Chiesa di Santa Maria di Lignano – Assisi (PG)

Con questa chiesa forse ho completato il censimento della montagna assisana per lo meno con quelle che ancora sono in piedi.

 

Cenni Storici

L’agglomerato di Santa Maria di Lignano è situato a 771 in s.l.m. sulla sommità di un’altura detta “il colle di Santa Maria“, sull’antica strada tra Assisi e Nocera; per le sue caratteristiche morfologiche questo territorio viene percepito come un’area isolata e marginale, individuata come la “montagna di Assisi“.
In effetti la montagna costituisce tutto il retroterra che negli anni tra il 1951 e il 1961 subì un esodo generale con la perdita del 25-35% di popolazione attratta da aree industriali di Bastia, S. Maria degli Angeli e altri centri della Valle Umbra e questo continuerà per un’altra quindicina d’anni, anche se con ritmo progressivamente più contenuto causando un invecchiamento della popolazione rimasta.
Questa, nel tardo medio evo, era invece una parrocchia a più alta densità abitativa di tutta la montagna a differenza di oggi; nell’anno 1931 furono censite ben 601 persone mentre nel 1961 ne erano rimaste 363, al censimento del 1971 viene addirittura definito “centro spopolato”; attualmente l’area è costituita di abitazioni sparse.
Così però non doveva essere in passato, infatti Santa Maria di Lignano costituiva un centro vitale che abbracciava un vasto territorio con un’alta densità abitativa tanto che ne costituì la Pieve e tutt’ora nonostante lo spopolamento è la principale parrocchia della montagna Assisana.
Scarse sono le notizie storiche, ma da quel poco che si conosce sappiamo che questo territorio costituiva una delle 52 Balye del Comune di Assisi, apparati che consentivano il controllo e la gestione capillare del territorio.
Questa Balya oggi è conosciuta come Buviliano ma nei documenti viene chiamata in diversi modi seppur affini: nel censimento del 1232 viene detta “B. Buviliani” con 54 focolari mentre negli Statuti è “B. Bivignani“.
Un Benedetto di Martuccio de Buviliano è tra gli sbanditi del 1225.
Nell’area oggi occupata dalla chiesa di Santa Maria di Lignano sorgeva un castello oggi completamente scomparso e le fondamenta pare siano riemerse durante gli scavi del pavimento della chiesa.
Il castello comprendeva la superficie dell’edificio e probabilmente tutta l’area del piazzale antistante.
Diversa invece è l’ubicazione che ne da il Fortini in quanto secondo lui il fortilizio sorgeva poco distante dalla chiesa nella località oggi chiamata la “Castellaccia” posta più in alto dove si apre una splendida veduta sull’altro versante.
Comunque questa presenza è confermata ed è descritta anche dalle Fonti francescane, infatti la località viene ricordata, per il percorso che San Francesco compie intorno al 1209 nel suo viaggio da Assisi a Fabriano.
Secondo gli storici, infatti, il santo “uscì dal castello in direzione di Santa Maria di Lignano, verso la Marca“.
La chiesa di Santa Maria “de Lognano” nel 1217 risulta dipendente da San Rufino il che significa che la sua origine è precedente.
Il toponimo è incerto, ma stando agli anziani del posto deriverebbe da “Legna” una delle fonti di ricchezza della zona vista la quantità di boschi e legname da essi prodotto e che ha costituito per secoli un fonte di sostentamento e di sopravvivenza.
All’interno di questo territorio si trovava anche un monasterium Sancte Clare e una chiesa citata nel catasto del 1354 chiamata di San Rufino di Biscilliano (Sanctus Rufinus de Biscilliano in balia Bivillani de porta Perlaxii, iuxta fossatum), di entrambi si è perduta la memoria.
La chiesa che vediamo oggi comunque non è la stessa delle origini in quanto è stata ricostruita ex novo nel 1921 dall’allora parroco Fortini e fu poi restaurata nel 1926.
Ulteriori danni li ha subiti con il terremoto del 1997 ed è stata sottoposta a lavori di consolidamento e di restauro insieme alla casa parrocchiale.
Da una decina di anni la struttura è abitata da due religiose della Fraternità dei Discepoli Ardenti di Gesù Cristo che conducono una vita semi-eremitica e che coltivano un roseto che fiorisce per tutto l’anno compreso in inverno a condizioni climatiche proibitive.
Come si è detto la vita di questa parrocchia era molto attiva in passato ed ora si è molto ridimensionata per lo spopolamento, ma si sta assistendo ad una riscoperta di questa tranquillità e pace soprattutto da persone che arrivano da fuori Regione o addirittura dall’estero per cui si sta riscoprendo il fascino della montagna e del paesaggio e questo porterà di certo nuove energie.
 

Aspetto esterno

La chiesa si presenta con una facciata liscia con tetto a capanna, il portale ad arco è sovrastato da un oculo in asse.
Nella parete sinistra si aprono tre finestre ad arco e nella parte di fondo si eleva il campanile a quattro livelli fortemente cuspidato; nell’ultimo livello vi sono alloggiate le campane e si apre una finestra arcata per ogni facciata.
La chiesa termina con un’abside che si apre per tutta la larghezza della chiesa; al centro è presente un’altra finestra con un vetro colorato a croce azzurra che illumina il presbiterio.
Sempre all’esterno della parete sinistra vi sono murate due lapidi che ne ricordano l’ampliamento avvenuto nel 1921 e la ristrutturazione del 1926, sulla parete del campanile una pietra scolpita con un’immagine della Madonna con il Bambino.
Nella parte destra della chiesa è stata costruita la casa parrocchiale con una aspetto gemello alla facciata.
 

Interno

L’interno è a navata unica voltata a botte con cinque arconi che dividono le pareti in 5 campate, l’ultima campata delimita il presbiterio rialzato di due gradini; la volta è colorata di celeste e abbellita con stelle dorate.
Entrando, una bussola protegge la porta d’ingresso, poi nella prima campata della parete destra, un quadretto a giorno elenca tutte le reliquie che sono conservate in questa chiesa (valutandone la grande quantità presente si può facilmente dedurre l’importanza della chiesa in antico) e salendo nella terza campata troviamo un Crocefisso processionale con le braccia mobili; nella campata successiva in una nicchia vi è la statua della Madonna.
Entrando nel presbiterio cornu epistolae , in un’altra nicchia è conservato il Fonte battesimale, successivamente si apre la porta della sacrestia.
L’altare è costituito da un blocca di marmo sovrastato da una spessa lastra di pietra, nel basamento si conservano tutte le reliquie che sono presenti in questa chiesa.
Alle spalle dell’altare nell’abside appeso alla finestra un altro Crocefisso in legno anch’esso con le braccia mobili; sotto di esso un tabernacolo posizionato su un tronco di colonna.
I due leggii in cornu evangelii e cornu epistolae sono costituiti da due blocchi di pietra calcarea.
Scendendo nella parete sinistra troviamo nell’ordine una statua stilizzata di Cristo in croce, una quadro con Santa Maria Goretti, su una mensola di legno un’altra statua stilizzata della Vergine e nell’ultima campata accanto alla porta, oltre ad un confessionale, un altro quadro che elenca tutte le funzioni sacre che si dovevano celebrare durante tutto l’anno liturgico.
 

Fonti documentative

A. Fortini – Vita nuova di San Francesco – 1959
Accademia Properziana del Subasio Assisi e Parco Regionale del Monte Subasio Consorzio obbligatorio Area Naturale Protetta AAVV a cura di F. Guarino – La valle del Tescio – 2006
Da: https://www.parcomontesubasio.it/index.php/borghi/santa-maria-di-lignano/
D. Frascarelli – Assisi fuori le mura – 2021
 

Mappa

Link coordinate: 43.122792 12.698246

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