui l’autore è ignoto, è ascrivibile all’inizio del XV secolo, all’origine era collocato in una edicola all’esterno delle mura che creava impedimento per l’accesso alla porta del Borgo.
Segato il muro, l’immagine nel 1616 fu portata nella chiesa, fatta riadattare dal Card. Ridolfi, per essere venerata visto il particolare affetto mostrato dai bagnaiuoli.
Ai lati dell’affresco, di fattura più tarda, a sinistra l’immagine di San Millerio, primo patrono di Bagnaia, venerato dalla popolazione anche quando il suo posto di Patrono fu preso da altri Santi sin all’attuale San Rocco.
Sulla destra si trova l’affresco di Sant’Isidoro, protettore degli agricoltori, e sullo sfondo una veduta campestre.
Ai piedi del santo, ottenuta nella finta cornice un cartiglio ospita la scritta “NOS ISIDORE CUSTODI QUI NOSTER ES PASTOR MDCXXX“.
Subito al di sotto, nella trabeazione della porta è dipinta a lettere capitali la scritta RESTAURI CURAVIT.
Un arco divide i minutissimi spazi della sacrestia e del confessionale interno alla sacrestia, ottenuto sfruttando una delle due porte presenti nella parete di fondo che attraverso una piccola feritoia quadrata permetteva la comunicazione con i fedeli.
Gli arredi, semplici oggetti di modernariato; un piccolo armadio due inginocchiatoi, tra questi un candelabro di legno del XVII secolo a ridosso della porticina di entrata, e un crocifisso in legno sopra l’armadio di fondo con un Cristo di gesso dipinto databile ai primi del 900.
 

Nota

La galleria fotografica ed il testo sono stati realizzati da Silvio Sorcini.
 

Fonti documentative

Cartellonistica in loco
S. Ricci – Bagnaia e Villa Lante. La fortuna riflessa di un centro minore del Lazio – San Gemini, 2017

http://bagnaia.artecitta.it/scheda.php?idOpera=288

 

Mappa

Link coordinate: 42.428496, 12.154660

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