Chiesa di Sant’Andrea Apostolo – Bagnaia (PG)

La chiesa sorge fuori dalle mura castellane ma il campanile è una delle sue torri perimetrali.

 

Cenni Storici

La chiesa parrocchiale, conosciuta fin dal secolo XIV quando il paese era chiamato Borgo di Sant’Andrea, fu membro dell’abbazia o prepositura di Pomposa, insieme alla chiesa di san Niccolò, posta sulla strada tra Bagnaia e Montefreddo e unita al priorato di San Mariano; ciò documentato dall’antico catasto conservato nell’archivio del Monastero di San Pietro dei monaci cassinensi.
Nel 1363 si conosce il nome del vicario-curato della parrocchia di Sant’Andrea apostolo: don Mattoli di Paoluccio.
Nel secolo XV queste due chiese, unitamente al priorato di San Mariano, costituirono l’oggetto di una controversia sorta fra il monastero di Monte Morcino di Perugia e l’abbazia di Pomposa in quanto i monaci olivetani avanzarono la pretesa che queste fossero state ammensate al loro monastero, in virtù di alcune bolle di Callisto III e Pio II che prevedeva l’obbligo di pagare un canone a Pomposa.
Il 26 giugno 1459 fu fatta una transazione fra l’abbazia di Pomposa, rappresentata da Rinaldo Maria d’Este, e il monastero di Perugia con cui si convenne che la chiesa di sant’Andrea venisse restituita con tutti i suoi diritti all’abbazia.
Infine nel 1461, il giorno 11 settembre, Pietro di Salerno, a nome di R. M. d’Este, prese possesso di entrambe le chiese e dei loro beni.
Nel 1500 la chiesa formò il catasto dei suoi beni.
Nella Visita pastorale del vescovo F. Amadei nel 1763 conservata nell’Archivio Diocesano, viene fatta una descrizione dell’interno dove sono elencati cinque altari: l’altare maggiore dedicato a S. Andrea apostolo, il secondo alla Madonna del Rosario, curato dalla confraternita del Santissimo Sacramento, il terzo a S. Bernardino da Siena al quale erano addetti alcuni questuanti, eletti dal parroco, il quarto a S. Antonio da Padova diretto della nobile famiglia degli Oddi, e l’ultimo alle anime del Purgatorio; in tale Visita Pastorale viene pure detto che nei giorni di festa in questa chiesa, nel tempo di quaresima e nei venerdì del mese di marzo, veniva un predicatore scelto dal Vescovo per annunziare la parola di Dio alla popolazione.
Nel 1884 su progetto dell’ingegnere Mencarelli iniziarono i lavori di demolizione della vecchia chiesa per costruirne un’altra, sullo stesso luogo, di maggiori dimensioni.
I lavori si protrassero per due anni dal 1887 al 1889.
Il campanile, posizionato su una delle quattro antiche torri del castello di Bagnaia, il 2 aprile 1828 fu arredato di 4 campane; il nome della prima campana era Maria, della seconda Andreana, dal nome del santo titolare della parrocchia, quello della terza Bernardina, dal nome del santo protettore di Bagnaia, S. Bernardino da Siena.
La nuova chiesa fu realizzata ad una sola navata, con tre campate e l’abside semi circolare, coperta di volte, sostenuta da archi a tutto sesto.
All’interno vennero posti tre altari: l’altare maggiore e i due laterali, uno dedicato alla Madonna e l’altro a Gesù crocifisso.
La chiesa fu consacrata il 24 novembre 1889 dall’arcivescovo Federico Foschi.
Il locale che originariamente ospitava la chiesa di San Niccolò è oggi ridotto a cantina.
La nuova chiesa, è stata ricostruita su un ambiente trecentesco non più leggibile nella struttura interna, solo esternamente nel tessuto murario della parete di destra, se ne possono ritrovare tracce.
Nel 1953 fu completamente ritinteggiata e nell’occasione furono fatte anche quattro nicchie per i santi, scavate nelle colonne della chiesa.
La notte del 13 febbraio 1958, alle 22:30, si spezzava uno dei due travi (infradiciatosi forse per un’infiltrazione d’acqua piovana, mai avvertita), che formava la raggiera di sostegno al tetto della chiesa sopra l’abside; il trave, cadendo distrusse il sottostante altare maggiore in terracotta, colpendo gravemente l’orchestra e lo stesso organo.
Nel mese di settembre del 1977 è stata tinteggiata di nuovo tutta la chiesa.
 

Aspetto esterno

La chiesa sorge fuori dalle mura castellane di Bagnaia con la facciata rivolta verso il castello e il campanile addossato sul perimetro della città un legame spaziale fra gli attrattori percettivi che contribuisce a palesare la volontà di ricostruire il legame fra architettura e società che anima le originarie intenzioni estetiche di Gioacchino Pecci.
E’ una tipica chiesa Leonina, cioè fa parte di quelle chiese fatte ricostruire negli anni compresi tra il 1846 e il 1878 per volere dell’allora vescovo di Perugia Vincenzo Gioacchino Pecci, il futuro papa Leone XIII, nel territorio della diocesi.
La facciata si presenta con paraste in mattoni agli angoli, il portone è squadrato con lunetta che contiene l’immagine di Sant’Andrea Apostolo e in alto il rosone circondato dai fregi dei 4 evangelisti in cotto, chiude la facciata il timpano sormontato da una croce.
Il campanile su una torre delle mura ha la cella campanaria in laterizio ed è corredato da un orologio al centro.
 

Interno

L’interno è diviso in tre campate voltate a botte lunettate tinteggiate di azzurro; le pareti presentano finestre oblunghe e arcate con vetrate.
Entrando nella controfacciata a destra una lapide ricorda la data della consacrazione del 1889, salendo sulla parete destra nella prima campata c’è un confessionale, poi si incontra l’altare della Vergine con la statua della Madonna con Bambino e nella terza campata la porta della sacrestia.
Il presbiterio è rialzato di due gradini ed oltre all’altare rialzato di altri due gradini, contiene le canne dell’organo.
Scendendo nella parete sinistra nella prima campata che si incontra c’è l’organo e lo spazio per il coro mentre nella campata successiva c’è l’altare del Crocifisso che contiene un antico Crocifisso in legno del secondo Trecento.
Il crocifisso proviene dalla cappella della Compagnia dei nobili di San Domenico di Perugia.
Venuto in possesso del sacerdote Eustachio Vignaroli canonico della cattedrale di San Lorenzo a Perugia, nel periodo napoleonico, dopo la sua morte, avvenuta nel 1875, il Crocifisso fu donato alla chiesa di Sant’Andrea di Bagnaia dagli eredi nel 1878.
In questo Crocifisso troviamo alcune caratteristiche tipiche dei Crocifissi gotici dolorosi, l’espressione sofferente e la torsione delle membra.
Nell’ultima campata, quella più vicino alla porta, troviamo una nicchia con una statua di un Santo.
Nelle colonne della controfacciata due nicchie con altrettanti santi, a sinistra Sant’Antonio da Padova e a destra San Bernardino da Siena; prima della porta il fonte battesimale chiuso con uno portellone.
La controfacciata è ornata anche da tre quadri posti sopra la grande bussola in legno.
 

Fonti documentative

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedaca.jsp?sercd=3549

Elvio Lunghi – La croce del beato Giacomo – tratto dal Periodico semestrale Grande Dizionario di Bevagna edito da Accademia di Bevagna

https://www.parrocchiabagnaia.it/2018/09/16/storia-della-chiesa-parrocchiale-di-santandrea-apostolo/

 

Mappa

Link coordinate: 43.048990 12.289153

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